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Cari lettori,
la Federazione Internazionale dei Giornalisti, il più grande e antico sindacato della stampa, con sede a Bruxelles, ha espulso, con voto unanime, Israele e la branca israeliana affiliata dell’organizzazione. Una vergogna che disonora i giornalisti, l’atto culminante di una campagna di diffamazione e discriminazione contro lo Stato di Israele che da anni la Federazione porta avanti.
La notizia-choc lascia aperto un interrogativo inquietante: come è possibile sanzionare a tal punto l’unica stampa indipendente dal governo, libera e democratica del Medioriente? La risposta non lascia dubbi sul pregiudizio anti-israeliano (antisemita?) dei cari colleghi europei, ivi compresi quelli italiani che ne hanno votato l’espulsione. Tra i pochi giornali italiani a riportarne la notizia c’è Il Foglio con un bell’articolo di Giulio Meotti, che fa notare: “La Federazione Internazionale votò già per boicottare Israele e i suoi prodotti.
Sempre tre anni fa, durante la guerra tra Hezbollah e Israele a seguito del rapimento di due soldati israeliani poi uccisi, la Federazione condannò il bombardamento israeliano della tv di Hezbollah, Al Manar, finanziata da Iran e Siria, in quanto ‘chiara dimostrazione di come Israele usi la violenza per mettere a tacere i media dissidenti’.
Da notare che, nei suoi programmi, Al Manar accusa gli ebrei di omicidio rituale col sangue dei bimbi arabi, del bombardamento di Hiroshima e di aver tramato coi nazisti organizzando la propria persecuzione per accelerare la nascita di Israele”. Rispunta il vecchio cuore di tenebra dell’Europa? Parrebbe di sì. Quello dei soliti ebrei, male del mondo.
Fiona Diwan
In Copertina: Festa degli ex alunni organizzata dalla Fondazione Scuola
Foto: Mario Golizia
Settembre 2009
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