Un'installazione della mostra Ricordi futuro 4.0 al Memoriale della Shoah di Milano

Ricordi futuri 4.0. Una mostra d’arte al Memoriale della Shoah di Milano

Eventi

di Paolo Castellano
Esiste una narrazione della Shoah viva e vibrante che possa far breccia nelle coscienze delle nuove generazioni? Il collezionista d’arte contemporanea Ermanno Tedeschi afferma che si può fare: c’è un’alternativa alla museificazione della più grande tragedia del Novecento e tale alternativa è un linguaggio multimediale immersivo. Tedeschi ha infatti curato Ricordi futuri 4.0, cosa c’è in fondo al binario, una mostra d’arte inaugurata presso il Memoriale della Shoah il 14 novembre. L’allestimento artistico durerà tre mesi: i visitatori potranno ammirare le opere fino al 3 febbraio 2019.

Ferruccio De Bortoli, presidente onorario del Memoriale della Shoah di Milano, ha definito la mostra come “una memoria costruita dai frammenti di dolore di tante famiglie ebraiche” che grazie all’arte contemporanea si “solidifica nella coscienza civile”, diffondendo un nuovo senso di cittadinanza universale.

Da sinistra, Roberto Jarach ed Ermanno Tedeschi all'inaugurazione della mostra Ricordi futuri 4.0 al memoriale della Shoah di Milano

Da sinistra, Roberto Jarach ed Ermanno Tedeschi all’inaugurazione della mostra Ricordi futuri 4.0 al memoriale della Shoah di Milano


Per riprendere la citazione di De Bortoli,
Ricordi futuri 4.0, cosa c’è in fondo al binario è davvero un allestimento atipico sul tema della Shoah: sculture, dipinti, oggetti, installazioni multimediali, sono i tasselli di un viaggio nella memoria ebraica. In questa direzione, l’opera più emblematica rimane il dipinto Dandelion di Carla Chiusano. La pittrice ha rappresentato un vagone ferroviario, utilizzato per la deportazione degli ebrei, con colori accesi e vivaci. Nel dipinto ad olio il carro è inoltre avvolto e immerso in un campo di fiori gialli. Una rappresentazione audace e profonda, definita dal curatore Tedeschi “un messaggio di speranza”. Come non descrivere un’altra creazione ad alto impatto emotivo come l’istallazione di Manlio Geraci, intitolata Libri proibiti: 774 libri bruciati che simboleggiano le 774 persone deportate dal Binario 21.

Durante la conferenza stampa di presentazione del 13 novembre, il presidente del Memoriale della Shoah di Milano, Roberto Jarach, ha motivato così la nuova iniziativa: «In un momento in cui la situazione all’estero è molto delicata per quanto riguarda l’antisemitismo, noi del Memoriale, cerchiamo di proporre un’offerta formativa sulla Memoria per aiutare le nuove generazioni a riconoscere i campanelli d’allarme che la società ci dà». Jarach ha poi aggiunto che rispetto all’anno scorso, in cui sono state registrate 32mila visite studentesche, quest’anno si registreranno probabilmente 100mila ingressi.

 

@castelpao

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