Mosaico
martedì 17 marzo 2015
26 Adar 5775
Elezioni: messaggio lista Community in Action

A partire da  venerdì 13 marzo fino a venerdì 20 marzo, stiamo inviando ogni giorno, una al giorno,  una Newsletter speciale per ciascuna lista, che sono sei in tutto. L’ordine di invio segue la data di ricezione in redazione del relativo testo e non il numero di lista.

Finora hanno mandato il loro testo di presentazione la lista Shalom, Wellcommunity, e oggi Community in Action. Nei prossimi giorni, usciranno in ordine di arrivo, le presentazioni delle altre liste.

Nel merito delle polemiche intercorse in questi giorni, ribadiamo il servizio offerto dai media comunitari a TUTTE  le liste in gara. Non sta a noi fare la “polizia politica” o censurare i contenuti dei vari messaggi. Ognuno si assuma le sue responsabilità rispetto al proprio programma e ai propri “presentatori e sostenitori”.

 

CiALista Community in Action
Essere ebrei significa azione. Le nostre azioni ci contraddistinguono. Questo concetto è particolarmente importante all’interno di una Comunità che deve essere un punto di riferimento per tutti noi, anche per chi oggi non se ne sente parte.

Innanzitutto chi siamo:

Michele Boccia: in passato già consigliere della Comunità e assessore alle scuole. Nella vita professionale ho lavorato in diversi gruppi bancari e finanziari sia in Italia che negli Stati Uniti.  I miei quattro figli hanno tutti frequentato le scuole ebraiche dalle materne alle superiori. Da consigliere della Comunità, sono stato l’artefice insieme a Gionata Tedeschi del progetto Kesher.

Geoffrey Davis: americano, vivo in Italia da 25 anni. Presento diverse esperienze e competenze in Italia e a livello internazionale.  Dopo la laurea, ho insegnato letteratura in un liceo nel sud Bronx a NY. Successivamente, nella consulenza strategica e di comunicazione e poi a lungo nella finanza in Italia e anche all’estero, nel commerciale e marketing in diverse società e attualmente ho lanciato una start-up nell’ambito della formazione per i giovani talenti che vogliono entrare nel settore digitale e dei video game. Ho fatto parte del gruppo genitori “Horim”, con lo scopo di migliorare la nostra scuola e ho partecipato al gruppo di lavoro per il rilancio della scuola. Attualmente faccio parte del comitato operativo della Keren Hayesod. Continuo ad insegnare. I miei figli frequentano la scuola ebraica.

Gabrielle Fellus: sono sposata ed ho due figli. Ho studiato e lavorato nelle Relazioni Pubbliche. Sono stata Imprenditrice di Moda con il marchio Visconti a Milano. Atleta fin da ragazza, da 11 anni pratico ed insegno il KRAV MAGA sistema di difesa israeliano; possiedo certificazioni I.K.M.F come istruttore civile livello G4, istruttore di Sicurezza, istruttore Stay Away specifico sulla difesa delle donne, istruttore Kids, ho partecipato a vari corsi intensivi in Israele. Su questi temi sono volontaria per la nostra Comunità. Ho un Training Center di Krav Maga e collaboro con Istituzioni organizzando eventi divulgativi e dimostrativi per diffondere una eccellenza di Israele qual è il Krav Maga; collaboro con scuole secondarie di primo e secondo grado e con il Direttore del reparto pediatria e del disagio adolescenziale dell’Ospedale Fatebenefratelli di Milano per affrontare, con il suo comitato scientifico, il fenomeno del bullismo e vari problemi adolescenziali. I miei progetti sono stati inclusi nei Tavoli Expo Milano 2015. Sono fuggita molto piccola con la mia famiglia dalla Libia: “un terrore che non deve ripetersi”.
Perché ci presentiamo insieme? Prima di tutto ci unisce la stima reciproca, l’amicizia personale e la capacità di lavorare in team. Questo è importante, perché il successo di un consiglio dipende soprattutto dalla capacità di lavorare bene insieme.

Inoltre, condividiamo una visione della comunità dove, se vogliamo che non scompaia, non c’è più spazio per divisioni ideologiche. Oggi i problemi sono altri: siamo una comunità debole, impoverita non solo finanziariamente, circondata da un crescente antisemitismo, che rende difficile vivere in serenità il nostro ebraismo o manifestare liberamente il nostro attaccamento ad Israele. Oggi l’obiettivo deve essere quello di rafforzare la nostra unità, sapere ascoltare, non fomentare divisioni, per essere in grado di affrontare sfide che saranno sempre più difficili in futuro.

Cosa vogliamo? Non abbiamo ambizioni personali. Nessuno di noi è candidato presidente. Ma ci teniamo a mettere a disposizione della comunità le nostre competenze, perché questa è la nostra comunità in cui viviamo e che vogliamo continui ad esistere anche in futuro.

Per questo motivo ci vogliamo concentrare su pochi punti su cui sappiamo di poter dare un contributo importante e che sono tra loro complementari: le finanze, la scuola e i giovani e la sicurezza.

Perché le finanze? Perché senza un bilancio risanato non sarà possibile nessuna iniziativa programmatica e soprattutto non sarà possibile garantire un futuro adeguato ai nostri figli.  Tutti sono capaci di risanare il bilancio, tagliando i servizi, soprattutto la scuola. La nostra sfida è un’altra: mantenere e migliorare le nostre istituzioni e soprattutto la scuola con il suo ottimo liceo in modo che i nostri figli e i nostri nipoti possano trovare una comunità viva anche in futuro. Le finanze devono essere al servizio dei nostri valori e non viceversa. Va quindi continuato il lavoro di risanamento intrapreso da Walker Meghnagi e Raffaele Besso. Vanno attivate iniziative di raccolta fondi in ogni ambito. In tal senso, il lavoro svolto dalla Fondazione Scuola è particolarmente prezioso in quanto dimostra che, lavorando uniti verso un unico obiettivo, è possibile reperire risorse fino a pochi anni fa impensabili.

Perché la scuolaPerché (riprendendo il motto della Fondazione) senza scuola, non c’è comunità. La scuola è il perno su cui costruire il futuro. Una scuola dalle materne alle superiori.

La nostra scuola deve porsi due obiettivi fondamentali: da un lato deve essere una scuola di eccellenza, che consenta ai ragazzi il miglior percorso didattico a tutti i livelli. Dall’altro lato deve essere una scuola “Comunitaria“, un posto dove vengono trasmessi una forte identità e profondi valori ebraici – valori che sono la base per la crescita dei ragazzi e un punto di riferimento nella vita. Dobbiamo trovare l’equilibrio tra le due strade, una via dove nessun ragazzo viene lasciato indietro ma abbracciato all’interno di un sistema con delle linee guida precise e condivise.

 

Infatti crediamo che questo obiettivo sia perseguibile a partire da 4 distinte aree operative:

  1. Pedagogica: richiede lo sviluppo di una cultura motivazionale rivolta ai diversi corpi dell’organizzazione scolastica, ad esempio sistema di mentoring, utilizzo di nuove tecnologie e di strumenti per il raggiungimento di livelli di eccellenza sempre adeguati con i tempi, iniziative di aggiornamento rivolte anche al corpo docente.
  2. Gestionale: il cui cardine è il concetto di “problem saving”; un concetto di prevenzione. A livello operativo richiede la definizione di progetti, capacità di azione e capacità decisionale. Significa inoltre un efficiente gestione del budget, enforcement delle policies e la manutenzione preventiva della struttura/l’edificio. Ma anche una volontà di dialogo che sappia tenere in considerazione opinioni diverse senza perdere di vista gli obiettivi comuni.
  3. Sostegno e rafforzamento dello spirito e dei valori ebraici: deve basarsi innanzitutto sull’esempio a partire dalla cura dell’ambiente e dei rapporti umani, dalla promozione dello studio della Torà e dell’Avodat Hashem nel senso dell’agire concreto.
  4. Promozione dell’istituzione scolastica verso la comunità esterna: sia essa la città, o Stato o Paesi esteri, deve avere per obiettivo la creazione di scambi culturali, di partnership e gemellaggi con altre scuole, aziende, associazioni, enti istituzionali e soggetti privati.

 

Perché i giovani? I giovani, anche i giovanissimi, rappresentano il futuro della nostra Comunità. Abbiamo il dovere di investire nella loro formazione. Crediamo sia fondamentale creare delle opportunità affinché i ragazzi possano esprimere i propri desideri, essere ascoltati e aiutati a trasformare i loro ideali in azione. Solo così potremo creare i futuri leader della nostra Comunità. La stretta finanziaria non può e non deve tagliare i fondi dei movimenti giovanili. Non ci sarà futuro per la Comunità se allontaniamo i giovani.

 

Perché la sicurezza? La sicurezza è e sarà sempre di più una priorità nei prossimi anni. Un problema “super partes”, sono i fatti, purtroppo, che ce lo dicono. Occorrono competenze per indirizzare un necessario processo di consapevolezza, informazione e coinvolgimento. Occorre investire in tecnologie per la sicurezza, investire sulle persone. Il tutto in costante coordinamento interno ed esterno. Occorre creare un canale aperto con gli iscritti alla CEM su come e cosa fare. Dobbiamo fare tutto il possibile per garantire al massimo la sicurezza delle persone e non rimproverarci un giorno per quello che non abbiamo fatto. Lo dobbiamo ai nostri figli.

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Una Comunità dinamica agisce in sinergia quando ha chiari gli obiettivi comuni, si confronta in maniera costruttiva al suo interno ed è in grado di confrontarsi con altri modelli per crescere, stringendo nuove partnership con le altre Comunità ed istituzioni ebraiche in Europa e nel mondo.