di Nathan Greppi
Alla luce delle recenti polemiche che hanno coinvolto il DDL contro l’antisemitismo proposto dall’ex-ministro Graziano Delrio, contestato dai suoi stessi compagni del PD, Della Pergola è entrato nel merito delle diverse definizioni di antisemitismo.
Dopo il 7 ottobre 2023, è diventato quasi impossibile celebrare la Giornata della Memoria con lo stesso spirito con il quale lo si celebrava prima di quel giorno. In quasi due anni e mezzo, il mondo è cambiato profondamente, e un odio che fino a poco tempo fa veniva associato ad un lontano passato è diventato parte del presente, e probabilmente condizionerà anche il prossimo futuro.
Per comprendere in maniera più dettagliata questo cambiamento, mercoledì 28 gennaio la Comunità Ebraica di Milano e l’Associazione Italia-Israele di Milano hanno tenuto un incontro nell’Aula Magna della scuola ebraica di Via Sally Mayer, intitolato Riflessioni sulla Memoria e avente come ospite d’onore lo statistico italo-israeliano Sergio Della Pergola, docente emerito presso l’Università Ebraica di Gerusalemme. L’evento è stato moderato dal giornalista Marco Paganoni.
Un clima preoccupante
Dopo i saluti istituzionali di Luciano Bassani, vicepresidente e assessore al welfare della Comunità Ebraica di Milano, Della Pergola ha ricordato che già nel gennaio 2024 aveva proposto il boicottaggio della Giornata della Memoria, poiché “nel modo in cui stava sviluppandosi il discorso pubblico, […] non era ammissibile che ci fosse una presenza ebraica che desse corpo e legittimità a questo andazzo”. Tuttavia, all’epoca la proposta è stata respinta dall’UCEI (Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).
Per fornire degli esempi di quanto il pregiudizio sia radicato nella cultura italiana, ha raccontato che il 27 gennaio “il comune di Genova ha fatto un evento in cui l’oratore principale era nientemeno che Antonio Scurati”, il quale “alcuni giorni fa ha scritto un articolo francamente osceno su La Repubblica”, così come ha citato il recente caso dei libri scolastici che mistificano il 7 ottobre.
Il fenomeno Israele
Ricollegandosi alla storia d’Israele, Della Pergola ha spiegato che la Guerra dei Sei Giorni nel 1967 “ha portato Israele sul primo piano, si è scoperta questa cosa che invece di scomparire cresceva”. Proprio nel ‘67 era emigrato in Israele dall’Italia, “e abbiamo ricevuto alcune cannonate dall’artiglieria giordana”. Ha raccontato che in quei giorni, sul Corriere della Sera apparve un articolo che si rammaricava dell’imminente fine d’Israele, venendo smentito pochi giorni dopo.
Questo e altri episodi analoghi avvenuti in seguito, ha affermato, “ci danno un’idea di una problematica che forse oggi noi, dopo il 7 ottobre, sentiamo in maniera più acuta, penosa e grave, ma che in realtà ci accompagna tutto il tempo”.
Le definizioni di antisemitismo
Alla luce delle recenti polemiche che hanno coinvolto il DDL contro l’antisemitismo proposto dall’ex-ministro Graziano Delrio, contestato dai suoi stessi compagni del PD, Della Pergola è entrato nel merito delle diverse definizioni di antisemitismo: “Ci si scontra col fatto inevitabile che si vuole scorporare l’elemento ‘Israele’ dall’elemento ‘antisemitismo’. È tutta qui la questione”.
Se il DDL Delrio e la maggior parte degli addetti ai lavori fanno riferimento alla definizione adottata dall’IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), diversi intellettuali ebrei di sinistra hanno cercato di sostituirla con la cosiddetta Jerusalem Declaration. Tuttavia, quest’ultima presenta una problematica: essa non riconosce come antisemita boicottare né invocare la cancellazione d’Israele.
Sebbene ritenga l’IHRA decisamente più attendibile della Jerusalem Declaration, Della Pergola ha evidenziato un problema comune a entrambe: esse sono “calate dall’alto”, mentre secondo lui servirebbe una definizione di antisemitismo “che venga dal basso”. Ovvero, non da accademici che cercano di portare avanti la loro agenda politica, ma da coloro che l’antisemitismo lo subiscono nella loro vita quotidiana.


