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Candidati Avram Hason e Dolfi Diwald
Elezioni Provinciali 6/7 giugno
Per Milano e la Comunità, un posto in Provincia
Un viso aperto e sorridente, Avram Hason, 52 anni, due figlie, nato a Smirne e arrivato a Milano all’età di 13 anni, non nasconde il suo entusiasmo per la battaglia civile che lo aspetta alle prossime elezioni provinciali. Parla con determinazione della sua voglia di fare qualcosa di concreto per la città, i milanesi e la Comunità ebraica che lo accolsero a braccia aperte nel 1970. Per questo, dice, si presenta oggi nella Lista Penati Presidente in corsa per la tornata elettorale del prossimo 6-7 giugno, una lista civica formata da gente che si è unita a Filippo Penati per stringere un patto: quello di restituire ai milanesi una qualità della vita quotidiana e un livello di benessere all’altezza degli standard europei. Laureato in Ingegneria Chimica al Politecnico di Losanna, attivista in gruppi di sostegno a Israele, animatore culturale e organizzatore di eventi tesi a far dialogare la realtà ebraica con il mondo italiano più creativo e evoluto, Hason è stato fino a due mesi fa vicepresidente della Comunità (nella lista Chai), Assessore ai servizi sociali e alla casa di riposo nonché presidente del Benè Berith.
Hason, perché la scelta di candidarti?
“Ho accettato perché Filippo Penati mi piace: è serio, pragmatico, aperto alla collaborazione con chiunque, non si lascia sedurre dalle voci lontane, siano esse europee o romane. Penati voleva coinvolgere la Comunità ebraica così come tutte le componenti vitali della città. La coalizione che lo appoggia? Il PD, l’Italia dei Valori, Verdi, Socialisti italiani. No assoluto a Rifondazione e ai Comunisti Italiani. Questa è una lista civica non politica”.
In che modo la tua elezione potrebbe essere utile alla Comunità ebraica?
“Da sempre lavoro per la Comunità, in armonia con le sue diverse componenti. Penso che oggi sia fondamentale per noi ebrei stabilire i migliori rapporti possibili con le istituzioni, Comune, Provincia, Regione. Devono sapere chi siamo, cosa siamo, di che cosa abbiamo bisogno, che cosa possiamo dare. Credo che la mia presenza alla Provincia potrà permettere alla Comunità di avere un referente con cui parlare di problemi e di soluzioni vitali per il suo benessere”.
Da chi è composta la Lista Civica Penati Presidente?
“Dalla Milano che fa, che si rimbocca le maniche, dal ceto medio. Hanno aderito i negozianti del Naviglio, artigiani, manager, liberi professionisti. Una lista che punterà sui progetti. Quali? Tanti. I milanesi passano ore sui mezzi pubblici e in macchina, e questo non va bene. Milano-Metropoli ha un grave problema di trasporti; non esiste il biglietto unico per girare in città e provincia, cosa che troviamo in qualsiasi metropoli europea. Ci vuole una autorità unica che gestisca i trasporti milanesi, non come accade oggi che tutto è parcellizzato: un po’ gestisce l’ATM e un po’ gestisce una pletora di appaltatori privati. Questo crea caos e poca razionalità. Vogliamo potenziare la rete esistente, portare la metrò fino a Paullo e realizzare la Città-Metropoli entro due anni, raccogliendo 40 milioni all’anno grazie a una tassa di 20 centesimi messa al casello di ingresso a Milano. Così facendo potremmo accedere a un mutuo di 700 milioni con i quali realizzare questi progetti”.
Come pensate di affrontare l’emergenza crisi?
“Beh, c’è una categoria di persone a cui finora non è stata data attenzione: il piccolo negozio, il manager, il dirigente licenziato e senza ammortizzatori sociali, i piccoli imprenditori che faticano ad arrivare a un utile decente a fine anno. Figure a cui non viene dato aiuto.Con Penati abbiamo pensato a forme di incentivo. Come? Dando sostegno economico alla creazione di una propria attività, crediti agevolati e formazione”.
Milano è drammaticamente priva di aree verdi. Il vostro programma?
“Quella dell’ambiente è per noi una scommessa vitale. Ed è legata non solo ai trasporti ma anche a un problema di governance del territorio. Noi della Lista Penati vogliamo che sia un’auctoritas centrale a organizzare il territorio e che lo faccia per tutti, in modo da togliere ai Comuni la facoltà di fare quello che vogliono. E poi c’è la faccenda Ecopass, un buon progetto con scarsi risultati. Troppe deroghe, una zona di azione piccola. Si potrebbe ingrandirla e nel contempo incentivare l’acquisto di un certo tipo di automobile a basso tasso di emissioni”.
Ma allora qual è la filosofia di fondo della Lista Civica?
“Quella di creare un nuovo assetto. Oggi Comuni, Provincia e Regione fanno di tutto un po’ ma senza coordinazione: si occupano di scuola, strade, asili nido, disoccupazione, energia, trasporti, serivizi sociali... Il vero progetto della Lista Civica è abolire Provincia e Comune di Milano per creare i municipi di zona, come accade a Parigi, Londra e nelle metropoli europee evolute. In questo modo Milano risparmierebbe un sacco di soldi sulla gestione. E poi abbiamo proposto di governare per soli due anni invece che i cinque regolamentari e poi di dimetterci e lasciare di nuovo agli elettori la facoltà di giudicare il nostro lavoro. Una scelta coraggiosa e onesta. Abbiamo lanciato questa sfida anche a Podestà, il candidato del PPL. Ma non ci ha ancora risposto”.
Senza padroni, con i cittadini
Una città può morire? “Sembra forse un problema settoriale, ma la speculazione edilizia, soprattutto in vista dell’Expo 2015, può uccidere una città, la sua struttura sociale, il lavoro di migliaia di piccoli negozianti, la vita di quartiere che, soprattutto per gli anziani e i più giovani, è un baluardo contro la solitudine e il dilagare della delinquenza”. Lo dice Dolfi Diwald, nato insieme a Israele nel maggio del 1948, attivo nella comunità ebraica per anni, in particolare per i giovani e contro l’assimilazione. Impegnato in politica, da sempre convinto che il mondo ebraico dovesse essere rappresentato nelle istituzioni, è il candidato presidente alla Provincia di Milano di una lista formata esclusivamente da esponenti della società civile e non apparentata con alcun partito politico: la lista civica NO BOX, espressione dei Comitati di cittadini sorti spontaneamente per opporsi ad abusi e speculazioni. “Milano sta vivendo un periodo di speculazione edilizia selvaggia come mai si era visto, ogni zona della città è diventata un cantiere a cielo aperto e purtroppo chi paga le conseguenze di questa scellerata politica sono molti, troppi cittadini, che vedono calpestati i loro più semplici diritti, come quello di non vedere la propria casa lesionata”.
Perché la scelta di non apparentarsi con alcun partito?
Perché purtroppo sono pochi i politici che non antepongono i propri interessi personali ai reali bisogni dei cittadini; per quanto riguarda la politica che ha guidato l’assegnazione delle aree in cui costruire i box privati sotterranei, la “torta” Milano è stata spartita, nel 1984, tra le cooperative rosse e il centro destra. La lista civica NO BOX raccoglie e desidera farsi portavoce del malcontento di tutti quei cittadini che cercano in qualche modo di difendere i loro diritti ma che finiscono sempre per essere di fatto ignorati dal potere politico. Di qui la scelta di entrare nelle istituzioni.
Quali sono le emergenze cittadine in questo campo?
Piazze storiche di Milano e tranquilli quartieri sono stravolti dalla speculazione e privati per sempre di alberi secolari. Sono moltissime le aree devastate: Piazza Meda, piazza S. Ambrogio, largo Rio de Janeiro, largo Quinto Alpini, Piazza Ventiquattro Maggio, la Darsena, piazza Piemonte, Cardinal Ferrari (dove a causa delle vibrazioni per lo scavo del parcheggio sono crollate le scale di sette piani, e per miracolo non c’è stata nessuna vittima), via Manuzio (dove gli scavi hanno danneggiato la piscina olimpica Cozzi in viale Tunisia, rimasta chiusa per mesi), largo Gavirate dove, da oltre cinque anni, 3000 tra studenti e professori del Liceo Vittorio Veneto e dell’Istituto Ettore Conti sono circondati da una recinzione che ostruisce le porte antincendio e le uscite di sicurezza. Quando gli studenti hanno aperto dei varchi nella recinzione per la propria sicurezza, la Provincia, quale proprietaria, non ha saputo far di meglio che chiedere alla scuola 2.000.000 di euro di “danni”. I professori e gli studenti sono ormai al limite della sopportazione ma a nulla valgono ricorsi al Tar, manifestazioni di protesta, articoli sui principali quotidiani.
Eppure una città deve crescere e dotarsi di infrastrutture...
La lista civica NO BOX non è contraria “di principio” alla costruzione dei box o alla edificazione di nuove costruzioni, ma è fortemente contraria a che decisioni che incidono direttamente sulla vita dei cittadini siano prese in spregio dei loro diritti e della loro volontà. Soprattutto quando i danni che subiscono, come il rischio di contaminazione della falda acquifera evidenziato da diversi studi tecnici, non hanno altra motivazione che il profitto di pochi speculatori. La questione dei box è solo un esempio di come non si voglia affrontare davvero il problema del traffico a Milano: le 700.000 automobili che ogni giorno entrano in città, la soffocano e la inquinano, sono il vero problema che potrebbe essere risolto se i pendolari avessero servizi efficienti, pullman extra urbani collegati con parcheggi di interscambio alle porte di Milano, e in città una più ampia rete di piste ciclabili.
Quali sono le tue esperienze nell’amministrazione cittadina?
Per dieci anni sono stato consigliere di zona, ricoprendo le presidenze delle Commissioni Cultura, Demanio, Diritto allo Studio, Artigianato e Commercio. Oggi presiedo un Comitato di circa 5000 cittadini che si occupa di monitorare ed intervenire là dove si verificano speculazione edilizie e abusi di potere. Per la Lista Civica NO BOX, un’assemblea popolare di cittadini all’unanimità mi ha candidato presidente, questo perché ogni Lista sia politica sia civica che si presenterà alle prossime elezioni Provinciali deve presentare accanto al logo il nome del candidato presidente.
In Comunità sono stato Consigliere della Comunità, presidente nei primi quattro anni di vita del Centro Sociale Maurizio Levi, fondatore della prima Compagnia di Teatro yiddish in Italia, formata solo da giovani della Comunità, vice presidente del Nostro Club. Mi impegno ovviamente a sostenere, su tutti i terreni nei quali la Provincia è competente (Ambiente, Lavoro, Cultura, Lavori Pubblici, Istruzione scolastica, Protezione natura e parchi, Servizi Sociali, Territorio e Urbanistica) i temi e le esigenze che il Consiglio della Comunità o gli iscritti riterranno necessario affrontare. Perché chiedo il voto alla Comunità: penso di aver dimostrato con il mio passato di impegno comunitario e sociale di non anteporre mai interessi personali a quelle che sono le esigenze delle persone; sono profondamente convinto che solo cercando di aiutare a risolvere i problemi della gente si riesca a essere in sintonia con la società nella quale viviamo.
di Fiona Diwan
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Shabbath
Va’ethchannàn - 13 Av
• Inizio: Venerdì 23 Lug. h 20.05
• Fine: Sabato 24 lug. h 21.51
• Parashà:
Va’ethchannàn
• Haftarà: Isaia 40: 1-16
(I = rito italiano S = rito sefardita A = rito ashkenazita)
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Rosh Chodesh
Elùl - 10 e 11 agosto
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Festività
Tish'a BeAv - 9 Av
• Inizio: 19 Lug. h 21.06
• Fine: 20 Lug. h 21.48
• Parashà: Tish'a BeAv
• Haftarà: Shachrìt: Geremia 8: 13 - 9: 23 - Minchà: Osea 14: 2-10; Michea 7: 18-20
(I = rito italiano S = rito sefardita A = rito ashkenazita)
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