Trappola in Senato: la presentazione di “Antifascisti oltre il Lager”

Opinioni

di Brunello Mantello *

(da Hakol – Il Riformista)

A ottobre arriva ai curatori del volume collettaneo Antifascisti oltre il Lager. L’impegno dei testimoni (Roma, Viella, 2024), alla presidenza della Fondazione “Memoria della Deportazione” che il volume aveva fortemente voluto, alla direzione dell’editrice Viella, la comunicazione, inviata dallo staff della Presidenza del Senato, che il volume era stato scelto per essere presentato in occasione del Giorno della Memoria 2026.

Vista l’origine istituzionale della richiesta, dichiariamo tutti la nostra disponibilità ad essere presenti. Nelle settimane successive ci vengono precisati i contorni dell’iniziativa, di cui è promotrice una vicepresidente della Seconda Camera della Repubblica. Si prevede la presenza di un centinaio di studenti di due Licei, uno di Napoli e uno di Arese (MI), i quali, avendo lavorato sul libro, ci avrebbero posto domande.

Il 27 gennaio siamo a Palazzo Giustiniani. Sul tavolo degli oratori troviamo una locandina un po’ diversa da quella ricevuta in precedenza: è stata aggiunta un’ultima riga, che recita: “Saluti finali: Giuseppe Conte – Presidente M5S”. Non avremmo avuto nulla in contrario a un saluto finale portato da chi rappresentasse le istituzioni, ma Conte a che titolo avrebbe parlato? Comunque procediamo: in tutto rispondiamo a otto domande sul tema. Poco dopo le 16 questa parte si conclude. Il moderatore annuncia che gli studenti hanno domande da porre alla vicepresidente promotrice, domande che per altro vertono su temi assai lontani dalla Giornata della Memoria. Non se ne capisce il perché.

Di lì a poco arriva Conte; il moderatore invita i presenti ad alzarsi in piedi. Conte prende la parola, ad un certo punto cita il volume La banalità del male, di Hannah Arendt, definendolo quale reportage della pensatrice dal processo di Norimberga (sic!!!). Poi accenna ai professori universitari che rifiutarono il giuramento a Mussolini. Dalla prima fila un signore commenta: “E, certo, Benedetto Croce…” (sic!!!). Infine Conte vira su Gaza: dopo aver affermato che sicuramente tutti gli studenti presenti erano andati in piazza, ha dichiarato: “Pensando all’Olocausto – lui definisce così la Shoah – dobbiamo anche pensare a Gaza, ma Gaza non è l’Olocausto, però dobbiamo pensarci lo stesso”. Il tutto condito da critiche al riarmo dell’Europa. Chiude il pomeriggio la lettura, intervallata da pregevoli stacchi di violino, di un testo presentato come omaggio alla senatrice Liliana Segre e di cui è autore il moderatore, funzionario parlamentare che ha seguito l’iniziativa. A seguire, per chi lo desiderasse, foto ricordo con la star: Conte.

Amara considerazione: l’iniziativa è stata fin dall’inizio pensata e concepita come spot politico ed elettorale del M5S e del suo presidente, forse con l’accordo degli staff dirigenziali e docenti dei due Licei coinvolti? Noi, curatori e autori, siamo stati tenuti all’oscuro dei reali scopi e obiettivi della giornata, siamo stati usati. Ne siamo usciti avviliti. Non si può e non si deve usare la Shoah per fini di propaganda di partito. Per chiarezza: nulla osta a che partiti presenti in Parlamento si servano anche di sedi istituzionali per loro iniziative, ma è insopportabile la commistione. Se si tratta di un’iniziativa di partito, non può essere annunciata da una locandina che nella prima riga recita: “Su iniziativa della vicepresidente del Senato”.

* Brunello Mantello è ordinario di storia contemporanea. Ha lungamente insegnato nel Master di Didattica della Shoah diretto da David Meghnagi