“Tale padre, tale figlia”: Ben-Dror Yemini attacca Marine Le Pen

Di: Nathan Greppi
19/04/2017
Marine Le Pen e il padre Jean-Marie

Marine Le Pen e il padre Jean-Marie

Giovedì 13 aprile il giornalista israeliano Ben-Dror Yemini ha scritto una breve riflessione sulla leader del Front National Marine Le Pen, tra i favoriti alle primarie francesi che si terranno domenica 23 aprile, che ha dichiarato: “La Francia non è responsabile del rastrellamento del Velodromo d’Inverno”. 

Per anni Marine Le Pen ha cercato di spiegare alla Francia e al mondo che non stava seguendo le orme di suo padre. Questi, Jean-Marie Le Pen, fondatore del partito Front National, fu condannato da una corte francese dopo aver definito “un dettaglio della storia” le camere a gas usate nei campi di concentramento durante l’Olocausto. Dopo che sua figlia è stata eletta leader del partito, e lui ha continuato a fare affermazioni controverse, lei non ha esitato a rimuoverlo dalla sua carica di presidente onorario del partito.

Adesso, si tratta della stessa Marine Le Pen. Rifacendosi a un opinione comune nei circoli antisemiti, lunedì (10 aprile) ha dichiarato che la Francia non è responsabile per la deportazione degli ebrei nei campi.

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Ben-Dror Yemini

Il manifesto del Front National non è antisemita. Sotto molti aspetti, ha preannunciato il cambiamento che sta attraversando l’Europa. Secondo le statistiche sull’opinione pubblica, gli europei hanno opinioni che si avvicinano di più a quelle del presidente Donald Trump rispetto agli americani. Mentre molti americani non erano entusiasti del bando del presidente sull’immigrazione, il 55% degli europei – secondo un sondaggio condotto in otto paesi – ha dichiarato di approvare le restrizioni sull’immigrazione islamica. In Germania, la quale ha aperto le sue porte a un enorme flusso migratorio, il 51% erano favorevoli a limitare l’accesso ai musulmani.

Le tendenze conservatrici e lo spostamento a destra vengono recepiti dalla destra israeliana con palese simpatia. Ad alcuni livelli, essa viene fortemente richiamata. Le opinioni della destra europea su Israele sono più ragionevoli, e a volte persino favorevoli. Il politico olandese Geert Wilders è sia un estremista di destra si un ardente sostenitore di Israele, e non è un antisemita. Il quadro, tuttavia, è lontano dall’essere roseo. Molti partiti di estrema destra in Europa soffrono di un alto livello di antisemitismo. I peggiori sono Alba Dorata in Grecia e il Jobbik in Ungheria, seguiti dal Partito della Libertà Austriaco, che ha quasi vinto la presidenza del suo paese.

Alcuni di questi partiti si sono sviluppati in contrasto con un passato chiaramente neonazista. Alcuni stanno cercando di sbarazzarsi della vecchia eredità, ma non sempre funziona. Il National Front, per esempio, è rimasto un incubatore di antisemiti nonostante il presunto cambiamento di Marine Le Pen. Anche gli ebrei hanno iniziato a pensare che tale cambiamento fosse reale. Secondo un sondaggio, il 7-8% degli ebrei francesi ha votato per la Le Pen nelle precedenti elezioni presidenziali. Tuttavia, sta venendo fuori che le figlia – proprio come il padre – soffre della stessa antica malattia europea. Anche lei è un antisemita.

Il punto più importante è che persino quando i leader dei partiti di estrema destra si distanziano da affermazioni antisemite, diversi sondaggi condotti in Europa in anni recenti provano che chi odia i musulmani spesso odia anche gli ebrei, e alcuni di quelli che dichiarano di sostenere con entusiasmo Israele si riferiscono perlopiù a quell’Israele che, ai loro occhi, combatte i musulmani. Non intendono Israele in quanto stato ebraico e democratico.

La sinistra europea non è molto diversa. Piuttosto è persino l’opposto. Mentre la destra europea sta cercando di cancellare le sue caratteristiche antisemite, non sempre riuscendoci, vi è la sensazione che la sinistra europea stia andando nella direzione opposta. Il Partito Laburista Inglese, ad esempio, ha perso la linea di separazione tra antisionismo e antisemitismo, ammesso che una simile linea sia mai esistita.

E non si tratta di Jeremy Corbyn, leader del partito, il quale si è fatto amici membri di Hamas e Hezbollah. Alex Chalmers, co-presidente del Circolo Laburista dell’Università di Oxford (OULC in inglese), si è dimesso un anno fa a causa delle opinioni antisemite dei suoi compagni di studi. Giusto recentemente, una commissione interna al partito ha deciso di assolvere dalle accuse di antisemitismo l’ex-sindaco di Londra Ken Livingstone. Persino il quotidiano di sinistra The Guardian ha rilasciato un accusa pesante nei confronti del partito. Mentre il sostegno generale per il Labour sta diminuendo, la cattiva notizia è che il partito sta diventando molto popolare tra i giovani in Inghilterra.

Pertanto la sinistra e la destra radicali hanno un comune denominatore – odio e razzismo, senza distinguere quando si tratta di odio contro gli ebrei o contro i musulmani. Il razzismo è razzismo, l’odio è odio, e l’islamofobia è più vicina all’antisemitismo che al sionismo.

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