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	<title>Mosaico</title>
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	<description>Sito ufficiale dell Comunit&#224; ebraica di Milano</description>
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		<title>Primo Levi, &#8220;un uomo con molte radici, molte identità, e con quel pizzetto a metà fra il chaham e l’alpino&#8230;”</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 17:56:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Brazzo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Un pubblico attento e numeroso alla serata organizzata dalla Comunità di Milano per ricordare i 25 anni della scomparsa di Primo Levi. Un percorso "dentro" e "fuori" la figura e le opere dell'autore di "Se questo è un uomo" <br /><a class="readmore-link" href="http://www.mosaico-cem.it/articoli/primo-levi-un-uomo-con-molte-radici-molte-identita-e-con-quel-pizzetto-a-meta-fra-il-chaham-e-l%e2%80%99alpino-%e2%80%9d">Leggi l'articolo</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-31318" title="levi" src="http://www.mosaico-cem.it/wp-content/uploads/2012/05/levi-e1337189924344.jpg" alt="" width="300" height="181" />Sono passati venticinque anni dalla morte di Primo Levi: era l&#8217;11 aprile del 1987 e l&#8217;autore di &#8220;Se questo un uomo&#8221; non aveva ancora compiuto 68 anni.<br />
Martedì 15 maggio, al Teatro Franco Parenti di Milano si è svolta una suggestiva serata dedicata proprio alla memoria dello scrittore torinese, alla sua figura di intellettuale e alle sue opere.<br />
Personaggio schivo e complesso, Primo Levi e la  sua enigmatica personalità sono stati oggetto della conferenza &#8220;<strong>Echi di una voce del nostro tempo. Primo Levi fra noi&#8221;</strong>. Protagonisti dell’incontro, il giornalista Stefano Jesurum, in veste di moderatore, lo storico delle idee David Bidussa, David Meghnagi, direttore del master internazionale in  Didattica della Shoah, insieme allo scrittore e saggista Alberto Cavaglion.<br />
Come ha ricordato Jesurum, Primo Levi “era un uomo con molte radici e molte identità e sopra a tutte c’era una profondissima etica, virtù rarissima;un&#8217;etica che potremmo definire anche &#8220;ebraica&#8221;, che egli rappresentava anche fisicamente,  con quel pizzetto a metà fra il chaham, il saggio, e l’alpino&#8230;”.<br />
Figura complessa, sia sul piano letterario che umano e caratteriale, Levi, è stato detto, “era molto critico, e della critica aveva fatto una missione”; ed era anche un uomo pieno di contraddizioni. In bilico fra il suo modo di essere, profondamente scientifico &#8211; era un chimico &#8211; e il ruolo di scrittore; sospeso fra il linguaggio asciutto e “marmoreo” della sua prosa e le suggestioni poetiche che si ritrovano nelle sue pagine; tra il suo essere stato testimone di Auschwitz e il suo essere letterato e scrittore di prima grandezza: Primo Levi riuniva in sè tutti questi elementi. Aveva una personalità variegata, talvolta persino misteriosa.<br />
Autore della speranza nonostante il dramma che egli stesso aveva vissuto in prima persona, Levi ha attraversato periodi e fasi creative diverse, passando dal “cauto ottimismo degli scritti giovanili alla disillusione degli ultimi anni di vita. Come ha sottolineato Meghnagi,  Levi ha avuto“ la grande capacità di costruire una lingua, un linguaggio&#8221;nuovo&#8221;; è stato commentatore della propria opera; e allo stesso tempi affascinato da scrittori come Baudelaire, Dostojevski, Manzoni e Kafka di cui tradusse anche “Il Processo” proprio pochi anni prima di morire.  Tuttavia rispetto al mondo degli scrittori della sua epoca si sentiva come un &#8220;estraneo&#8221; &#8211; cosa che non gli veniva perdonata&#8221;</p>
<p>Durante la serata Primo Levi, sia come uomo che come scrittore,  è stato oggetto di una profonda analisi che ha toccato aspetti della sua personalità oltre che della sua opera.<br />
Bidussa, Cavaglion Meghnagi, sono riusciti ciascuno a proprio modo a delineare e mettere in luce i diversi aspetti e momenti del percorso personale e creativo di Primo Levi, senza tralasciare l&#8217;indelebile sofferenza patita durante e anche dopo l&#8217;esperienza di Auschwitz.<br />
David Bidussa, fra le altre cose, si è soffermato sul concetto di &#8220;lavoro&#8221;, su come nei romanzi di Levi  - e specialmente in  “Se questo è un uomo” &#8211; le mani per esempio abbiano svolto un ruolo chiave, sia come strumento di violenza, sia come parte del corpo che può &#8220;costruire&#8221; e che può &#8220;distruggere&#8221;.<br />
Cavaglion ha ricordato le fasi del percorso esistenziale e creativo di Primo Levi: l&#8217;amarezza per la difficoltà di essere riconosciuto come scrittore a tutto tondo &#8211; e non solo come testimone e scrittore della Shoah; lo stato di solitudine fino al vero e proprio isolamento in cui si chiuse negli ultimi anni della sua vita.<br />
Meghnagi ha affrontato, fra gli altri, un tema piuttosto inconsueto: la fascinazione di Levi per la lingua ebraica. Il ricorso a metafore poetiche all’interno dei suoi romanzi, ha osservato, sono come delle “mezuzot che attraversano le sue opere”. Meghnagi ha sottolineato anche la differenza fra Levi e altri autori-cardine della letteratura dell&#8217;Italia del secondo Novecento &#8211; vuoi Italo Calvino, vuoi Alberto Moravia solo per citarne un paio, che, a differenza di Levi, hanno partecipato da protagonisti, da personaggi pubblici, alla vita culturale italiana del dopoguerra.<br />
A suggello della serata, della memoria dell&#8217;uomo e dello scrittore, si può citare la risposta &#8211; ricordata da Alberto Cavaglion &#8211; che Levi diede al giornalista quando gli chiese di cosa si occupasse: “Io mi occupo di cose che esistono”.</p>
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		<title>Granata (FLI): &#8220;che la lobby ebraica sia la più influente del pianeta, è un dato oggettivo”</title>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 09:40:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Brazzo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Alle dichiarazioni antisemite di alcuni dirigenti di Futuro e Libertà, rispondono Davide Romano, portavoce del Tempio Beth Shlomo di Milano, e Daniele Nahum, vicepresidente della Comunità ebraica di Milano<br /><a class="readmore-link" href="http://www.mosaico-cem.it/articoli/granata-fli-che-la-lobby-ebraica-sia-la-piu-influente-del-pianeta-e-un-dato-oggettivo%e2%80%9d">Leggi l'articolo</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un dirigente di Futuro e Libertà, di Roma, Giovanni Ceccaroni sulla sua pagina Facebook ha descritto l&#8217;ebraismo italiano come &#8220;una potente lobby che va contro gli interessi del Paese&#8221;.<br />
<img class="alignleft size-thumbnail wp-image-31302" title="Granata" src="http://www.mosaico-cem.it/wp-content/uploads/2012/05/Granata-100x100.jpg" alt="" width="100" height="100" />Di fronte a questa affermazione di chiara matrice antisemita, è intervenuto in difesa di Ceccaroni un importante dirigente nazionale di FLI,  Fabio Granata, coordinatore della segreteria nazionale. Granata anzichè prendere le distanze dal collega Ceccaroni lo ha difeso e anzi ha rincarato la dose &#8220;con parole degne della Germania degli anni &#8217;30&#8243; ha osservato Davide Romano, portavoce del tempio Beth Shlomo di Milano.<strong><br />
</strong> Secondo Granata infatti  il fatto che la lobby ebraica sia “la più influente del pianeta, è un dato oggettivo”.</p>
<p>&#8220;Purtroppo non mi sarei molto stupito se qualcuno dell&#8217;estrema destra o dell&#8217;estrema sinistra avesse evocato ancora una volta l&#8217;influenza di fantomatiche lobby ebraiche. Che però deliri politici di tale fatta provengano da un partito di centro come FLI è sorprendente&#8221; osserva ancora Romano. &#8220;Dirò di più: se Giovanni Ceccaroni (dirigente FLI di Roma) descrive l&#8217;ebraismo italiano come una potente lobby che va contro gli interessi del nostro Paese la cosa mi ferisce profondamente: non solo perché è proprio a causa di tali idee che negli anni &#8217;30 sono state approvate le leggi antisemite di Mussolini, premessa della persecuzione antiebraica finita con un genocidio. Ma anche perché così dicendo si cancella il grande tributo di sangue che l&#8217;ebraismo italiano ha versato per l&#8217;indipendenza del nostro paese&#8221;.</p>
<p>Secondo Romano, l&#8217;unco fatto &#8220;oggettivo&#8221; di tutta questa vicenda è che &#8220;le frasi di Ceccaroni e Granata sono incompatibili con l&#8217;evoluzione di Futuro e Libertà. Voglio sperare che sia la stessa FLI a prendere provvedimenti in tale senso, per il proprio bene e la propria reputazione. Ho avuto modo di incontrare e conoscere tante persone di FLI assolutamente stimabili, alcune delle quali hanno già preso le distanze in maniera netta e chiara: da Filippo Rossi al sen. Giuseppe Valditara. Spero che Futuro e Libertà chiarisca al più presto in maniera limpida chi non rappresenta la linea del partito, prendendo in mano la ramazza e facendo pulizia al proprio interno del peggiore dei virus: quello del complottismo antiebraico. Non è accettabile – tanto più in questo momento storico di crisi economica -  che ci sia ancora chi pensa agli ebrei non come a cittadini italiani, ma come potente lobby, per di più anti-italiana. Di anti-italiano oggi, c&#8217;è solo chi nega rispetto ai propri connazionali. Punto e basta.&#8221;</p>
<p>Sulla vicenda è intervenuto anche Daniele Nahum, vicepresidente uscente della Comunità di Milano. Dalla sua pagina facebook si è rivolto direttamente a Benedetto Della Vedova, capogruppo di FLI alla Camera, a Enzo Raisi, responsabile propaganda di FLI e al senatore Giuseppe Valditara: &#8221;Le parole dell&#8217;onorevole Granata ci hanno profondamente offeso. Parlare di una lobby ebraica che ha in mano il mondo è uno dei principali (se non il principale) stereotipi antisemiti. Chi ha a cuore i valori della libertà e della democrazia, deve combattere con tutte le forze questi sentimenti che ricordano l&#8217;epoca più buia che il nostro Paese abbia mai attraversato. Mi riferisco alle leggi razziali e al regime fascista in Italia.&#8221; scrive Nahum.</p>
<p>&#8220;L&#8217;Onorevole Gianfranco Fini, Presidente della Camera dei Deputati, in questi anni è sempre stato in prima linea nella lotta all&#8217;antisemitismo e al razzismo che purtroppo attraversa da sempre la società italiana. Nell&#8217;attuale contesto europeo sarebbe drammatico abbassare la guardia perché, come purtroppo la storia insegna, nei momenti di crisi economica, questi sentimenti xenofobi prendono piede nelle società europee. L&#8217;esempio del grande risultato elettorale del Front National in Francia e dei neonazisti in Grecia, devono farci riflettere&#8221;.<br />
Nahum conclude dicendosi stupito del fatto che certe affermazioni provengano da un deputato come Granata &#8220;che fa della vicinanza con il Presidente della Camera, un vanto&#8221; e ancora, che questi &#8220;anziché fare abiura delle sue dichiarazioni &#8211; come ha chiesto giustamente Daniel Funaro, militante di Futuro e Libertà ed iscritto alla Comunità Ebraica di Roma &#8211; continui a difendere questa sua posizione&#8221;.</p>
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		<title>Il sospetto? Nasce anche dalla narice di un gruccione</title>
		<link>http://www.mosaico-cem.it/articoli/il-sospetto-nasce-anche-dalla-narice-di-un-gruccione</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 02:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Brazzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Bizzarra e inverosimile, la notizia diffusa in Turchia del ritrovamento di un uccello-spia israeliano conferma solo la tensione ancora in atto fra Ankara e Gerusalemme<br /><a class="readmore-link" href="http://www.mosaico-cem.it/articoli/il-sospetto-nasce-anche-dalla-narice-di-un-gruccione">Leggi l'articolo</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-31240" title="Merops-apiaster" src="http://www.mosaico-cem.it/wp-content/uploads/2012/05/Merops-apiaster-e1337134573590.jpg" alt="" width="300" height="225" />Il suo nome scientifico è Merops Apiaster, ma viene comunemente chiamato gruccione. Si tratta di un uccellino piuttosto esile dal piumaggio colorato &#8211; tra i volatili, senz&#8217;altro uno dei più belli che si possano trovare in Europa insieme al martin pescatore e alla ghiandaia marina.<br />
Da qualche giorno sui siti turchi circola la notizia (ripresi in Israele da Yedonoth Aronoth) secondo cui proprio un esemplare di gruccione sarebbe stato utilizzato dai servizi segreti israeliani per attività di spionaggio in Turchia. La notizia ha tutti i caratteri della bufala, eppure a quanto riporta l&#8217;israeliano Yedonoth Aronoth, i turchi la stanno prendendo molto seriamente.<br />
Un agricoltore, riporta il giornale israeliano da fonti turche, avrebbe trovato un esemplare di gruccione morto nel suo campo. Avendo notato su una delle zampine una banda con scritto &#8220;Israel&#8221; &#8211; di quelle normalmente utilizzate dagli ornitologi per monitorare le traiettorie di volo - avrebbe consegnato l&#8217;uccello alle autorità del Ministero dell&#8217;Agricoltura. Queste, preso in esame l&#8217;esemplare, avrebbero notato che una delle narici dell&#8217;uccello era più grande dell&#8217;altra. Questa anomalia ha insospettito gli uomini del Ministero al punto da farli pensare che essa fosse dovuta all&#8217;impianto di un dispositivo di &#8220;sorveglianza&#8221;. Di qui la consegna della carcassa del gruccione ai servizi di sicurezza di Ankara.</p>
<p>L&#8217;assurdità del fatto unita alla diffusione che la notizia sta avendo presso i media turchi, sono indice non solo della persistente tensione fra Israele e Turchia ma anche della disposizione delle autorità turche ad alimentare presso la popolazione sospetti e discredito su Israele.</p>
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		<title>Yom Ha-Torà. Un giorno speciale per studiare Torà, tutti insieme</title>
		<link>http://www.mosaico-cem.it/articoli/yom-ha-tora-un-giorno-speciale-per-studiare-tora-tutti-insieme</link>
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		<pubDate>Wed, 16 May 2012 02:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ester</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>
		<category><![CDATA[Yom Ha-Torà]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 20 maggio si terrà in tutte le comunità italiane, in contemporanea, la prima edizione del  progetto Yom Ha-Torà<br /><a class="readmore-link" href="http://www.mosaico-cem.it/articoli/yom-ha-tora-un-giorno-speciale-per-studiare-tora-tutti-insieme">Leggi l'articolo</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un giorno speciale che vedrà tutta l’Italia ebraica unita, come mai è capitato in passato, per studiare Torà. È questo l’ambizioso progetto Yom Ha-Torà, a cui stanno lavorando decine di persone e che vedrà la partecipazione contemporanea nelle 20 comunità ebraiche italiane di Maestri, rabbini, studenti ma anche &#8211; ed è questo l’obiettivo principale &#8211; persone che generalmente non studiano e non si applicano sui testi ebraici.</p>
<p>“È un tentativo &#8211; spiega Settimio Semy Pavoncello, assessore agli Affari religiosi dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e coordinatore e riferimento di questo progetto &#8211; di creare una grande <em>community</em>, di dare avvio ad una ampia discussione sui nostri valori profondamente ebraici. Vuole essere un’occasione di studio e di incontro che faccia comprendere che lo studio della Torà non è una prerogativa dei cosiddetti religiosi, non è un compito che spetta ai professionisti come possono essere i rabbini, ma è un terreno di incontro e di ragionamento per tutti gli ebrei”.</p>
<p><img class="size-full wp-image-30943 alignnone" title="DEC_Yom haTorà_Milano2" src="http://www.mosaico-cem.it/wp-content/uploads/2012/05/DEC_Yom-haTorà_Milano22.jpg" alt="" width="500" height="367" /></p>
<p>Per la prima edizione di Yom Ha-Torà è stato scelto un tema per nulla facile, ricco di spunti di riflessione: “L’ammonimento”. La giornata di studio sarà dedicata alla memoria di un grande rabbino italiano, Elia Samuele Artom.</p>
<p>“Ammonire &#8211; spiega Pavoncello &#8211; spesso si carica di significati negativi e richiama ad un rapporto educativo in cui l’adulto riprende l’alunno. Ma superate le apparenze scopriremo che dietro l’ammonimento vi è, ad esempio, il fatto che ogni ebreo si fa garante dell’altro e che l’errore di uno è un danno per l’intera collettività. E poi &#8211; precisa Pavoncello &#8211; non è detto che ad ammonire siano gli adulti, può capitare che siano i figli ad insegnare ai genitori”. È questo un aspetto particolare di Yom Ha-Torà che vedrà infatti la partecipazione come insegnati non solo dei rabbini, ma anche dei ragazzi che, nel corso dei giorni precedenti studieranno e si prepareranno per alcune lezioni.</p>
<p>La giornata di studio &#8211; aperta ai soli iscritti e che si articolerà in ogni Comunità in un ciclo di lezioni al mattino e al pomeriggio &#8211; si concluderà con una lezione del Rabbino Capo e, in contemporanea in tutta Italia alle ore 20.00, verrà detto l’Itzkor e il Kaddish in onore rav Artom.</p>
<p><strong><span style="color: #ff9900;">PROGRAMMA</span></strong></p>
<p>Il Dipartimento Educazione e Cultura dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane  e la Comunità ebraica di Milano vi invitano a partecipare a una giornata interamente dedicata allo studio della Torah.</p>
<p><strong><span style="color: #ff9900;">Domenica 20 maggio 2012 &#8211; 28 Iyàr 5772</span></strong></p>
<p>Yom Ha-Torà  - giornata di studio dedicata a rav Elia Samuele Artom z”l per lo studio della mitzvà &#8220;Ammonisci il tuo prossimo&#8221;.</p>
<p><em>Ore 10.00 &#8211; 12.30    Studio per tutti con vari Rabbanim nei seguenti luoghi:</em></p>
<p>• Bet Ha Keneset Centrale, via Guastalla 19<br />
• Bet Hakeneset Noam, via Montecuccoli 27, con la partecipazione di Rav Daniel Gudis<br />
• Bet Hakenest Yoseph Tehillòt, via dei Gracchi 25<br />
• Bet Hakeneset Ohel Yaakov, via Cellini 2<br />
• Bet Hakeneset Yoseph ve Eliahu, via Eupili 8<br />
• Scuola, via Sally Mayer 4/6<br />
• Scuola Merkos leynionè chinùch, via Forze Armate 61<br />
• Bet Ha Keneset Bet Menachem, via Cola di Rienzo 38</p>
<p><span style="color: #333333;"><em>Ore 15.00 &#8211; 19.30    Programma presso la Scuola ebraica di Via Sally Mayer 4/6</em></span></p>
<p>Ore 15.00 &#8211; 16. 30    Lezioni <em>Avòt uvanim</em>, padri e figli (coordina Daniele Cohenca)<br />
Ore 16.30 &#8211; 19.30    Riflessioni sul tema: “Si ammoniscono i fratelli: il divieto ebraico di farsi gli affari propri. Quale rapporto tra osservanti e non osservanti nell’ambito della Halakha?” Introduce e coordina rav Roberto Della Rocca, Direttore Dec Ucei.  Intervengono: rav Elia Richetti, Presidente dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia; rav Yaakov Simantov, Rabbino del Noam; rav Avraham Hazan, Merkos Leynionè Chinùch; rav Michael Kadosh, Rabbino Yoseph Tehillot; rav Daniel Gudis, Ospite d’onore da Yerushalaim. Conclusioni di rav Alfonso Arbib, Rabbino Capo della Comunità di Milano.</p>
<p><em><strong>Ore 19.30    Minkhà e Arvit con Izkòr e Kaddish in memoria<br />
di Rav Elia Samuel Artom z.l.</strong></em></p>
<p>Ore 13.00 &#8211; 18.00    Grigliata con giochi, animazione, gonfiabili, piscine e creatività artistica per i bambini  a cura dell’Assessorato ai Giovani della CEM e del Bene Akiva nel giardino della Scuola ebraica. Per i bambini dai 6 ai 12 anni è previsto un Chidon, un quiz di Torà con premiazione finale.</p>
<p>Ore 20.00    Yom Ha-Torà Ugei Milano: Rashi-Sushi, lezione e cena  con la partecipazione di rav Alfonso Arbib e rav Roberto Della Rocca nel Bet Ha Keneset Centrale, via Guastalla 19</p>
<p><em>Sabato 19 maggio, Shabat Behar Sinai – Bechukkotai</em><br />
Shabaton Ha-Torà, con la partecipazione straordinaria di rav Alfonso Arbib e di rav Daniel Gudis da Yerushalaim  presso la Scuola Ebraica, via Sally Mayer 4/6</p>
<p>Ore 9.30      Tefillà<br />
Ore 12.30    Pranzo (è necessaria la prenotazione a Joseph Salvadori presso la CEM).<br />
Ore 15.00    Lezioni. Sono previste attività educative e ricreative per bambini.</p>
<p>Per informazioni sui programmi aggiornati delle singole Comunità seguiteci su <a href="http://www.yomhatorah.it/">www.yomhatorah.it</a></p>
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		<title>Nei disegni i bambini ci raccontano chi sono (chi credono di essere&#8230;)</title>
		<link>http://www.mosaico-cem.it/articoli/nei-disegni-i-bambini-ci-raccontano-chi-sono-chi-credono-di-essere</link>
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		<pubDate>Tue, 15 May 2012 10:08:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Brazzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA["Chi sono io"]]></category>
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		<category><![CDATA[Masal Pas Bagdadi]]></category>
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		<category><![CDATA[triennale]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 17 maggio al 10 giugno, alla Triennale di Milano Masal Pas Bagdadi presenta la mostra "Chi sono Io?" <br /><a class="readmore-link" href="http://www.mosaico-cem.it/articoli/nei-disegni-i-bambini-ci-raccontano-chi-sono-chi-credono-di-essere">Leggi l'articolo</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Chi sono io?&#8221; questa domanda, almeno una volta nella vita ce la siamo posta tutti. Qualcuno sarà riuscito a darsi una risposta; qualcun&#8217;altro invece si sarà ritrovato a vagare con i propri pensieri alla ricerca di qualcosa che gli appare imprendibile, impossibile da definire. Perchè talvolta più delle parole, servono altre modalità espressive, magari delle immagini, dei suoni.<br />
Masal Pas Bagdadi, nella sua lunga esperienza di psicoterapeuta infantile, ha ritrovato nei disegni dei bambini accumulati sugli scaffali per anni, l&#8217;espressione non solo &#8220;di un&#8217;arte pura, essenziale, libera da preconcetti&#8221; ma anche l&#8217;espressione dell&#8217;essere, dell&#8217;identità dei bambini. Insomma è la prima inconsapevole risposta alla domanda &#8220;chi sono io?&#8221;.</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-31220" title="chi_sono_io" src="http://www.mosaico-cem.it/wp-content/uploads/2012/05/chi_sono_io-e1337068741558.jpg" alt="" width="450" height="327" /></p>
<p>Questi disegni, raccolti in anni di lavoro con i bambini dai 2 ai 12 anni, vengono ora esposti alla Triennale di Milano, dal 17 maggio al 10 giugno, in una mostra che porta proprio il titolo &#8220;Chi sono io? La ricerca dell&#8217;identità attraverso il disegno&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.masalpasbagdadi.com">Masal Pas Bagdadi</a>, per la sua storia personale, raccontata nel suggestivo romanzo &#8220;A piedi scalzi nel Kibbutz&#8221;, ha sempre posto una grande attenzione al tema dell&#8217;identità oltre che al mondo dell&#8217;infanzia &#8211; e i suoi numerosi saggi su questi temi lo dimostrano.</p>
<p>&#8220;Il bambino, spiega la Bagdadi, attraverso il disegno cerca di capire chi è per arrivare a formare il proprio carattere: con i primi scarabocchi inizia la sperimentazione grafica e procede evolvendosi nella ricerca fino all&#8217;intuizione della sessualità adulta, dell&#8217;accoppiamento e dell&#8217;amore&#8221;.</p>
<p>&#8220;Lo scarabocchio dei bambini, osserva ancora la Bagdadi,  è il primo tratto legato alla grafia. Il bambino, con la sua azione pittorica, modifica e crea sul foglio bianco una nuova realtà, spinto più da pulsioni legate al piacere che da un’intenzione razionale.<br />
&#8220;Lo scarabocchio è la forma artistica primaria che sperimentano i bambini da un anno e mezzo a tre&#8221;.<br />
Attraverso questa forma d&#8217;arte primaria, attraverso la sperimentazione grafica, i bambini dice ancora Bagdadi, &#8220;tentano di comprendere la propria identità e di plasmare il proprio carattere&#8221;.</p>
<p>Nella mostra &#8220;Chi sono io?&#8221; sono esposti circa un centinaio di disegni con l&#8217;idea di guidare passo passo il visitatore lungo il percorso emotivo e intellettuale che il bambino compie nel raccontare se stesso. &#8220;E&#8217; uno strumento scientifico per capire a fondo il lato inconscio della psiche infantile&#8221; osserva la Bagdadi, &#8221; e proprio per questo è una mostra che può essere utile anche a chi svolge un lavoro di tipo educativo e terapeutico con i bambini.</p>
<p>Lça mostra ha ottenuto l&#8217;adesione del Presidente della Repubblica e il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri.</p>
<p>In questo bel video la presentazione della mostra realizzata nel gennaio 2011 al Palazzo delle Esposizioni di Roma.</p>
<p><a href="http://www.mosaico-cem.it/articoli/nei-disegni-i-bambini-ci-raccontano-chi-sono-chi-credono-di-essere"><em>Click here to view the embedded video.</em></a></p>
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		<title>Agricoltura e tecnologia: quale futuro?</title>
		<link>http://www.mosaico-cem.it/articoli/attualita/agricoltura-e-tecnologia-quale-futuro</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 04:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Brazzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[A Tel Aviv nell'ambito di Agritech 2012, una conferenza bilaterale Italia e Israele per parlare di agricoltura e nuove prospettive della ricerca<br /><a class="readmore-link" href="http://www.mosaico-cem.it/articoli/attualita/agricoltura-e-tecnologia-quale-futuro">Leggi l'articolo</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Innovation in agricoltural technologies&#8221;, le innovazioni nel campo delle tecnologie agricole, è il tema della conferenza bilaterale Italia-Israele in programma per mercoledì 16 maggio all&#8217; Israel Trade Fairs and Convention Center di Tel Aviv.</p>
<p>In seno alle iniziative della Fiera Internazionale &#8220;Agritech&#8221;, la conferenza, organizzata dall&#8217;Ambasciata italiana a Tel Aviv e dalla Camera di Commercio e Industria Italia-Israele, si propone di affrontare il tema delle opportunità e delle prospettive di collaborazione fra i ministeri dell&#8217;agricoltura di Italia e Israele, la preparazione della partecipazione di Israele all&#8217;Expo 2015, ma soprattutto, le possibilità offerte dall&#8217; innovazione tecnologica nel campo dell&#8217;agricoltura.</p>
<p>Alla conferenza saranno presenti <span style="font-family: Arial;">il Sottosegretario alle Politiche Agricole Franco Braga e il Ministro Israeliano dell&#8217;Agricoltura, Orit Noked, nonchè l&#8217;Ambasciatore d&#8217;Italia in Israele Luigi Mattiolo. Ospiti della giornata anche i rappresentanti di Confagricoltura, INEA e di numerose aziende del settore, sia italiane che israeliane. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial;">L&#8217;ultima parte della giornata sarà dedicata al tema Ricerca e  Sviluppo  e laboratori di innovazione in Italia e Israele, e vedrà la partecipazione di rappresentanti dell&#8217;Università di Tel Aviv (Daniel Zamir), dell&#8217;Università di Bologna (Cesare Galli) e del presidente dell&#8217;Istituto S. Michele All&#8217;Adige, Francesco Salamini.<br />
Per informazioni, <a href="http://www.itembassy.com/tel-aviv/">www.itembassy.com</a> </span></p>
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		<title>Da Berlino a Gerusalemme, con il mare in valigia</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 04:13:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Brazzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mosaico-cem.it/?p=31198</guid>
		<description><![CDATA[Un viaggio sull'onda del richiamo delle radici e della nostra vocazione interiore: al Teatro della Memoria di Milano, martedì 15 e mercoledì 16 maggio, lo spettacolo di Miriam Camerini tratto dalle pagine dello poetessa ebrea tedesca Else Lasker-Schüler. <br /><a class="readmore-link" href="http://www.mosaico-cem.it/articoli/da-berlino-a-gerusalemme-con-il-mare-in-valigia">Leggi l'articolo</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-31201" title="mare_valigia" src="http://www.mosaico-cem.it/wp-content/uploads/2012/05/mare_valigia-e1336968593567.jpg" alt="" width="300" height="195" />&#8220;Con il mare in valigia&#8221;, quant&#8217;è poetica quest&#8217;immagine!<br />
Proviamo ora a immaginate un caffè letterario, di quelli fumosi e accoglienti che siamo abituati a vedere nelle immagini della Berlino degli anni &#8217;20. Ai tavoli ci sono scrittori, poeti, pittori, musicisti: fra loro è tutto un parlare, un discutere; le idee si affastellano l&#8217;una all&#8217;altra per quante sono e per quanto infiammano i loro animi. Ad un certo punto le fiamme che li circondano non sono più solo quelle dell&#8217;ispirazione artistica, ma quelle reali di un incendio: il Reichstag brucia, il fumo è nero e divora la città &#8211; e anche la libertà, lo si capisce subito. La poesia forse si spegne, ma forse anche può riaccendersi all&#8217;improvviso.<br />
Da questo fumo reale e ideale scaturisce la storia che Miriam Camerini ci racconta nel suo nuovo spettacolo, &#8221;Il mare in valigia&#8221;, in programma, martedì 15 e mercoledì 16 maggio, al Teatro della Memoria di via Cucchiari a Milano.<br />
Ispiratrice e protagonista dello spettacolo è una donna, una poetessa ebrea di Berlino, Else Lasker-Schüler. Una donna speciale che nel freddo della Germania scriveva e narrava di Jussuf Principe di Tebe, del Medio Oriente, della Bibbia e della Gerusalemme delle preghiere. E in quei personaggi mitici, in quei luoghi della memoria più remota, Else viveva fino a trasfigurarsi in essi.<br />
Quando il fumo che si leva da Bebelplatz comincia ad alimentarsi anche della carta delle sue poesie Else-Jussuf capisce che deve partire, che è il momento di raggiungere i luoghi che fino allora aveva narrato e cantato nelle sue poesie. Comincia così il suo viaggio e ancora la sua trasfigurazione. La valigia quasi vuota con cui parte da Berlino si riempie solo alla fine con le conchiglie che raccoglie appena sbarca sulla spiaggia di Giaffa. Ed ecco che il mare entra miracolosamente in valigia e per un altro, nuovo viaggio sta per cominciare.</p>
<p>Negli spettacoli di Miriam Camerini la dimensione onirica e poetica, così come i viaggi, i salti avanti e indietro lungo la linea del tempo e dello spazio, sembrano ormai un cifra stilistica. E anche questo &#8220;Il mare in valigia&#8221; risponde al canone: fa sognare e spinge lo spettatore a pensare dimensioni diverse da quelle del vivere quotidiano.</p>
<p>&#8220;Il Mar Morto è un lago, ma con la vocazione di un oceano&#8221;, scrive Else; ciò che siamo e ciò che, potenzialmente, siamo chiamati ad essere, sembra volerci ribadire la Camerini. Attraverso i personaggi che, seduti al tavolo di un caffè (o di un kibbutz!) discutono e si scambiano ruoli e arti, siamo spinti a guardare oltre il reale, alla scoperta di quella &#8220;vocazione&#8221; che forse, fino ad ora abbiamo ignorato o mai forse, mai sentito. L&#8217;ascolto del richiamo della storia, delle radici, potrebbe farci cominciare un nuovo viaggio, con la valigia carica del nostro conquistato &#8220;mare&#8221;.</p>
<p>Lo spettacolo &#8220;Il Mare in valigia&#8221; ha ottenuto il patrocinio dell&#8217;Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.</p>
<p><em>Il mare in valigia<br />
di Miriam Camerini<br />
con Miriam Camerini e Valeria Perdonò<br />
con la collaborazione di Luca Piva<br />
Teatro della Memoria<br />
via Cucchiari 4, Milano<br />
Martedì 15 e mercoledì 16 maggio, ore 21.00<br />
Biglietti, 10 euro<br />
Per informazioni e prenotazioni,<br />
tel. 02313663<br />
<a href="info@teatrodellamemoria.it ">info@teatrodellamemoria.it </a></em></p>
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		<item>
		<title>HaShomer Hatzair, 100 anni e qualcosa di più&#8230;</title>
		<link>http://www.mosaico-cem.it/articoli/hashomer-hatzair-100-anni-e-qualcosa-di-piu</link>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2012 02:48:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Brazzo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[In primo piano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mosaico-cem.it/?p=31189</guid>
		<description><![CDATA[I preparativi per il centenario, ma anche un nuovo riconoscimento ufficiale da parte dello Stato. Ne parliamo con Marco Krivacek <br /><a class="readmore-link" href="http://www.mosaico-cem.it/articoli/hashomer-hatzair-100-anni-e-qualcosa-di-piu">Leggi l'articolo</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hashomer Hatzair, il giovane guardiano, è il movimento giovanile sionista di ispirazione socialista più antico oggi esistente. Fondato nel 1913 in Galizia, l&#8217;Hashomer vedeva nell&#8217;alyah in Palestina e nella vita nei kibbutzim, la via di liberazione dei giovani ebrei della diaspora.<br />
Da allora molte cose sono cambiate, ma non lo spirito &#8220;pioneristico&#8221; che sin dalle origini ha contraddistinto il movimento e che si esprime anche attraverso l&#8217;organizzazione dei campeggi, invernali ed estivi, per i ragazzi (<em>machanot</em>).</p>
<p>In attesa di festeggiare, nel 2013, i 100 anni di vita del movimento, l&#8217;Hashomer hatzair italiano festeggia intanto,  in questi giorni, un diverso ma altrettanto importante traguardo: il riconoscimento ufficiale di Associazione di Promozione Sociale (APS). Tale riconoscimento consente all&#8217;H.H. di ricevere, già a partire da quest&#8217;anno, il 5&#215;1000 dei contribuenti italiani.</p>
<p>“Per l&#8217;H.H si tratta di un passo sicuramente importante &#8211; spiega <strong>Marco Krivacek</strong>, ex shomer e componente della Vaad Orim, il gruppo di genitori che da qualche anno sostiene gli shlichim nell&#8217;organizzazione e gestione degli aspetti collaterali alla shlichut. Grazie a questa donazione, il movimento riceverà un ulteriore sostegno: è vero che i frutti non si vedranno subito, ma fra qualche anno, una volta entrati a regime, sarà un&#8217;entrata economica importante per sostenere l&#8217;attività di un movimento educativo e formativo come l&#8217;Hashomer Hatzair”.</p>
<p>L&#8217;acquisizione di status di APS è dunque un successo per il movimento e la Vaad orim, costituitasi una volta che il movimento kibbutzistico in Israele ha tagliato i fondi per i kenim della diaspora. “Oggi i 42 kenim di tutto il mondo devono di fatto autofinanziarsi – continua Krivacek -, e questo certo non è facile. Per fare ciò, in questi anni, abbiamo organizzato serate di intrattenimento (cori, spettacoli teatrali, e altro) il cui ricavato è andato a favore dell&#8217;Hashomer. Ma ovviamente non basta”.</p>
<p>L&#8217;invito a devolvere il 5&#215;1000 all&#8217;Hashomer è dunque aperto a tutti coloro che faranno la dichiarazione dei redditi, appartenenti alla Comunità e non. Perché la sopravvivenza di un movimento giovanile sta a cuore a molti. Ai prossimi 100 anni!</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Elezioni Comunità: le liste e i candidati</title>
		<link>http://www.mosaico-cem.it/articoli/comunita/comunita-ecco-tutte-le-liste-e-i-candidati</link>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 11:09:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ester</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mosaico-cem.it/?p=31139</guid>
		<description><![CDATA[Presentate le candidature per il rinnovo del Consiglio della Comunità di Milano, con molti i nomi nuovi in gara. Si va al voto il 10 giugno <br /><a class="readmore-link" href="http://www.mosaico-cem.it/articoli/comunita/comunita-ecco-tutte-le-liste-e-i-candidati">Leggi l'articolo</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-31156" href="http://www.mosaico-cem.it/articoli/comunita/comunita-ecco-tutte-le-liste-e-i-candidati/attachment/elezioni-cem-2"><img class="size-full wp-image-31156 alignleft" title="elezioni CEM" src="http://www.mosaico-cem.it/wp-content/uploads/2012/05/elezioni-CEM1.jpg" alt="" width="458" height="331" /></a></p>
<p>I giochi sono aperti. Questa mattina alle 13.00 è scaduto il termine per la presentazione delle liste che correranno alle prossime elezioni del 10 giugno per il rinnovo del Consiglio della Comunità ebraica di Milano. Elezioni che si terranno in concomitanza con quelle per il Consiglio dell&#8217;Unione delle Comunità ebraiche italiane.</p>
<p>Al contrario di quanto avverrà per l&#8217;UCEI, però, a Milano è ancora in vigore il sistema del panachage, cioè il voto è nominale e non di lista: gli elettori potranno quindi scegliere le persone che ritengono migliori anche se appartenenti a liste diverse.</p>
<p>Il Consiglio della Comunità di Milano è composto da 19 membri. Gli elettori possono esprimere al massimo 10 preferenze. Delle liste in gara, tre sono composte da dieci candidati mentre due persone hanno presentato una candidatura singola.</p>
<p>Alla scorsa tornata elettorale, erano state ben sette le compagini in lotta; oggi le candidature sono raggruppate in cinque schieramenti: &#8220;Am-Im&#8221; di Gabrielle Fellus; &#8220;Shalom&#8221; con unico candidato Giuseppe Chalom; &#8220;Ken 2.0&#8243;, con capolista &#8211; ma solo perché è stato scelto il criterio alfabetico  &#8211; Daniele Cohen, assessore alla Cultura del Consiglio uscente; &#8220;Welcomunity&#8221; che ha come candidato presidente Walker Meghnagi, ex consigliere dimissionario; &#8220;Com.Unità&#8221; guidata dal consigliere uscente, responsabile della Task Force sulla Scuola, Roberto Liscia, candidato presidente.</p>
<p>Il 22 maggio si terrà l&#8217;assemblea di presentazione di tutti i candidati, sia alle elezioni comunitarie sia a quelle per il consiglio UCEI.</p>
<p>LISTA N° 1 AM – IM<br />
Fellus Gabrielle</p>
<p>LISTA N° 2: SHALOM<br />
Chalom Giuseppe</p>
<p>LISTA N° 3: KEN 2.0<br />
Cohen Daniele<br />
Gabbai Claudio<br />
Hazan Davide<br />
Jesurum Stefano<br />
Kaboli Afshin<br />
Lazarov Gad<br />
Mortara Simone<br />
Nahum Daniele<br />
Schonheit Gadi<br />
Terracina Claudia</p>
<p>LISTA N° 4: WELCOMUNITY<br />
Meghnagi Walker Alfonso<br />
Schwarz Daniele<br />
Galante Abramo (Rami)<br />
Nassimiha David<br />
Alazraki Vanessa<br />
Besso Raffaele<br />
Gorjian Ruben<br />
Menda Joseph<br />
Osimo Guido<br />
Turiel Raffaele</p>
<p>LISTA N° 5: COM.UNITA’<br />
Liscia Roberto<br />
Bardavid Andrea<br />
Guetta Beniamino<br />
Guetta Roberto<br />
Klein Ariel Joel<br />
Pescara Ruben<br />
Samari Simone<br />
Sinai Simone<br />
Sonnino Daniel<br />
Supino Rosanna</p>
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		<item>
		<title>Devar Torà /  E verrò Santificato in mezzo ai figli d’Israele &#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 07:28:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ester</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Parole di Tora']]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.mosaico-cem.it/?p=31134</guid>
		<description><![CDATA[ Leggere e studiare i Pirké Avòt<br /><a class="readmore-link" href="http://www.mosaico-cem.it/articoli/devar-tora-e-verro-santificato-in-mezzo-ai-figli-d%e2%80%99israele">Leggi l'articolo</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste"><strong>Shabbat Emòr</strong></div>
<p>11 Maggio 2012 &#8211; 20 Iyàr 5772<br />
<strong><span style="color: #ff9900;"> Devar Torà</span></strong><br />
“… E verrò Santificato in mezzo ai figli d’Israele &#8230;” (Vayikrà 22, 32). Il grande commentatore della Torà Rabbì Shlomò Itzchaki, conosciuto con il suo acronimo come Rashì, commenta questo verso dicendo: “Dona tutto te stesso per santificare il Mio Nome”. Cioè sii pronto a offrire la tua anima e il tuo corpo per santificare il nome di Dio. A proposito di questo, è narrato riguardo a Rabbì Elchanan Bunim Vasserman che nel momento in cui i nazisti lo stavano per uccidere, egli si è rivolto ai suoi fratelli dicendo: “Sembra che nei mondi superiori ci abbiano considerato come degli <em>tzaddikìm ghemurim</em> &#8211; giusti completi, per questo siamo stati scelti per espiare con il nostro corpo sulla comunità d’Israele. E visto che così è dobbiamo subito fare <em>teshuvà shelemà</em> – ritorno completo verso Dio, così che il nostro sacrificio venga accettato dal Santo Benedetto Egli Sia, e che non vi sia in noi un pensiero estraneo da invalidare il nostro sacrificio, poiché dobbiamo sapere che in questo momento, stiamo adempiendo alla mitzvà più grande che c’è in tutta la Torà”.<br />
<strong><span style="color: #ff9900;"> Halakhà</span></strong><br />
Sin dall’antichità vi è l’uso di leggere e studiare i Pirké Avòt – Massime dei Padri, nei sabati che intercorrono tra Pèsach e Shavuòt. La più comune spiegazione è che i Pirké Avòt offrono un efficace strumento di preparazione etico-spirituale nel periodo dell’òmer in vista di Shavuòt, festa della promulgazione della Torà. Sono questi insegnamenti validi per tutte le generazioni, che ci aiutano a elevarci nel nostro rapporto quotidiano con noi stessi e con gli altri.</p>
]]></content:encoded>
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