Coppa del mondo, arriva l’oro per Israele del ginnasta Artem Dolgopyat

Personaggi e Storie

di Nina Prenda
Il campione israeliano olimpico di Tokyo ha inaugurato il circuito internazionale con una prova di alto livello a Cottbus, in Germania, imponendosi nel corpo libero maschile e conquistando la medaglia d’oro nella prima giornata di finali di specialità. Dolgopyat ha chiuso la sua routine con un punteggio di 14.500, confermandosi uno dei riferimenti assoluti della disciplina.

 

Parte nel segno di Artem Dolgopyat la Coppa del Mondo di ginnastica artistica. Il campione israeliano olimpico di Tokyo ha inaugurato il circuito internazionale con una prova di alto livello a Cottbus, in Germania, imponendosi nel corpo libero maschile e conquistando la medaglia d’oro nella prima giornata di finali di specialità.

Dolgopyat ha chiuso la sua routine con un punteggio di 14.500, confermandosi uno dei riferimenti assoluti della disciplina. Alle sue spalle il bielorusso Yahor Sharamkou, argento con 14.400 punti, e il russo Aleksandr Kartsev, bronzo a quota 13.900.

A fine gara, il giudizio dell’oro olimpico è rimasto lucido e autocritico: «Mi sento abbastanza bene, ma la routine non era perfetta. C’è ancora qualcosa su cui lavorare». Poi lo sguardo già rivolto al futuro: «Tra due settimane torneremo in Coppa del Mondo. Salire sul podio è sempre incredibile, e ascoltare l’inno nazionale israeliano resta l’emozione più forte».

Il circuito proseguirà dal 5 all’8 marzo a Baku, in Azerbaijan, nuova tappa di un cammino che Dolgopyat sta percorrendo con continuità e ambizione. Secondo oro olimpico nella storia di Israele, l’atleta continua a scrivere pagine significative dello sport nazionale, consolidando una carriera costruita su talento, rigore e resilienza.

Per Israele il percorso non è stato privo di ostacoli. Lo scorso anno, a Dolgopyat era stato negato il visto d’ingresso in Indonesia per partecipare ai Campionati del Mondo, impedendogli di difendere il titolo. Una decisione legata alle tensioni internazionali seguite alla guerra tra Israele e Hamas, che aveva riportato la politica dentro l’arena sportiva.