I ragazzi della scuola ebraica che hanno partecipato alla fionale ad Atene dell'Efi Debate

Da Milano ad Atene per la finale europea dell’Efi Debate Contest: l’esperienza dei ragazzi della scuola ebraica

Il 15 Dicembre scorso si è tenuto presso la scuola il primo Efi European Debate Contest; alunni delle classi superiori di diverse scuole in Europa si sono cimentati localmente in un confronto in stile “Debate”, formula di conversazione-confronto tipicamente anglosassone che viene spesso impiegata per attivare dinamiche di gruppo. Al termine della sessione la giuria ha selezionato un gruppo di studenti che si sono poi recati ad Atene per la finale europea. Quattro ragazzi delle classi quarte – Sarah Jamous, Linda Halfon, Gabriel Loloey, Nathan Sinai – erano accompagnati dalla prof. di inglese Simona Patierno.

“Il Progetto Debate è stato per me uno dei momenti più entusiasmanti degli ultimi tempi – racconta Dalia Gubbay, Assessore alle Scuole della Comunità ebraica di Milano -. Ho assistito alla finale interna a scuola e sentir dibattere in un ottimo inglese su argomenti di etica ebraica mi ha commossa. Questo è ciò che cerchiamo: progetti trasversali e interdisciplinarità dove i valori ebraici si sviluppino con conoscenza e profondità in un contesto anche internazionale. Sono fiera dei nostri ragazzi e dei docenti che li hanno preparati e confido che progetti di tale portata prendano sempre più spazio negli anni a venire”.

Accolti dalla locale Comunità per un intero weekend, i nostri studenti hanno trascorso tutto il tempo a contatto con coetanei di diverse scuole ebraiche europee, con i quali hanno avuto modo di confrontarsi e divertirsi, dalle Tefillot ai pasti di Shabbàt alla finale del contest; ecco le loro impressioni.

Ragazzi europei ad Atene alla finale dell’Efi Debate (a detsra un ragazzo della Scuola ebraica di Milano)

 

Ci racconti della tua esperienza ad Atene?
(Sarah Jamous, IV Sc.)

Dibattere in inglese su una questione di ebraismo ad Atene ?! Un sentimento profondo mi invade. Dopo due anni di pandemia, chiusa non solo fisicamente in casa, ma anche con mente e cuore, eccomi con un po’ di paura sognare. Sembra incredibile, ma il brivido di ricominciare a prendere l’aereo, incontrare delle persone, conversare e dibattere è stato intenso. Poi ho pensato: “Atene ?!”, culla della filosofia, patria di Aristotele e Platone, che meraviglia!! Ma anche noi ebrei con il nostro Maimonide che tanto si è contrapposto al pensiero ellenico: due giganti del pensiero occidentale contemporaneo.
Dibattito in inglese? Discutere e difendere le tue opinioni in team, assieme a gente sconosciuta, in una lingua a che non è la tua…inizialmente mi intimoriva, ma è proprio questo che rese l’esperienza più intensa. Avevo paura ma immensa gioia di partire, e forse, di lasciare un segno.

Linda Halfon (IV Tecnico)

Venerdì 11 Marzo 2022, già alle 10 di mattina ci ritrovammo all’aeroporto di Atene, inconsapevoli del fatto che stavamo per iniziare una di quelle che sarebbe stata la migliore esperienza della nostra vita.

La sera dello stesso giorno, dopo aver visitato gran parte della città, conoscemmo quelli che sono diventati successivamente i nostri compagni di avventura: nostri coetanei che venivano da ogni parte d’Europa.

La Comunità Ebraica di Atene ha accolto tutti noi a braccia aperte, offrendoci, tra l’altro, un tour guidato dei siti ebraici della città il Sabato pomeriggio.

Sabato sera, il primo “round” del debate: passammo gran parte del pomeriggio a ripassare le nostre tesi, ma nonostante la nostra preparazione, l’ansia e la paura di bloccarsi e dimenticarsi tutto non ci lasciava tranquilli.

Ricordo che l’ultima cosa che io e i miei compagni facemmo prima di essere suddivisi nei rispettivi gruppi, è stato darci un grande abbraccio; penso che questo gesto di rispetto e amicizia che ci accomuna mi abbia dato la forza di dare tutta me stessa per cercare di sostenere la mia tesi senza essere sopraffatta dall’ansia.

Il giorno dopo ci furono le ultime motion del debate, ci impegnammo tutti a dare il meglio nonostante la nostra spossatezza dovuta ai due giorni precedenti.

Anche se non abbiamo vinto il Debate vero e proprio, abbiamo sicuramente vinto un bagaglio di conoscenze molto più ampio, tante esperienze bellissime da raccontare e, cosa più importante, abbiamo imparato a lavorare come una squadra.

Già prima di partire, un enorme nostalgia colpì tutti noi, e penso di parlare a nome di tutti noi dicendo che speriamo che negli anni a venire altri studenti avranno l’occasione di partecipare a questa magnifica esperienza.

 

Raccontaci una delle Motion proposte per la finale di Atene
(Gabriel Loloey, IV Sc.)

Ecco che viene svelata la motion a sorpresa: “gli ebrei che non vivono in Israele dovrebbero poter votare nel parlamento israeliano?”, “team 3 pro, team 5 op”. Facevo parte del team “pro” e a dire il vero avevo già un delle idee in mente da esporre.

Io ed il mio team ci sediamo al tavolo in tutta fretta, iniziamo subito a buttare giù idee: “Israele viene chiamato ‘lo stato degli ebrei’ ” oppure “tutto ciò che accade in Israele ha ripercussioni su tutti gli ebrei”, dovevamo usare qualsiasi arma a nostra disposizione per poter dimostrare che qualsiasi ebreo doveva a tutti I costi avere il diritto di votare in Israele.

Io ed il mio team ci eravamo organizzati in questo modo; a rotazione, ognuno esprimeva le sue idee sulla motion mentre gli altri tre componenti della squadra prendevano appunti su un quadernino che poi avremmo utilizzato come schema per il nostro discorso finale. Avevamo un tempo di 40min in cui eravamo totalmente concentrati su un solo obbiettivo: vincere il dibattito. Allo scadere del tempo ci siamo spostati nella stanza principale, dietro ad un lungo tavolo con la giuria composta da 10 persone davanti alla quale avremmo poi dovuto esporre le nostre tesi. Dall’altra parte della sala, cerano tutti I nostri amici dai vari paesi che facevano il tifo. Iniziammo noi per primi, il primo speaker iniziò esponendo tutte le argomentazioni che avremmo portato nel corso del dibattito e la sua argomentazione a favore, dopo aver parlato fu anche lungamente applaudito!
Mentre il team di “opposizione” parlava,  io e la mia squadra dovevamo  prendere appunti in modo da essere pronti a confutare le loro tesi. Sono stati trattati con serietà ed interesse moltissimi punti e tematiche: la situazione Israele/Palestina, l’obbligo del militare, la cittadinanza israeliana, la residenza e così via…

Ogni intervento doveva rientrare in 3 minuti mentre il mio ruolo era quello di riassumerle tutte in soli 2 minuti: una volta arrivato il mio turno ricevetti un “forza!” di incoraggiamento dato dalla nostra professoressa Patierno presente a sostenerci e che faceva anche parte della giuria.

Siamo molto soddisfatti del nostro lavoro, ma ancora più contenti  della meravigliosa esperienza che abbiamo vissuto a dibattere amichevolmente tra di noi, perché qualsiasi dibattito o divergenza, particolarmente su temi sensibili ed a noi cari, non può fare altro che arricchire la nostra storia e cultura.

Nathan Sinai IV Scientifico
La finale di Debate di Atene era strutturata in tre round; siamo stati divisi in sei squadre di quattro persone in media, le due squadre che hanno totalizzato i punteggi più alti in questi round sono passate in finale. I primi due round si basavano su motions rese note ai partecipanti circa un mese prima dell’evento, il terzo round e la finale vertevano su motions fornite al momento.

Le due motions note prima della partenza erano le seguenti:

“Questa squadra sostiene che la macellazione kosher degli animali sia etica al mondo d’oggi”.

“Questa squadra sostiene che la religione ebraica sia egualitaria”.

Per la parte teorica siamo stati preparati dai proff. Daniele Cohenca e Paolo Sciunnach, con i quali abbiamo svolto incontri in cui abbiamo trattato gli argomenti sopra menzionati dai vari punti di vista; a tal punto eravamo in grado sostenere o confutare le tesi, o motions, proposte.

Per quanto riguarda la parte più pratica e strutturale, siamo stati guidati dalla prof.ssa di lingua inglese Simona Patierno, che ci ha allenati organizzando vari dibattiti in classe tra noi studenti nel corso di quest’anno e parte di quello passato.

Grazie al suo contributo, la struttura del debate è diventata per noi naturale; al momento del dibattito ad Atene sapevamo esattamente cose fare e come muoverci in questo ambito.

Entrambe le preparazioni teorica e pratica sono state fondamentali per poter affrontare la gara di debate; abbiamo affrontato i primi due round con sicurezza in quanto molto preparati sui temi, mentre per il terzo round abbiamo potuto contare sulla nostra preparazione pratica e sulla nostra cultura generale.

Ringraziamo i nostri professori per averci fornito le competenze e conoscenze necessarie per affrontare questo contest europeo.

I quattro ragazzi della scuola ebraica ad Atene con la prof. Simona Patierno (al centro)

 

Prof.ssa Patierno: innanzitutto grazie per aver preparato gli studenti ed averli accompagnati ad Atene per la finale del primo EFI Debate Contest. Ci descrive brevemente cosa è il debate?
Il “dibattito” (o “debate”) è una metodologia didattica, disciplina curricolare ormai da anni nel mondo dell’insegnamento anglosassone, che consiste in un confronto dialettico tra due squadre di studenti, che sostengono e controbattono un argomento stabilito dall’insegnante. Le formazioni si schierano in un campo (pro) o nell’altro (contro), dando vita ad una discussione formale, regolata da norme e tempi precisi, e preparata attraverso ricerca, documentazione ed elaborazione critica. Il “dibattito” allena lo studente a selezionare le fonti, a formare opinioni e consente nel contempo di acquisire life skill (competenze trasversali), favorendo il cooperative learning (apprendimento cooperativo) e la peer education (educazione tra pari). Essendo una fautrice delle nuove metodologie, avevo già introdotto il “debate” lo scorso anno come progetto pilota, per testarne ” i benefici in termini di crescita linguistica e information retention e soprattutto per verificare la risposta dei ragazzi. Quando mi è stato proposto di partecipare al contest per EFI, sono letteralmente balzata dalla gioia ed insieme ai ragazzi ci siamo messi a lavorare per affinare le tecniche espositive e l’efficacia retorica. Il dibattito sui temi caldi della Torah è stato un momento di crescita per tutti, me compresa, perchè mi ha permesso di conoscere e approfondire la cultura di un popolo veramente unico e speciale. È d’obbligo ringraziare le persone che ci hanno accompagnato in questo percorso, in primis il prof Cohenca e il prof Sciunnach che hanno dedicato  progetto tempo e cura, istruendoci su tematiche importanti e aiutandoci a scremare e capire le fonti.

Atene ci ha accolto a braccia aperte: una comunità efficiente e un Rabbino super appassionato ci hanno accompagnato in una 3 giorni ricca di esperienze emozionanti. I ragazzi si sono confrontati e hanno stretto nuove conoscenze con coetanei provenienti da paesi diversi, accomunati da una grande cultura e da una forte identità in cui l’Inglese ha fatto da collante. Un’ esperienza unica, da ripetere assolutamente.