Mosaico
giovedì 10 dicembre 2015
28 Kislev 5776
Kesher, Shabbaton di Chanukkah

Il miracolo di Chanukkah è uno dei grandi eventi della storia ebraica.

Quando la lotta finisce e Gerusalemme  torna in mano ebraica, gli ebrei sentono il bisogno di consacrare di nuovo il Tempio: cercano dell’olio puro per accendere, nel Tempio liberato dagli idoli, la lampada eterna che testimonia la vita del popolo ebraico. Fra le macerie della guerra trovano solo una boccetta di olio che sicuramente non durerà abbastanza. A questo punto diventa necessario il miracolo: nonostante tutto gli ebrei accendono il loro lume, duri quel che duri, e l’olio che sembra sufficiente per un solo giorno durerà per 8 giorni: il tempo per preparare altro olio per un futuro più lungo e più certo.

Il miracolo  non è quello di trovare la forza di combattere e la capacità di raccogliere il popolo intorno a una lotta anche se giusta; il miracolo non è vincere il nemico. Con un terribile paradosso, il miracolo è quello di trovare la luce nel buio che si avverte dopo la vittoria; il miracolo è cercare di consacrare il Tempio dopo la vittoria, il miracolo è far bastare la luce di un giorno per sempre; il miracolo è capire che l’unica vittoria valida è vivere e scommettere sulla vita; il miracolo è liberare il proprio Tempio dagli idoli. Ogni anno gli ebrei ricordano questo miracolo delle luci, ogni anno gli ebrei accendono per otto sere i loro lumi che ogni volta sembrano bastare per una sola sera: un lume la prima sera, due lumi per la seconda sera e così via, l’ottava sera i lumi sono diventati otto.

Forse vuol dire che la vita è di per sé un miracolo. Forse vuol dire che rimanere in vita è un miracolo. Forse vuol dire che le lotte hanno un senso soltanto se si riesce a rispettare la vita. Forse vuol dire che se si scommette sulla vita, la luce di un giorno può durare per sempre. Forse vuol dire che i giorni della luce possono moltiplicarsi soltanto se ognuno di noi è capace di mantenere, anche fra le macerie, l’olio consacrato per cui sta lottando.

È legge per gli ebrei disporre le loro luci di fronte al buio, a nessuno è consentito usare questa luce.

Il lume di Chanukkah va acceso vicino alla finestra in modo che sia ben visibile dall’esterno. Questo gesto ha lo scopo di rendere pubblico il miracolo e quindi rendere partecipi anche gli altri della gioia e del mistero della sopravvivenza del popolo ebraico, ma è anche un invito a tutti gli uomini a non lasciarsi intimidire da ogni sorta di prevaricazioni e sopraffazioni.

UNISCITI A NOI, SABATO 12 Dicembre, ore 9.30, in Via Guastalla 19, per festeggiare assieme lo Shabat e  Chanukkah e per accendere le luci per dissipare il buio che in questo periodo ci attanaglia…

Chag Chanukkah sameach
RAV ROBERTO DELLA ROCCA

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