di Anna Balestrieri
Locali messi a soqquadro nella capitale e negozi di proprietà ebraica danneggiati a Marsiglia, mentre la Francia è attraversata da violenti disordini. Ma la matrice antisemita, per ora, non è accertata. (Foto: screenshot, utilizzata in conformità con l’articolo 27a della legge sul diritto d’autore)
La comunità ebraica francese guarda con preoccupazione agli episodi che, nel fine settimana, hanno coinvolto alcuni luoghi e attività riconducibili a cittadini ebrei, sullo sfondo delle violente proteste che stanno attraversando il Paese.
A Parigi, nel XIX arrondissement, ignoti si sono introdotti nella sede provvisoria della sinagoga Ohalei Yaakov, in Rue Burnouf, mettendo a soqquadro i locali. Domenica mattina i membri della congregazione hanno trovato libri di preghiera, tefillin e oggetti personali sparsi sul pavimento, mentre anche l’ufficio del rabbino risultava rovistato. La comunità utilizza temporaneamente questi spazi durante i lavori di ristrutturazione della sede abituale.
Nonostante la gravità dell’intrusione, i responsabili della sinagoga ritengono che possa essersi trattato di un tentativo di furto. I rotoli della Torah sono rimasti intatti, non sono state rinvenute scritte antisemite e, secondo la congregazione, non risulterebbero oggetti sottratti. Non viene tuttavia escluso che il luogo sia stato scelto proprio perché frequentato da ebrei.
Anche a Marsiglia, durante i disordini di sabato, sono stati danneggiati diversi esercizi commerciali, alcuni dei quali appartenenti a proprietari ebrei. Al momento, però, non emergono elementi che permettano di affermare che siano stati presi di mira per l’identità religiosa dei titolari.
Di fronte al diffondersi di notizie e interpretazioni contrastanti, il Service de Protection de la Communauté Juive (SPCJ), l’organismo che si occupa della sicurezza delle comunità ebraiche francesi, ha invitato alla prudenza, chiedendo di evitare la diffusione di informazioni non verificate e di fare riferimento alle comunicazioni ufficiali.
Gli episodi si inseriscono in un quadro di forte tensione sociale. Le manifestazioni contro il carovita, le disuguaglianze e il deterioramento dei servizi pubblici sono sfociate in violenze in numerose città francesi. A Limoges è stato incendiato il municipio, a Marsiglia gruppi di manifestanti hanno fatto irruzione nella sede comunale e a Lione è stato colpito l’ufficio turistico. Secondo le autorità, circa 1.200 persone sono state arrestate.
Per gli ebrei francesi, già confrontati con un clima di crescente insicurezza, gli avvenimenti del fine settimana rappresentano un ulteriore motivo di inquietudine. Ma proprio la serietà della minaccia antisemita impone di distinguere tra atti di odio accertati, episodi criminali e violenze indiscriminate. È la linea di responsabilità richiamata dalle stesse istituzioni comunitarie: vigilanza senza allarmismi, attenzione ai fatti prima delle conclusioni.



