I Latkes di Anne-Marie

di Ilaria Myr

Ricette ebraiche (della mamma, della zia, della nonna…)

A casa di mia suocera, a Bruxelles (Belgio), non c’è Channukà senza latkes: queste frittelle di patate e cipolle sono infatti un classico della cucina askenazita per la Festa delle Luci, che piacciono a grandi e piccini (nonché a una sefardita doc come la sottoscritta…).
Buonissime con una spolverata di zucchero, sono anche ottime con della panna acida o del formaggio bianco. Ma perché si chiamano latkes? Secondo alcune fonti, verrebbe dall’ucraino “oldka” che significa più o meno pancake, e che sarebbe un diminutivo del vecchio olad’ya russo. Tornando indietro nel tempo, la parola stessa verrebbe dall’antica Grecia Elaia per “oliva”. Il significato di latke sarebbe: un piccolo piatto a base di olio d’oliva. Originariamente, i primi latkes erano fatti con la ricotta e fritti in burro o olio d’oliva. I latkes di patate sono un’invenzione Askenazita che ha guadagnato popolarità intorno alla metà del 19° secolo. Una serie di scarsi raccolti in Polonia e Ucraina portò alla massiccia messa a dimora di patate a basso costo e facili da coltivare.

Preparazione
Sbucciare e lavare le patate, poi asciugarle bene. Sbucciare anche le cipolle e grattugiarle con anche le patate. Aggiungere le uova e la farina e mescolare facendone un impasto unico. Aggiungere sale e pepe. Impastare l’impasto fino a quando non diventa omogeneo. Fare delle piccole palline schiacciate e friggerle in un bagno di olio caldo. Una volta dorate, toglierle dall’olio e asciugarle con lo scottex. Fare attenzione che non si brucino, ma che siano croccanti fuori e morbide dentro! Servirle con una spolverata di zucchero (o se si vuole, con del formaggio bianco, come nella foto). Channukà sameach!

 

Ingredienti:
– 1 kg di patate
– 3 uova
– 6 cucchiai di farina
– 2/3 cipolle
– sale, pepe
– olio

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