Mosaico
mercoledì 14 ottobre 2015
1 Cheshvàn 5776
Kesher: serata di apertura con Enrico Mentana

INVITO DI RAV ROBERTO DELLA ROCCA  ALLA SERATA INAUGURALE DI KESHER

LUNEDI’ 19 OTTOBRE 2015, ORE 20,30, AULA MAGNA BENATOFF
VIA SALLY MAYER 4/6

Polemiche e Dialoghi, Abbracci e Dissapori.
Viaggio nel “Cuore di Tenebra” dell’essere Comunità

ENRICO MENTANA sarà il conduttore della serata che avrà come ospiti rav Alfonso Arbib, rav Roberto Della Rocca, Vittorio Bendaud, Claudia De Benedetti, Victor Magiar e Claude Shammaah

Il nostro essere ebrei non può prescindere dall’esistenza della Comunità il cui mantenimento, sia dal punto di vista economico che di partecipazione, è dovere e compito di tutti, nessuno escluso. E’ indispensabile che tutti sentano la necessità della propria individuale adesione e collaborazione, se necessario anche con il dissenso, perché ogni ebreo, esercitando i propri diritti e i propri doveri, possa avvertire come propria la Comunità. Ogni  Comunità  contiene al suo interno  componenti tra loro diverse per provenienza, cultura, tradizioni, grado di osservanza religiosa. Tale articolata varietà di risorse  può costituire un grande valore quando  vi sono le capacità e l’onestà intellettuale per un sano confronto. Ma l’atout del “pluralismo”- predicato molte volte a senso unico e proprio da chi con granitiche certezze esclude a priori  tutto ciò che è “diverso” da sé – viene spesso abusato come strumento volto a giustificare   comportamenti irresponsabili che delegittimano quei valori fondanti sui quali  la sopravvivenza della Comunità stessa si fonda. In questo caso la ricchezza della  molteplicità  si trasforma, viceversa, in una forza  disgregante, volta solo ad  aumentare tensioni, sospetti,  rancori, e volontà di dominio. Essere membri di una Comunità significa, viceversa, sentirsi eredi di un patrimonio  e di un destino che superano la nostra individualità e che ci conferiscono il dono e il carattere della continuità. Dovrebbe essere  un’armoniosa unità tra i diversi individui, e non un’uniformità di facciata a artificiale, a essere ricercata e perseguita.
Di fronte agli interrogativi inquietanti che agitano oggi le nostre Comunità: le divisioni interne, l’antisemitismo che riesce ad accompagnarsi alla santificazione della Shoah cacciata fuori dalla Storia, il timore per la sopravvivenza fisica di Israele e degli israeliani, la minaccia del terrorismo globale che ci vede consapevolmente obiettivi sensibili ,  una strategia possibile è quella di serrare le fila e riappropriarsi della possibilità di costruire un domani, riferendoci a quel nobile insegnamento dei Profeti,   “…. betokh ammi anokhi yoshavet”, “ in mezzo al mio popolo io me ne stò…” (2 RE, 4; 13), sempre e comunque.
Rav Roberto Della Rocca

 

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