materiale ritrovato nell'operazione antimafia in Cisgiordania (foto polizia israeliana)

Cisgiordania: operazione su larga scala contro una rete criminale

Israele

di Nathan Greppi
Gli arresti sono avvenuti dopo una lunga indagine sotto copertura che vedeva i membri dell’organizzazione criminale essere sospettati di estorsioni, utilizzo di esplosivi e legami con gruppi terroristici. I sospettati sono accusati di aver estorto milioni di shekel ai palestinesi della Cisgiordania, ricorrendo a minacce o attacchi esplosivi a fini intimidatori.

Le minacce terroristiche e le tensioni con gli abitanti degli insediamenti non sono gli unici problemi che le autorità israeliane devono affrontare in Cisgiordania. Recentemente, l’unità centrale di polizia del Distretto di Giudea e Samaria ha condotto un’operazione su vasta scala che ha portato all’arresto di 12 presunti membri della famiglia mafiosa araba Hariri.

Secondo Ynetnews, gli arresti sono avvenuti dopo una lunga indagine sotto copertura che vedeva i membri dell’organizzazione criminale essere sospettati di estorsioni, utilizzo di esplosivi e legami con gruppi terroristici. Nello specifico, la polizia israeliana ha dichiarato che i sospettati sono accusati di aver estorto milioni di shekel ai palestinesi della Cisgiordania, ricorrendo a minacce o attacchi esplosivi a fini intimidatori.

L’operazione ha richiesto anche il coinvolgimento delle unità di polizia di frontiera, ispettori del servizio carcerario, unità cinofile e truppe dell’IDF che hanno condotto incursioni coordinate in diverse località, sia in Cisgiordania (Nablus, Taybeh) che in Israele (Umm al-Fahm, Kafr Qassem).

Nel corso delle indagini, gli agenti hanno confiscato diverse pistole, un dispositivo per il controllo da remoto, droghe, altre armi, diversi veicoli e più di 80.000 shekel in contanti (circa 22.000 euro). Nel momento in cui scriviamo, i sospettati vengono tenuti in custodia in attesa di un processo.

La polizia ha dichiarato che i Hariri sono una delle maggiori organizzazioni criminali del paese, e che negli ultimi anni si sospetta che abbiano commesso numerosi crimini quali estorsioni, attentati dinamitardi, omicidi e altri crimini violenti. Moshe Pinchi, comandante del Distretto di polizia di Giudea e Samaria, ha sottolineato che questo episodio sottolinea la necessità dei loro sforzi di combattere la cooperazione tra il crimine organizzato e gruppi terroristici in Cisgiordania.

Prima di questa operazione, già a dicembre dozzine di affiliati ai clan mafiosi Hariri e Abu Latif, tra le più potenti organizzazioni criminali israeliane, erano stati arrestati per le loro reti di estorsioni in Israele e nella West Bank.