di Paolo Salom
Somma ignoranza o perfido calcolo? Fatto sta che ora la signora si è scusata ammettendo l’errore sul termine antisemitismo (riconoscendo che è nato nel Diciannovesimo secolo in Germania, ed era rivolto unicamente agli ebrei) e per la parola Muselman (perché indicava soltanto i disgraziati ridotti a pelle e ossa nei campi di concentramento, ormai prossimi alle camere a gas).
Alla fine ha chiesto scusa. Due settimane più tardi ma lo ha fatto: evidentemente anche i suoi compari (la sinistra estrema italiana che si dice anti sionista ma non antisemita?) pronti a candidarla le devono aver fatto notare quanto le sue parole si avvicinassero all’oltraggio e alla negazione della parola “intelligenza”. I fatti li conoscete: Francesca Albanese, inviata dell’Onu per i Territori palestinesi, nota gaffeur e arci odiatrice di Israele, ha detto in una video intervista che la parola “antisemitismo” era stata coniata come sinonimo di odio per tutte le etnie semitiche (che non esistono, peraltro: solo le lingue sono semite), non specificamente per gli ebrei; e a dimostrazione ha tirato fuori il termine gergale “Muselman” utilizzato nei campi di sterminio nazisti. Insomma, i nazisti non ce l’avevano solo con gli ebrei ma anche con gli arabi!
Somma ignoranza o perfido calcolo? Fatto sta che ora la signora si è scusata ammettendo l’errore sul termine antisemitismo (riconoscendo che è nato nel Diciannovesimo secolo in Germania, ed era rivolto unicamente agli ebrei) e per la parola Muselman (perché indicava soltanto i disgraziati ridotti a pelle e ossa nei campi di concentramento, ormai prossimi alle camere a gas).
Noi qui cosa possiamo aggiungere? Soltanto questo: come ebrei non avremmo mai pensato di poterci trovare di fronte a un personaggio capace di scendere così in basso (ricordate le offese a Liliana Segre?) per portare avanti la sua agenda anti israeliana. Tutto questo ci porta a una considerazione legata alla legge sull’antisemitismo: sta a chi attacca l’unico Stato ebraico esistente al mondo dimostrare di non odiare, prima di tutto, gli ebrei. Un modesto suggerimento: non affidate a Francesca Albanese il compito di farlo.



