Shimon Peres: “La Francia non ha bisogno di noi per combattere l’antisemitismo”

Opinioni

di Roberto Zadik

peresDopo i recenti e drammatici accadimenti in Francia, anche l’ex presidente israeliano Shimon Peres dice la sua opinione. Durante un’intervista rilasciata al sito israeliano “Times of Israel” Peres ha sottolineato di essere fiducioso nella capacità della Francia di combattere con successo il terrorismo “senza bisogno dell’aiuto di Israele”. A questo proposito ha detto che “l’immigrazione in Israele dovrebbe essere incoraggiata da motivazioni positive che non dipendano solo dalle persecuzioni in altre nazioni”.

Il presidente israeliano non perde la sua abituale grinta, nonostante l’avanzare dell’età, e incita gli ebrei di tutto il mondo a “immigrare anche quando non ci sono problemi e senza che ci siano atti di antisemitismo”. Durante il discorso nel suo ufficio, il “Peres Centre for Peace” (Centro Peres per la Pace”) Peres ha ricordato come dopo i fatti di Parigi e l’attacco al negozio kasher, tutti i politici israeliani, incluso Netanyahu abbiano invitato gli ebrei francesi a emigrare in Israele. “Penso che il Sionismo” ha proseguito “sia un movimento di rinascita e non di protesta. Perché dovremmo avere una motivazione negativa per sostenerlo? Io ho una ragione positiva invece”.

Peres, a 91 anni, ha le idee chiare e si esprime con la consueta lucida pacatezza che gli deriva anche dalla sua ampia e riconosciuta abilità e dalla notevole esperienza politica, infatti per due volte è stato primo ministro del Paese. Durante la sua lunga intervista ha però rifiutato con tranquilla fermezza di discutere su Netanyahu o di esprimere qualsiasi riferimento a lui e alla sua politica.

Invece, cambiando argomento e tornando alla Francia,  ha ricordato il sostegno del governo francese a Israele e il suo impegno storico riguardo alla democrazia e ai suoi principi. Ha aggiunto che “stiamo assistendo a un risveglio europeo nella guerra all’antisemitismo” e sebbene Israele dovrebbe incoraggiare gli sforzi della Francia in questa lotta questo non significa che lo Stato ebraico debba essere direttamente coinvolto in essa.

Riferendosi alle parole di Manuel Valls durante l’Assemblea di Francia la settimana scorsa durante il quale ha condannato l’antisemitismo, Peres ha espresso il suo entusiasmo. Egli ha detto “quando il primo ministro si esprime con tale forza contro l’antisemitismo, noi sosteniamo la presa di posizione francese. Non hanno bisogno d’ aiuto.”

Nonostante questo Peres ha invitato il mondo a coalizzarsi in una lotta globale al terrorismo, riprendendo quanto espresso recentemente anche da Netanyahu, stimolando anche le autorità religiose a schierarsi contro il terrorismo. “Tutta l’umanità illuminata ha bisogno di darsi da fare per mettere fine alla barbaria dell’estremismo” ha detto Peres. “Dobbiamo essere al fianco di chi intenderà impegnarsi a combattere questo pericolo che ci riguarda tutti”.

Nelle sue parole, egli ha criticato aspramente anche la Corte Internazionale Penale per aver aperto un’inchiesta riguardo alla condotta di Israele durante la guerra scoppiata a Gaza l’estate scorsa. A questo fatto, egli ha replicato che questo organo internazionale dovrebbe occuparsi di investigare le azioni di Hamas, l’organizzazione terroristica che governa Gaza. “Questa è un organizzazione che uccide e non può prendersela con Israele che non ha nessun legame con Gaza tanto che loro non possono sostenere di essere dei  combattenti per la libertà”.

Peres nella sua intervista affronta dunque tante tematiche e si esprime, da ultimo anche riguardo alle elezioni israeliane del prossimo 17 marzo. Pur senza approfondire il discorso ha comunque ribadito che si tratta “di una scelta storica per gli israeliani”.  “Affinchè Israele rimanga uno Stato ebraico democratico” ha concluso Peres “abbiamo bisogno di due stati”. “Ci sono due opinioni in Israele e dobbiamo scegliere. La prima opinione dice che  bisogna avere due stati e l’altra che invece supereremo la crisi. Ogni cittadino sceglierà quale delle due preferire”.