A Camaldoli tornano i giovani dell’amicizia ebraico-cristiana

Italia

di Nathan Greppi

Universalismo: una parola di difficile collocazione, in un’epoca sempre più segnata dal ritorno dei tribalismi, siano essi di carattere etnico, religioso o politico.
Proprio l’universalismo è stato il tema cardine dell’ultimo congresso annuale dell’AECG (Amicizia Ebraico-Cristiana Giovani), che ha avuto luogo da venerdì 3 a domenica 5 luglio presso la Foresteria del Monastero di Camaldoli, in provincia di Arezzo.
I dibattiti
Come negli anni precedenti, anche questa volta a Camaldoli sono giunti una ventina di persone da tutta Italia, in età compresa tra i 18 e i 35 anni, afferenti a varie confessioni religiose: ebrei, cattolici, avventisti, alcuni dei quali provenienti da altri movimenti giovanili come l’UGEI e la FUCI. La maggior parte erano italiani, ma non sono mancati anche i ragazzi venuti dall’estero (Regno Unito, Perù, ecc.).
Nel primo dibattito di venerdì, il tema dell’universalismo è stato trattato dal punto di vista delle tradizioni ebraica e cristiana, rispettivamente dall’insegnante ebrea romana Claudia Di Cave e dal monaco camaldolese Emanuele Bordello.
Come l’anno scorso, sabato mattina si è tenuto un incontro in cui rappresentanti di diverse confessioni commentavano le letture del giorno dei brani biblici. Mentre nel pomeriggio, il tema dell’universalismo è stato trattato da più punti di vista: dal suo significato religioso secondo Filippo Tedeschi dell’ufficio rabbinico di Firenze e Davide Romano dell’Istituto Universitario Avventista di Firenze (da non confondere con l’omonimo ex-assessore della Comunità Ebraica di Milano, ndr), si è passati al proselitismo cristiano attraverso gli studi dello storico della Fondazione Bruno Kessler Giacomo Ghedini. Il giro si è concluso con la prospettiva politica di Margherita Colonnello, assessore del comune di Padova.
Assemblea e momenti di preghiera
Tra venerdì e sabato, tutti avevano la possibilità di partecipare in modo facoltativo alle preghiere: si poteva prendere parte a Kabbalat Shabbat, alla Tefillah e alla Havdalah, così come alle preghiere cristiane. E durante il pranzo e la cena, chi lo desiderava poteva ricevere dei pasti kasher.
Non potevano mancare le attività organizzative: in particolare, si è dibattuto del ruolo dell’AECG, e più in generale del dialogo interreligioso, in un periodo storico segnato da una crescente polarizzazione dopo il 7 ottobre.
Domenica mattina, prima della chiusura dei lavori è stato eletto il nuovo consiglio direttivo: gli eletti sono Pierpaolo Favia (presidente), Giulio Piperno (vicepresidente), Andrea Agnolin (tesoriere), Maddalena Tosi (consigliere), Gianluca Michelli (consigliere) e Gaetano Mercuri (consigliere).
Dopo pranzo, ognuno ha ripreso la strada di casa, portandosi dietro un bagaglio di ricordi felici e spensierati.