Mosaico
martedì 30 maggio 2017
Elezioni: messaggio elettorale Lista Shalom

A partire da oggi, venerdì 13 marzo,  escluso il lunedì 16, fino a venerdì 20 marzo, ogni giorno una Newsletter speciale per ciascuna lista.
L’ordine di invio seguirà la data di ricezione in redazione del relativo testo e non il numero di lista.


GIUSEPPE CHALOM detto JOE

LISTA N. 6 SHALOM

Joe-Chalom

 

 

Sintetizzerei in 3 qualità il profilo che credo debbano avere i prossimi
consiglieri,  per garantire alla Milano Ebraica un futuro radioso: Onestà
esperienza e capacità di rapportarsi con il mondo esterno.
ONESTÀ:
Ho già avuto modo di dire in un altra sede che dopo la scoperta della grande
ruberìa , appare chiaro che si debba ormai guardare avanti. Le colpevoli
inerzie e distrazioni che ci hanno depauperato in questo modo fanno ormai parte del passato.
Sarà  invece molto importante concentrarsi sul come evitare che certi
meccanismi vengano messi  di nuovo in atto.
Se siamo rimasti comunque in piedi con una simile emorragia, questo è un
segnale che trovo meraviglioso.
Oltre alla speranza di recuperare questi  soldi, che il precedente consiglio
ha l’indubbio merito di aver coltivato, vi è la certezza di poter avere
grandi benefici dal solo fatto di arrestare questo salasso.
Sarà quindi molto più semplice trasformare in fatti le solite parole di
sostegno che ogni candidato responsabile non può che dare ai quattro nostri
punti cardinali che sono, da sempre scuola, luoghi di culto,  sicurezza,
residenza per anziani.
MA DOBBIAMO E POSSIAMO ESSERE ancora più ambiziosi per il futuro.
Fatte salve queste priorità potremo guardare oltre mirando a recuperare le
comodità di cui godevamo un tempo e che il depauperamento ci ha tolto.
Non mi stanco di ricordare due realtà secondo me esemplari  della vita
ebraica milanese.
Il Nostro Club: Lussuosissima sede in corso Venezia
Il Maurizio Levi: Spazio destinato ai giovani di quasi 1000 metri in via
Larga.
Anni fa (purtroppo ormai tanti), non solo avevamo queste 2 fantastiche
realtà, ma ci avvicinammo a rilevare addirittura  un circolo di tennis,
come qualcuno ricorderà.
Quando avremo ritrovati, grazie ad una gestione semplicemente sana, i
perduti fasti, vorrei dire che questi dovranno  anche  servire ad
intervenire anche sul tema della solidarietà . Molti nostri iscritti hanno
problemi economici urgenti che sfatano il luogo comune che conosciamo bene ,
in base al quale saremmo tutti dei ricconi.
Ho un caro amico, persona distinta e di nobili origini , finita sul
lastrico per motivi di salute, che mi ha sensibilizzato sul fatto che l’aiuto datogli dalla comunità è stato quasi nullo.
Sarà importante che una volta risanate le finanze si dedichi maggior spazio
anche ai servizi sociali.

ESPERIENZA
Come potrei non ricollegarmi al Maurizio Levi.
Gli otto anni della mia presidenza mi hanno insegnato a presiedere un
consiglio ed a gestire un bilancio annuale.Questo significava rischiare di
dover rispondere a terzi in giudizio in caso di debiti non pagati a
fornitori o collaboratori.
I miei genitori David e Yvonne Chalom z”l  mi avevano insegnato a lasciare i
luoghi almeno uguali ma possibilmente meglio di come li avevo trovati .
Ero giovane e molto idealista  (lo sono ancora) e scelsi di lanciarmi ed
operare un drastico e costoso restauro. Chi venne dopo di me trovò  quindi
un centro più bello, ristrutturato, ma dopo poco subì il taglio del vitale
sostegno della comunità e chiuse, lasciando il debito contratto sulle mie
allora giovani spalle.
Credo di aver dimostrato in quella occasione una certa disponibilità al
sacrificio per sostenere ciò in cui credo e questo può essere un buon segno
in prospettiva.
Quegli otto anni mi abituarono ad aver dimestichezza con tutte le
componenti della comunità:
La parola d’ ordine era DARE SPAZIO agli ebrei.
Anche allora come oggi  mi collocavo nell’ area laica.
Al Centro funzionava un ristorante Kasher e davamo corsi di Talmud Torà….
C’era inoltre da inventarsi un attività in ambito ebraico da offrire TUTTI i
giorni.
In ordine sparso posso dire di avere avuto l’ onore al Centro o per il
Centro di presentare al pubblico personaggi politici come Rabin, Shimon Peres,
Andreotti, Spadolini, Tortora, Avraham Sharir, Ithak Navon, Giuseppe Tramarollo.
Intellettuali come Elie Wiesel, Bernard Henry Levy, Marek Halter, Giulio Seniga, Haim Baharier.
Artisti come la Pfm,  i Gypsy King,  Bennato, Ofra Haza, I Minimal compact, il
grande Herbert Pagani.
Campioni di ogni sport: in primis il Maccabi Tel Aviv  Basket,
che finiva ogni serata libera milanese al Centro, per ordine del Leggendario
Shimon Mizrahi, presidente ancora oggi in carica, da campione d’ Europa,
titolo conquistato nella nostra città, come sappiamo.
Parlando di Maccabi, aggiungerei che sono orgoglioso di far parte da alcuni
anni dello staff del Maccabi Milano.

CAPACITÀ DI INTRATTENERE BUONI RAPPORTI CON LA NOSTRA CITTÀ.
Per evitare nuovi inutili  e dannosi antisemiti è necessaria un pò di
delicatezza che a volte mi è apparsa carente, in alcuni nostri
rappresentanti.
Per concludere vi parlerò di Teatro e di editoria.
Con il mio amico Dolfi Diwald, mio predecessore che non smise mai di aiutare
il Centro anche in seguito, dopo aver lasciato la presidenza, condivido l’
esperienza teatrale durata alcuni anni ……..
Ciak , Pier Lombardo, televisioni e giornali che diedero ampio spazio a
quello che definirono il ritorno del teatro Yiddish dopo lunghissimi anni.
Anche a livello di editoria condivido con lui un importante esperienza.
Imparammo infatti a costruire praticamente da soli un giornale tematico
dell’ ebraismo milanese.
Il Centro Hamerkaz nel mio caso, Mondo Ebraico, nel suo.
32 pagine a colori in carta patinata, impaginate con i primi software di
editoria, mentre il bollettino usciva in 16 pagine in bianco e nero…
Queste sono esperienze che dimostrano un certo spirito di iniziativa, che
sono certo di avere ancora.

CONCLUDENDO:
Si possono votare 9 nomi anche di liste differenti .
A chi sceglierà di inserire anche il mio nome fra questi 9, posso garantire
la mia disponibilità a lavorare con impegno e modestia per far si che la
città di Milano possa essere orgogliosa dei suoi ebrei.
Shalom