Giornata della Cultura ebraica: uno speciale sulla Menorah e i suoi incredibili segreti

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di Roberto Zadik (video di Orazio Di Gregorio)
Famosa per essere uno dei simboli principali del mondo ebraico, assieme al Maghen David, la Menorah, nell’antichità era un oggetto estremamente sacro e imponente. Custodito nel Santuario di Gerusalemme, il tabernacolo era situato sul lato destro del Tempio e fu in grado di illuminare non solo quello spazio ma anche la storia e i Destini umani. Ispirando pittori, scrittori, sovrani e una serie di personaggi e costruzioni, incluse le Chiese anche molti secoli dopo la Distruzione del Secondo Tempio che concluse perennemente le attività del Bet Ha Mikdash.

Su questo e su una pluralità di altri temi hanno riflettuto Alfonso Sassun, Segretario Generale della Comunità e come lo ha definito Romano “studioso di Torah” e un brillante Roy Doliner che ha intrattenuto il pubblico con misteri, storie inedite e vari misteri legati alla Menorah. Si è trattato non solo una discussione religiosa, ma anche un efficace percorso storico, artistico e culturale. “Oggetto di fondamentale importanza” come ha ricordato Sassun “la Menorah accompagnò gli ebrei anche nel Deserto e ai tempi dei due Santuari e sebbene sia un simbolo di centrale importanza non è facile da capire e nemmeno Mosè che studiava con Dio riuscì a comprendere come si facesse e faticò a capire del tutto.” “Essa” ha continuato il Segretario Generale “venne mostrata da Dio in cielo e secondo il Midrash fu realizzata co un blocco d’oro buttato nel fuoco e venuto fuori da sé”.

Un evento miracoloso come decisamente straordinaria fu la sua storia e evoluzione ed ebbe una influenza così forte da ispirare anche il mondo non ebraico. Su questo si è soffermato lo studioso americano 86enne Roy Doliner che da anni vive in Israele che ha spiegato efficacemente i significati mistici e cabalistici del candelabro, legata alla Sefirà della Chokhmà, Saggezza, e come essi abbiano influenzato pittori, da Giorgione a Michelangelo a Raffaello e sovrani, come Federico II  e come l’altare delle Chiese sia ispirato anche esso a questo oggetto. Ricostruendone la storia e il complesso percorso lo studioso ne ha sottolineato la capacità della Menorah “di illuminare il mondo perché era un oggetto che dava luce e calore non solo agli ebrei ma a tutti”. Egli a questo proposito ha rievocato quanto accaduto con l’avvento delle truppe romane che “portarono via la luce da Gerusalemme costruendo un apposito basamento di metallo per saccheggiarla con più facilità”. Successivamente egli spiegato vari particolari interessanti su di essa e sulla sua forma. Rappresentata nel Basso Rilievo sull’Arco di Tito in forma arrotondata invece ci sono diverse interpretazioni sulla sua forma. Ad esempio citando quanto  il “Maimonide essa era appuntita con le braccia spioventi e confluenti in un cono”.

“Varie raffigurazioni interessanti della Menorah” ha riferito in tema di aneddoti e storie  “si trovano nelle catacombe romane e in una di esse questo tabernacolo viene rappresentato con a fianco un Lulav e l’olio per l’accensione”.

Autore di vari libri molto interessanti come “Il messaggio della Sistina. Il messaggio proibito di Michelangelo” Doliner nel suo discorso ha citato numerosi artisti ispirati dalla Menorah e dalla sua luce e posti in cui il suo simbolo si può ritrovare a sorpresa. Fra gli artisti simboli cabalistici collegati a essa si possono ritrovare nei dipinti di Giorgione che, come ha specificato Doliner “probabilmente era un ebreo nascosto” piuttosto che Raffaello che in uno dei suoi quadri meno conosciuti dipinse il sacerdote Aronne davanti al candelabro piuttosto che Michelangelo che nel suo “Giudizio Universale” rappresenta l’Eterno circondato da una nuvola che ricorda la forma del cervello simbolo della Chokhmà a cui si collega qabbalisticamente la Menorah. Custode di aneddoti preziosi e inaspettati, fra i tanti episodi raccontati, ha menzionato che grandi artisti, da Buonarroti a Modigliani, uno dei suoi ultimi quadri rappresenta “uno strano albero a forma di Menorah ma spenta perché sentiva che la vita lo stava abbandonando” ha rivelato, si interessarono fortemente alla Qàbbalah e ai suoi affascinanti significati. Un approfondimento estremamente interessante dove lo studioso ha esplorato vari luoghi italiani citando come la Menorah compaia in posti insospettabili, col suo assetto negli altari delle Chiese, negli spazi aperti davanti a Montecitorio salendo sul tetto dell’hotel di fianco al Parlamento compare a vista una Menorah, piuttosto che nel Cimitero di Roma.

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