Mosaico
mercoledì 30 marzo 2016
20 Adar Shenì 5776
Kesher – Rinascere in Puglia

Lunedì 4 aprile alle ore 19.00 presso il Nuovo Centro Diurno Residenza Arzaga, prosegue il corso su Passi Scelti del Talmud tenuto da rav Roberto Della Rocca

A seguire alle ore 20.30 presso l’Aula Magna A. Benatoff – Via Sally Mayer 4/6 – Kesher ed  il Maghen David Adom Italia Onlus,  hanno il piacere di invitarvi alla proiezione del film
RINASCERE IN PUGLIA
Introduzione di rav Roberto Della Rocca e Sami Sisa.
Commento conclusivo di David Bidussa
Vi aspettiamo, Shavua Tov
rav Roberto Della Rocca e Paola Boccia

Kesher_Rinascere in Puglia

 

Rinascere in Puglia

Una storia di accoglienza e solidarietà

Il documentario, prodotto da Gady Castel e girato da Yael Katzir, racconta il viaggio in Puglia di Shuni, Ester e Rivka, tre donne di Tel Aviv alla ricerca delle proprie radici. Le accomuna l’esperienza dei loro genitori nei campi di concentramento nazisti, la liberazione e la permanenza per un lungo periodo di tempo in campi e ville allestite a Santa Maria di Leuca, Tricase, Santa Maria al Bagno, Santa Cesarea e altri piccoli centri nel Salento.

Tra il 1945 e il 1947 furono migliaia gli ebrei che trovarono accoglienza in Puglia dopo essere sopravvissuti alla Shoah: centinaia di bambini, come le tre protagoniste, nacquero nei campi di accoglienza per profughi e poi partirono con le famiglie per  Israele.

Una comunità, quella nei paesi in provincia di Lecce, nella quale, nell’immediato dopoguerra s’intrecciano solidarietà, indigenza e prove d’integrazione. I protagonisti della storia, hanno raccontato cosa significaRinascere in Puglia.

Con questo tour nel Salento potete dire di aver riportato nella terra natia i “Figli di Leuca”.

Quali sono le vostre sensazioni?

Rivka Cohen: I miei genitori hanno iniziato qui una nuova vita. Sapere di aver dato una nuova luce e sorriso ai loro occhi mi emoziona tanto.

Esther Hertzog: Sapevo ben poco della Puglia. Nei viaggi di ricerca e riprese del film, con le testimonianze delle persone, ho scoperto un paese meraviglioso e un popolo eccezionale.

Yael Katzir: Prima mi hanno conquistato il cuore i paesaggi e le spiagge bellissime. Poi, però, approfondendo la conoscenza della realtà salentina ho stabilito un legame vero e proprio con questo posto.

Shuni Lifshitz: Ho fatto un viaggio di ricerca e oggi raccontare la storia dei profughi nel Salento e farci un film mi ha regalato sensazioni meravigliose

I salentini nell’immediato dopoguerra hanno saputo accogliere la comunità ebraica con gesti di grande solidarietà. Vi sembrano ancora capaci di una tale apertura?

Gady Castel: chi ha saputo ospitare cosi umanamente in un periodo di miseria e fame sono certo che saprà farlo anche in altre occasioni e si comporterà cosi dignitosamente e coraggiosamente anche in futuro.

Esther Hertzog: anch’io la penso così, ma penso anche che siamo in tempi di ricchezza e di “pigrizia” che difficilmente si possono confrontare con i tempi di incontro vero e proprio tra poveri, com’era un tempo.

Il documentario “Rinascere in Puglia” traccia un forte legame col territorio salentino e con la sua storia. Crede che possa avere un’immediata ricaduta educativa sulle nuove generazioni?

Yael Katzir: Mi sono occupata per tanti anni di educazione. Per questo spero che il valore educativo del film e della storia dei profughi ebrei nel Salento continuerà anche oltre il nostro film e il contatto tra i “figli di Leuca” e la Puglia e si rafforzerà sempre di più.

Gady Castel: Un film non è una lezione didattica, il suo valore educativo ha la sua importanza, ma il vero successo è quando un film arriva e tocca il cuore dello spettatore. Io spero che il messaggio del film tocchi soprattutto quello dei più giovani. Questo sarà per me la conferma del suo successo.

Shuni Lifshiz: Ho imparato cosi tanto dal mio viaggio e dalle mie ricerche che spero tanto che la storia abbia un valore educativo durevole e non passeggero.

L’augurio e l’obiettivo del docu-film è che “lo spirito dell’accoglienza possa unire popoli” e il messaggio è un omaggio all’Italia, “da sempre ponte ideale tra tradizioni e culture”.