Mosaico
domenica 8 ottobre 2017
Serata inaugurale Kesher: “Esiste un ebraismo laico?”

La parola “laicità” è densa di implicazioni storicamente connotate e politicamente attive nell’attuale contesto culturale e sociale. Per questo, appare utile definire il termine.  “Laico” è essenzialmente colui  che rivendica la propria autonomia rispetto a qualsiasi dogmatismo ideologico, e non solo religioso.

Si può quindi essere, paradossalmente, atei e clericali, non essendo dei credenti, ma ritenendo che l’istituzione religiosa debba stabilire i valori di riferimento  e le modalità di regolazione dei fatti di interesse pubblico. Analogamente si può essere credenti e laici, ritenendo che la dimensione religiosa abbia un proprio ambito d’azione e che la società debba essere regolata sulla base di convenzioni che tengano conto delle diverse sensibilità e contribuisca ad affrontare i problemi che in essa si pongono.

Si può applicare questa formula in un mondo ebraico diasporico come il nostro dove la continuità e la sopravvivenza  passano inevitabilmente per la trasmissione di una Tradizione consacrata in stretta relazione con una dimensione di fede ? E’ ipotizzabile  concepire una trasmissione culturale, come quella ebraica, senza un riferimento a pratiche che hanno una dimensione propriamente religiosa?

Un’elaborazione interessante della relazione tra l’ebraismo e la sua Tradizione appare oggi maggiormente esasperata  in Israele dove il processo ha subito una rapida accelerazione determinata dal rilievo di fattori identitari non ascrivibili soltanto a una dimensione religiosa , quali la lingua , l’esercito, l’appartenenza nazionale. Per molti aspetti,  la distinzione netta tra i momenti laici e i momenti religiosi resta  una lettura della realtà estranea alla Tradizione ebraica per la quale non esiste una dicotomia tra il “hol” (laico) e il “kodesh” (sacro).  Ogni ebreo, anche il più lontano , è in grado di raggiungere e interpretare una dimensione di sacralità.   Come spiegare altrimenti il forte coinvolgimento  di tanti ebrei, che amano definirsi laici, per il digiuno di Kippùr , la ricorrenza senza dubbio più “religiosa” del calendario ebraico  ?

Vi invitiamo a riflettere su questi temi con intellettuali e studiosi nella serata di apertura di Kesher mercoledì 18 ottobre alle ore 20.30 presso l’Aula Magna E. Benatoff, Via Sally Mayer 4/6. Parteciperanno Geoffry Davis, Miriam Della Torre, Stefano Levi della Torre, Davide Romano e Ugo Volli. Introduce e modera rav Roberto Della Rocca.

Vi aspettiamo . Moadim Le Simcha

rav Roberto Della Rocca e Paola Hazan Boccia

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