Tragedia di Capodanno a Crans Montana: almeno 47 morti e oltre 100 feriti con ustioni

Mondo

di R. I.

Almeno 47 morti e oltre 100 feriti con ustioni è lo spaventoso bilancio di una tragedia che si è consumata la notte di Capodanno nel locale Le Constellation di Crans Montana, in Svizzera, molto conosciuto e frequentato, dove era in corso un party under-17. Sono quindi in maggioranza giovanissime le vittime e le persone coinvolte. È stato allestito un punto di raccolta per i familiari presso il centro congressi, le Regent di Crans-Montana e una help line che risponde al numero +41848112117 contattabile anche dall’Italia. Sarebbero 19 gli italiani ancora dispersi e 15 i ricoverati, secondo il ministro Tajani. Tre feriti sono stati trasferiti nel pomeriggio al Centro grandi ustionati di Niguarda. L’identificazione delle vittime e dei feriti è estremamente difficile a causa della gravità delle ustioni. 

Pubblichiamo la testimonianza di Francesca Modiano che si trovava in vacanza sul posto, e che questa mattina si è messa a disposizione nel centro di raccolta, dove opera anche un gruppo Chabad e stanno arrivando da Israele le squadre Zaka, responsabili del recupero dei cadaveri nelle aree colpite da attentati e altre calamità.
La località infatti è frequentata da molti ebrei milanesi e non solo

“All’1.30 un botto enorme. Non può essere un fuoco d’artificio… sembra più il suono di un’esplosione controllata di quelle per spostare le masse di neve a pericolo valanga. E a Crans si sentono spesso dopo forti nevicate o in primavera.
Strano però. Sono giorni che non nevica e fa bellissimo con freddo intenso.
Non ci pensi più, ti addormenti pensando che sia qualche divertimento dei giovani, mentre gli adulti più adulti hanno finito di festeggiare nelle case.
Poi ti svegli di notte con le sirene che vanno e vengono. E ti dici che saranno per i baldanzosi che aprono l’anno bevendo fiumi di alcool e ti giri dall’altra parte e ti addormenti.
Ti svegli al mattino, guardi fuori e vedi già un elicottero in volo. Strano… è troppo presto per soccorrere gli sciatori.
Apri i giornali online e tragicamente trovi la risposta a tutti gli anomali suoni notturni.
Uno scoppio abnorme e un incendio nel locale più centrale della località sciistica, a pochi metri dal cinema, dai supermercati, dai ristoranti, dalle funivie, dal tempio ebraico”.

Francesca Modiano si è poi recata al centro di accoglienza dei famigliari dei dispersi per dare una mano; la situazione è straziante, per la difficoltà dell’identificazione delle vittime terribilmente ustionate.

(foto Francesca Modiano)

La causa è ancora da accertare: il rogo e le successive esplosioni sembrano causate da candele o petardi accesi nel locale seminterrato, che avrebbero appiccato il fuoco al soffitto in legno. Escluso per ora l’attentato o il dolo. Ma la tragedia è imputabile, secondo le prime valutazioni dei soccorritori, anche alla mancanza di vie di fuga e uscite di sicurezza del locale.

Il centro di accoglienza per i familiari – racconta Francesca Modiano – è dentro al centro congressi del paese. Alle 10 del mattino c’erano già i Chabad col rabbino responsabile del tempio locale. Hanno portato pentoloni di minestra e tante scatole di cioccolatini.
A chi era qui già da ore, qualcosa di caldo ha fatto bene; ma in totale assenza di fame parecchi hanno apprezzato il cioccolato, magra consolazione durante ore di infinite e angosciante attesa. La gente continua ad andare a venire. I poliziotti sono numerosi, aprono le porte d’ingresso e di uscita a familiari e amici in lacrime. Ma nessuno sa niente. Ci sono anche gli addetti dell’ambasciata italiana ma non hanno alcuna informazione concreta da divulgare.
C’è appena stata una seduta informativa da parte della polizia locale, ma senza dire niente se non che ci sono ancora 4 o 7 (informazioni discordanti) ragazzi non identificati ma vivi negli ospedali.
I genitori sono increduli e arrabbiati per non poter sapere in quali ospedali sono stati ricoverati figli, figli di amici, figliocci, amici dei figli con cui erano in compagnia fino a pochi minuti prima. Saranno fra quelli feriti o morti?
Genitori che si trattengono dall’urlare rimarcando quanto non sia giusto non comunicare almeno in quali ospedali potrebbero trovarsi. Ma ufficialmente ancora silenzio”.

 

Una delegazione di Zaka è stata inviata a Crans Montana

Parteciperà alle ricerche degli ebrei dispersi dall’inizio della tragedia. Per il momento, tra le vittime non figurano israeliani, ma diversi membri della comunità ebraica locale (in particolare, 3 ragazze della comunità ebraica di Losanna figurano tra i dispersi). L’onda d’urto dell’esplosione è stata avvertita fino alla sinagoga che si trova nelle vicinanze. Come riporta israj.media, il rabbino Yitzhak Levi Pewzner, rappresentante del movimento Chabad nella località, ha testimoniato la portata dello shock: “L’esplosione notturna è stata di estrema violenza. Subito dopo, le strade si sono riempite di soccorsi, ambulanze e forze di intervento. È una vera catastrofe”. Nelle ore successive al dramma, il rabbino è stato sommerso da telefonate preoccupate. “Inizialmente la comunità temeva che si trattasse di un atto mirato contro la sinagoga o i nostri membri, ma questa ipotesi è stata scartata”, precisa. Il bilancio umano si aggrava: diversi membri della comunità sono stati evacuati verso strutture mediche dopo essere stati colpiti dall’onda d’urto dell’esplosione. Tre persone sono quindi disperse in questa fase. Le autorità locali hanno istituito un centro di emergenza, dove il rabbino Pewzner coordina i soccorsi. “L’intera comunità si è mobilitata per fornire sostegno sia ai nostri membri sia agli abitanti di Crans-Montana”.

 

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