orientamento

Con il progetto Futurely, i ragazzi della scuola ebraica fanno esperienza per il loro futuro

Scuola

di Redazione
Grande soddisfazione anche quest’anno degli studenti di alcune classi delle superiori di II grado della scuola ebraica di Milano per avere seguito online, alcuni corsi organizzati da Futurely, piattaforma per l’orientamento digitale, sviluppata da studentesse italiane laureate a Harvard Business School, MIT Massachutes Institute of Technlogy, Politecnico di Milano, Università Bocconi, con il supporto di esperti dell’orientamento e rivolta agli studenti della scuola secondari di secondo grado.

Grazie alla Comunità, che ha deciso si supportare i costi del progetto, i nostri studenti di quarta e quinta tecnico RIM e scientifico hanno potuto iscriversi al percorso che ha come obiettivi la conoscenza di sé per poter attuare delle scelte consapevoli rispetto al percorso universitario, l’offerta di strumenti di conoscenza dei propri punti di forza e dei propri talenti oltre che la messa a disposizione di alcune strategie per la redazione di un CV e per la preparazione a un colloquio di lavoro. Punto di forza del progetto è la possibilità da parte degli studenti di incontrare giovani mentori e di poter essere affiancati da un tutor in un rapporto one to one. Alla fine del percorso è stata data ai ragazzi la possibilità di partecipare a un summer program, in cui hanno potuto fare esperienza diretta in campo medico.

“La nostra scuola e la comunità si sono impegnate in prima linea nell’offerta di percorsi di orientamento, percorsi diventati indispensabili per i nostri studenti, per una scelta consapevole a partire dai talenti individuali per il raggiungimento del proprio successo personale, formativo e professionale – dichiara soddisfatta Vanessa Kamkhagi, docente della scuola e responsabile PCTO -. I risultati raggiunti nei contest proposti da Futurely dimostrano infine la qualità e l’eccellenza dell’offerta della nostra scuola”.

Qui le testimonianze di due ragazze che hanno partecipato a Futurely e alla ‘settimana da medico’, e che con il loro gruppo hanno vinto la sfida finale.

Malka Levi 

Una settimana da medico
Malka Levi IV tecnico

“Quest’anno la scuola ci ha dato l’opportunità di partecipare al percorso di Futurely, progetto che si occupa all’orientamento universitario per studenti delle scuole superiori. Terminato il percorso, Futurely mi ha regalato la possibilità di partecipare a uno dei loro summer program: quello della settimana da medico. Il corso si è svolto nella seconda settimana di giugno e comprendeva cinque incontri durante i quali ho avuto il privilegio di poter ascoltare le testimonianze e i racconti di diversi medici e studenti di medicina. Il secondo giorno, i responsabili hanno diviso i partecipanti in cinque squadre: la sfida consisteva nella risoluzione di una serie di quiz riguardanti gli incontri precedenti e le nozioni della medicina base e per concludere, la soluzione di un caso clinico.
Giovedì 16 giugno, verso sera, a ogni gruppo è stato fornito un documento con i sintomi di Martha, paziente che si è recata in ospedale per un forte dolore addominale.
La paziente presentava dolore addominale con segni di infiammazione sul lato sinistro, nausea, temperatura corporea di 38,5 gradi; inoltre, i medici avevano difficoltà ad auscultarle il cuore che sembrava battere più forte sulla destra. Abbiamo avuto fino al mattino seguente per risolvere il caso e sviluppare una diagnosi e, dopo numerose ricerche, io e il mio gruppo siamo arrivati a una soluzione: Martha presentava un’appendicite a sinistra, causata da una malattia congenita molto rara chiamata Situs Inversus, dove gli organi sono invertiti in modo speculare rispetto alla loro usuale posizione.
Grazie alla presentazione, all’impegno e alla dedizione del nostro gruppo, siamo riusciti a vincere questa sfida: il premio consiste nella possibilità di visitare in giornata il simulation center dell’università Humanitas, uno dei centri di simulazione più prestigiosi d’Europa che permette di testare le pratiche cliniche e chirurgiche grazie ad ambienti e attrezzi identici alle sale operatorie.
Sono davvero grata alla mia scuola e a chi ha reso possibile questa interessante esperienza. Consiglio a tutti quelli che ne avranno l’occasione di partecipare perché è un’esperienza unica!”.

Imparare facendo: un grande insegnamento
Shanì Maggioncalda, IV scientifico

Shanì Maggioncalda

“Erling Kagge, 59 anni, norvegese, è stata la prima persona a raggiungere il Polo Sud in solitaria. Nel 2020, pubblica uno scritto di 128 pagine: Tutto quello che non ho imparato a scuola. Titolo apparentemente provocatorio, oltre che estremamente stuzzicante. Nel libro narra delle sue avventurose spedizioni, e di quante cose si possano imparare non per mezzo di un libro, ma bensì, tramite l’esperienza. Ed è questo che ho appreso nei pochi giorni in cui Futurely, un movimento che mira all’orientamento universitario degli studenti liceali, mi ha regalato l’opportunità di partecipare a una settimana da medico. La possibilità di ascoltare chirurghi parlare con estrema passione del loro lavoro e avere addirittura il privilegio di poter risolvere un caso clinico con il loro supporto mi è parso quasi una meravigliosa illusione. Il corso si è svolto in cinque giornate, da lunedì 13 a venerdì 17 giugno, e mirava ad approfondire materie come anatomia, chimica e biologia per aspiranti medici o anche semplicemente, per tutti coloro interessanti in queste branche della scienza. Il terzo giorno i 50 partecipanti sono stati divisi in cinque squadre, con un unico obiettivo: quello di vincere. La sfida consisteva in una serie di quiz e nella risoluzione di un caso clinico. Ad ogni gruppo sono stati forniti i sintomi della paziente “X”, e due giorni di tempo per fare una diagnosi. La donna soffriva di dolore addominale, nausea, segni di infiammazione al cuore sinistro e una temperatura corporea sopra la media, 38,5°. Dopo innumerevoli ore di ricerca, il mio gruppo ed io siamo arrivati quasi simultaneamente a una risposta: la paziente soffriva di una rarissima malattia congenita che consiste nell’inversione degli organi in modo speculare rispetto alla loro posizione usuale: Situs inversus. L’impegno, la determinazione e la grinta che il mio gruppo ha saputo dimostrare ha portato alla vittoria di questo progetto: la possibilità di andare a visitare il nuovo centro di simulazioni Humanitas.

Per quanto, personalmente, non mi interessi intraprendere una carriera medica, consiglio a tutti i ragazzi più piccoli di me, se ci saranno ulteriori occasioni, di partecipare a esperienze simili. Le nozioni che sono riuscita a imparare in questi cinque giorni probabilmente superano tante ore passate sui banchi a cercare di acquisire nozioni prettamente teoriche”.

 

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