di Nina Prenda
La Macedonia del Nord punta a rafforzare e ampliare i rapporti con Israele, facendo della cooperazione bilaterale una delle priorità della propria politica estera. Difesa, investimenti, agricoltura, gestione delle risorse idriche, turismo, innovazione, salute e istruzione sono i principali settori sui quali Skopje intende sviluppare nuove forme di collaborazione.
A ribadirlo è stato il ministro degli Esteri macedone Timčo Mucunski, intervistato dal Jerusalem Post a Gerusalemme al termine del suo primo viaggio ufficiale in Israele. La visita, durata circa 24 ore, si è concentrata soprattutto sull’espansione dei rapporti bilaterali e ha incluso un incontro con l’omologo israeliano Gideon Sa’ar.
«Abbiamo avuto rapporti molto forti con Israele, ma anche con Gideon, negli ultimi anni», ha dichiarato Mucunski. L’obiettivo, ha spiegato, è «portare la relazione bilaterale al livello successivo», passando dagli attuali rapporti «eccellenti» a una cooperazione più ampia in diversi settori di interesse comune.
Durante l’incontro, i due ministri hanno firmato due accordi di cooperazione e discusso nuove opportunità nei settori dell’agricoltura, della gestione dell’acqua, della sicurezza, dell’innovazione, del turismo, della sanità e dell’istruzione. Sul tavolo anche una maggiore collaborazione tra le rispettive industrie della difesa e l’incremento degli investimenti.
Skopje vuole riattivare i collegamenti aerei
Tra le priorità indicate da Mucunski c’è anche il ripristino di un collegamento aereo diretto tra Israele e Macedonia del Nord, con l’ipotesi di una rotta tra Tel Aviv e Skopje oppure tra Tel Aviv e Ohrid, principale destinazione turistica del Paese.
«Una delle prime cose di cui abbiamo parlato è stata la possibilità di lavorare insieme per stabilire un volo diretto tra Tel Aviv e Skopje, o tra Tel Aviv e Ohrid», ha detto il ministro, sottolineando il potenziale della città lacustre per il turismo israeliano.
Secondo Mucunski, il ripristino dei voli diretti rappresenterebbe un primo passo per aumentare la mobilità di persone e imprese tra i due Paesi. «Ci piacerebbe avere sempre più turisti israeliani che visitano Skopje, Ohrid e l’intero nostro Paese», ha affermato.
La cooperazione bilaterale, tuttavia, non si limita al turismo. I due governi intendono esplorare nuove opportunità anche nella gestione delle risorse idriche, nell’agricoltura, negli investimenti e nella difesa.
Una politica sostenuta dal governo Mickoski
La visita di Mucunski si inserisce in una fase di intensificazione dei contatti politici tra Israele e Macedonia del Nord. A giugno, il sindaco di Skopje Orce Gjiogjievski si è recato in Israele per il MUNI EXPO, mentre a gennaio la deputata Rashela Mizarahi aveva guidato una delegazione parlamentare macedone nel Paese.
Per Mucunski, l’aumento dei contatti riflette una scelta precisa del governo guidato dal primo ministro Hristijan Mickoski.
«Il primo ministro Mickoski ritiene che una maggiore collaborazione con Israele sia una necessità per il successo del nostro Paese», ha dichiarato il ministro degli Esteri. «Ci sono molte cose che possiamo imparare da voi e molti valori comuni che condividiamo, sia a livello nazionale sia internazionale».
«Fin dalla formazione del nostro governo, abbiamo fatto delle relazioni bilaterali con Israele una delle priorità della nostra politica estera», ha aggiunto.
Mucunski ha inoltre sottolineato di essere in contatto regolare con Sa’ar, nonostante quella di lunedì sia stata la sua prima visita in Israele.
Il sostegno a Israele dopo il 7 ottobre
Nel corso dell’incontro, Sa’ar ha espresso apprezzamento per il sostegno fornito dalla Macedonia del Nord a Israele nelle sedi internazionali, in particolare dopo gli attacchi del 7 ottobre 2023.
«La Macedonia del Nord ha dimostrato la sua amicizia opponendosi a questi tentativi nell’arena internazionale», ha detto il ministro israeliano, riferendosi al sostegno diplomatico di Skopje. «Apprezziamo il suo curriculum di voto e il suo sostegno a Israele. Israele apprezza gli amici che gli stanno accanto nei momenti difficili».
Per Mucunski, uno degli esempi più concreti della solidità dei rapporti tra i due Paesi è arrivato dopo l’incendio della discoteca di Kočani, nel marzo 2025, nel quale morirono 63 persone.
«Gideon Sa’ar è stato uno dei primi ministri degli Esteri a chiamarmi», ha ricordato Mucunski. Poco dopo, Israele inviò in Macedonia del Nord una squadra medica per assistere le vittime dell’incendio.
I medici israeliani lavorarono negli ospedali macedoni al fianco delle équipe locali, partecipando agli interventi chirurgici e fornendo assistenza specialistica.
«Stavano eseguendo interventi chirurgici nei nostri ospedali, aiutando i nostri medici con la loro esperienza e le loro conoscenze e contribuendo a salvare la vita di molti giovani», ha detto Mucunski. «Questa situazione è stata la prova che Israele sta dalla parte del mio Paese».
La Macedonia del Nord come porta d’accesso all’Europa
Sul fronte economico, Skopje punta ora a presentarsi come una possibile piattaforma per le aziende israeliane interessate al mercato europeo.
«Vogliamo essere una porta d’accesso per gli israeliani che vogliono visitare l’Europa», ha detto Mucunski. «Ma vogliamo essere una porta non solo per i turisti, bensì anche per le imprese israeliane».
Il ministro ha richiamato la posizione geografica della Macedonia del Nord, attraversata da due importanti corridoi di trasporto europei, e gli investimenti del Paese nella connettività energetica e nell’attrazione di capitali stranieri.
L’obiettivo, ha spiegato, è offrire alle aziende israeliane un punto d’ingresso a un mercato europeo che, secondo Skopje, non è ancora stato pienamente esplorato dalla comunità imprenditoriale israeliana.
Per Mucunski, dunque, la visita a Gerusalemme rappresenta soltanto l’inizio di una fase più intensa nei rapporti tra i due Paesi. «Questa è la mia prima visita», ha concluso, «ma sono assolutamente sicuro che non sarà l’ultima».



