Giochi di potere tra Vaticano, Israele e Palestina

Libri

di Nathan Greppi
Seguito dei romanzi L’opzione di Dio e Vatican Tabloid, I Guardiani del Tempio riesce a creare un’atmosfera carica di suspense e adrenalina, che spinge il lettore ad andare avanti per capire come andrà a finire. Al centro di tutto vi è una storia corale dove i tanti attori in scena cercano di raggiungere ognuno il proprio obiettivo, chi per le proprie idee e chi per i propri interessi.

 

Nella seconda stagione della serie televisiva israeliana Fauda, l’antagonista principale era un terrorista palestinese il quale, deluso da Hamas, si univa all’ISIS per pianificare attentati contro Israele.

Viene da pensare a quegli episodi leggendo il romanzo thriller I Guardiani del Tempio, ultimo di una trilogia scritta dall’autore italiano Pietro Caliceti. Il libro è ambientato dopo che Papa Pietro II, alias Warren Hamilton, è sopravvissuto ad un attentato, grazie a due preti che si sono sacrificati per proteggerlo. A rendere il tutto ancora più sconvolgente, non è solo il fatto che ad attentare alla vita del Papa sia stata una guardia svizzera, ma anche la scoperta da parte dell’intelligence israeliana che uno dei due preti che gli hanno salvato la vita era in realtà un terrorista dell’ISIS in incognito.

Questa premessa aprirà le porte ad una serie di indagini da parte degli israeliani, delle forze di sicurezza palestinesi e delle autorità italiane per fare luce sull’accaduto, mentre in Vaticano si dipanano tutta una serie di intrighi e complotti tra fazioni rivali, disposte a tutto pur di mantenere i propri privilegi.

Seguito dei romanzi L’opzione di Dio e Vatican Tabloid, I Guardiani del Tempio riesce a creare un’atmosfera carica di suspense e adrenalina, che spinge il lettore ad andare avanti per capire come andrà a finire. Al centro di tutto vi è una storia corale dove i tanti attori in scena cercano di raggiungere ognuno il proprio obiettivo, chi per le proprie idee e chi per i propri interessi.

Curioso, in tal senso, un battibecco che contrappone Papa Hamilton a un giovane rabbino giunto da Israele; quest’ultimo lo provoca sulle differenze tra le loro rispettive fedi, ma in tal modo lo spinge a mettere in discussione sé stesso e le proprie certezze.

Caliceti racconta le cospirazioni tra le alte sfere del Vaticano con uno stile a metà strada tra i romanzi di Dan Brown e film come Conclave, dove il coinvolgimento emotivo rende difficile separare fantasia e realtà. In compenso, è assai dettagliato il modo in cui si occupa di tematiche finanziarie, con le quali ha una certa dimestichezza: quando non scrive thriller, è un avvocato specializzato in diritto societario, parla con una lunga esperienza nel lavorare per banche e fondi d’investimento.

Curioso il modo in cui viene trattata la situazione tra Israele e i palestinesi dopo il 7 ottobre: Caliceti immagina una Gaza liberata dalla presenza di Hamas, un traguardo che purtroppo nel mondo reale non è stato ancora raggiunto, e ipotizzava che il vuoto di potere da loro lasciato rischiasse di essere riempito dal caos o da altri movimenti estremisti come l’ISIS. Nel complesso, il giudizio che traspare sull’operato israeliano post-7 ottobre è abbastanza negativo.

Si consiglia di leggere I Guardiani del Tempio dopo i primi due romanzi della trilogia. Gli appassionati del genere non resteranno delusi.

 

Pietro Caliceti, I Guardiani del Tempio, Baldini+Castoldi, pp. 448, 22,00 €.