Il progetto BreathcarIl progetto Breathcar sviluppato da 4 ragazzi della scuola ebraica di Milanoto

Alla scuola ebraica di Milano il 2° posto al Premio Internazionale ORT

Scuola

di Ilaria Myr
La scuola ebraica di Milano ha ottenuto quest’anno il secondo posto al premio internazionale ORT. Un altro successo per la nostra scuola in questa competizione, dopo essersi aggiudicata l’anno scorso il 1° Premio Assoluto.

Ad aggiudicarsi il secondo posto (a pochi centesimi dal primo, andato alla scuola ebraica di Roma) è stato il progetto Breathcar, sviluppato da quattro ragazzi di terza liceo, Yael Recanati, Dan Hasbani, Alessia Torkian e Yasha Volkowitz: si tratta di un etilometro integrato nell’automobile, che consente di bloccare l’accensione del motore se si è bevuto troppo.

“Abbiamo deciso di modificare il classico etilometro e dare l’opportunità di adattarlo alle auto in modo che si possa mettere in moto solo se non si è bevuto troppo – spiega a Mosaico Yael Recanati -. Il progetto è stato pensato per le auto di car sharing e a noleggio. Abbiamo dovuto scrivere un pitch (una breve ed efficace presentazione) in inglese, costruire un prototipo e programmarlo. Una volta fatto, abbiamo inviato il video in inglese alla Ort mondiale e siamo entrati nella shortlist insieme ad altre 11 scuole di tutto il mondo. È stata una grande soddisfazione”.

I ragazzi hanno lavorato a stretto contatto con i loro professori, che li hanno anche accompagnati nella produzione del modello che quest’anno è stato realizzata direttamente a scuola, grazie all’acquisto da parte della Comunità di una stampante in 3D e al kit Arduino per la programmazione.

“Questo secondo posto conferma il valore della nostra scuola sia a livello nazionale sia internazionale – commenta soddisfatta la professoressa  Vanessa Kamkhagi, referente per i PCTO – perché è il secondo anno che otteniamo un posto di rilievo in questo progetto e perché ne emerge il valore di progettualità legata ai PCTO che mette insieme un team competente di docenti e alla Global Thinking Foundation che hanno seguito gli studenti, che si sono confrontati con lo sviluppo di un progetto imprenditoriale lavorando in team”.

 

 

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