A Lucca a dicembre un convegno su Ettore Modigliani, direttore della Pinacoteca di Brera espulso perché ebreo

di Ilaria Ester Ramazzotti
“Un amministratore dello Stato integro, un funzionario animato da autentico spirito di servizio”. Ettore Modigliani (Roma, 20 dicembre 1873 – Milano, 22 giugno 1947), direttore della Pinacoteca di Brera dal 1908 al 1934, già allontanato da Milano perché in dissidio con un gerarca fascista, nel 1938 viene espulso dall’amministrazione dello Stato italiano in quanto “di razza ebraica”. Vicende storiche e professionali complesse, intrecciate attorno a una figura poco nota, quella di Ettore Modigliani (che non ha a che vedere con il noto pittore Amedeo), figura tanto meritevole di essere conosciuta quanto poco studiata dalle righe della storia milanese e italiana.

Ettore Modigliani con signora

Ettore Modigliani con signora

Alla biografia del “sovrintendente dimenticato” Ettore Modigliani, di recente ‘riscoperto’, sarà dedicato il prossimo 19 dicembre all’Università di Lucca un convegno proposto dal professore di Storia dell’Arte Emanuele Pellegrini. L’evento si inserisce in un ventaglio di iniziative finanziate dalla Regione Toscana nella ricorrenza degli ottant’anni dalle leggi razziali. Il convegno offre “l’occasione per svolgere un lavoro archivistico e documentario finalizzato a definire il ruolo di Ettore Modigliani in tutta la sua carriera – spiega Pellegrini –, con interventi che verteranno sulla sua formazione quale storico dell’arte, sul suo ruolo di sovrintendente a Brera e sul suo dedicarsi al rinnovamento degli spazi e dei percorsi interni della Pinacoteca, ma anche alla sua attività di recupero, dopo la Prima Guerra mondiale, di opere d’arte portate all’estero e ancora sulla mostra di arte italiana da lui organizzata a Londra, fino al suo periodo abruzzese e all’espulsione dalle cariche dello Stato a causa delle leggi razziali e al suo reintegro”.

Tante e diverse, le esperienze professionali di Modigliani appaiono tutte appassionatamente dedicate all’arte italiana, alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio dello Stato. Da direttore della Pinacoteca di Brera, Modigliani fa acquistare alcuni dipinti di Canaletto. Nel 1910 è nominato soprintendente alle Gallerie e ai Musei medievali e moderni e agli Oggetti d’arte di Milano, nel 1925 diventa direttore dei Monumenti della Lombardia, mentre nel 1926 ottiene l’incarico di soprintendente della Certosa di Pavia. Ma la sua carriera percorre altresì orizzonti internazionali. Organizza una mostra d’arte italiana alla Burlinghton House di Londra per la quale nel 1930 riceve l’onorificenza di Cavaliere dell’Impero Britannico. Nel 1935 viene spostato a L’Aquila come soprintendente all’Arte medievale e moderna degli Abruzzi e, dopo l’espulsione dall’amministrazione statale, scrive la sua opera Mentore solo grazie alla collaborazione con la collega Fernanda Wittgens (Milano, 3 aprile 1903 – Milano, 12 luglio 1957 – Giusta fra le Nazioni dal 2014), che presta il suo nome per la pubblicazione. Nel 1947, anno della morte di Modigliani, sarà proprio Fernanda Wittgens a succedergli come soprintendente di Brera. Costretto a fuggire nelle campagna dell’Italia centrale durante gli anni della Shoah, viene reintegrato alla direzione della Pinacoteca nel 1946, quando si occupa della sua ricostruzione e apre la Piccola Brera, porzione dell’edificio salvatasi dai bombardamenti bellici, con alcune opere della collezione braidense.

“Modigliani è uno dei sovrintendenti che hanno fatto Brera – sottolinea Pellegrini –, ma a volte le vie della storia seguono percorsi” strani e indefiniti, e solo in anni recenti la sua figura viene riscoperta. “Studio da anni Carlo Ludovico Ragghianti (Lucca, 18 marzo 1910 – Firenze, 3 agosto 1987), storico e critico dell’arte, fra i fondatori del partito d’azione nonché presidente del Comitato di liberazione nazionale toscano: una grande figura del Novecento italiano e autore, negli anni Cinquanta, di un saggio che riporta alcune memorie lasciate dallo stesso Modigliani in un manoscritto inedito – prosegue il  professore -. Anche il fatto che Ragghianti si occupi, fra i pochi, del “sovrintendente dimenticato”, mi ha spinto a organizzare questo convegno”. “La statura dell’operato e della figura di Ettore Modigliani, un funzionario statale esemplare e un grande studioso, rende ridicola la sua espulsione dalle cariche dello Stato – sottolinea -. Un caso particolare, fra l’altro, di ‘messa a riposo’ e di trasferimento altrove, in Abruzzo”.

Ragghianti mostra come, dopo la Prima guerra mondiale, Modigliani si dedichi al recupero di opere d’arte finite all’estero e traccia altresì un confronto con le linee seguite dallo Stato, sullo stesso tema, nel secondo dopoguerra. “Si vede così come le scelte fatte dopo la Seconda guerra siano peggiori rispetto a quelle del periodo successivo alla Prima. Modigliani, nel primo dopoguerra, tratta con l’Austria il recupero di opere d’arte italiane, mentre la gestione della restituzione nel secondo dopoguerra è più opaca e coinvolge le relazioni con Germania, Stati Uniti e Francia, nell’ambito di uno scacchiere internazionale”.

Al centro del convegno, a cui interverranno fra gli altri le professoresse Sandra Sicoli e Amalia Pacia, ci saranno così anche i temi della ‘dimenticanza’ di Ettore Modigliani, del recupero della sua figura da parte di Ragghianti e della sua tardiva riscoperta. Si ricostruiranno le linee della sua carriera di sovrintendente a Brera e del suo progetto di allestimento, che è alla base dello sviluppo della pinacoteca milanese nel secondo dopoguerra. Sarà un convegno di ricerca, che è tuttora in corso, cosicché tanti risultati verranno presentati proprio nel corso del suo svolgimento”. L’appuntamento è a Lucca il prossimo 18 dicembre.

 

Programma
10.00 Apertura dei lavori e indirizzi di saluto
Pietro Pietrini, Direttore Scuola IMT Alti Studi Lucca
James Bradburne, Direttore Generale della Pinacoteca di Brera
Rappresentante Assessorato alla Cultura, Università e Ricerca Regione Toscana
10.30 I sessione
Modera: Emanuele Pellegrini, Scuola IMT Alti Studi Lucca
10.30 Leggi razziali e storici dell’arte. Avvio di una ricerca in Italia
Donata Levi, Università di Udine
11.00 “Vedendo, rivedendo e, senza mai stancarsi, rivedendo ancora, e
confrontando.“ Gli esordi di Ettore Modigliani storico dell’arte
Annamaria Ducci, Ricercatrice indipendente
11.30 Coffee Break
11.45 Modigliani soprintendente in Lombardia
Amalia Pacia, già Soprintendenza per i beni storici e artistici di Milano
12.15 “Per ventotto anni, mi vanto di aver tenuto il mio posto a Brera, come su una
barricata”
Sandra Sicoli, già Soprintendenza per i beni storici e artistici di Milano
12.45 La Regia Pinacoteca di Brera, 1925 e 1935. Disegni e note di ricostruzione
museografica
Carlo Giuseppe Bassanini, Pinacoteca di Brera
13.15 Pausa pranzo
14.45 II sessione
Modera: Marco Carminati, Il Sole 24 Ore
14.45 Restauri tra Venezia e la Pinacoteca di Brera al tempo di Modigliani
Marta Boscolo Marchi e Daniele Ferrara, Polo museale del Veneto
15.15 Chiedere ai vinti: le restituzioni dopo la prima Guerra Mondiale
Francesca Coccolo, Scuola IMT Alti Studi Lucca
15.45 Documenti e considerazioni sull’attività di Ettore Modigliani in Friuli tra gli
anni Venti e Trenta
Martina Visentin, Università di Udine
16.15 Coffee-break
16.30 “Mi pare d’aver difeso, nella mia persona, tutte le Sovrintendenze d’Italia”: il
processo Ettore Modigliani vs Werther Sevèr
Elena Franchi, Ricercatrice indipendente
17.00 Londra 1930. Ettore Modigliani alla mostra Italian Art 1200-1900
Lorenzo Carletti e Cristiano Giometti, Università di Firenze
17.30 Sul periodo abruzzese di Modigliani
Carlo Giuseppe Bassanini, Pinacoteca di Brera
18.00 Conclusioni – Un soprintendente dimenticato
Emanuele Pellegrini, Scuola IMT Alti Studi Lucca

 

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