The Finding of Moses di Lawrence Alma-Tadema

Al Franco Parenti dal 18 novembre un ciclo di incontri aperto a tutti gli interessati sui Fondamenti dell’ebraismo

Eventi

di Redazione
Theodor Herzl che scrive il suo Judenstaat sull’onda emotiva dell’Affare Dreyfuss, ovvero il testo fondatore sulla cui base nascerà ufficialmente il movimento sionista e, molto dopo, lo Stato d’Israele. C’è il suono dello Shofar, il corno d’ariete che a Rosh haShanà e Kippur scala le vette della nostra anima e ci ricongiunge con i cieli, la voce arcaica che con la sua tekià e teruà commuove e chiama a raccolta le anime ebraiche disperse nel mondo. E poi, ancora, ci sono Abele e Caino, Isacco e Ismaele, Giacobbe ed Esaù: tutte coppie di gemelli e fratelli, l’esatto opposto l’uno dell’altro, a rappresentare da una parte la predominanza della fisicità e, dall’altra, la voce dell’anima che si affaccia al mondo esterno.

Sono queste solo alcune delle storie che verranno rievocate all’interno di un nuovo ciclo di incontri dedicato ai Fondamenti del pensiero ebraico organizzato da Rav Roberto Della Rocca al Teatro Franco Parenti di Milano e aperto alla cittadinanza milanese. Alla base dell’iniziativa la convinzione che in un periodo storico in cui si tende sempre di più a inseguire soluzioni già pronte e verità preconfezionate, il pensiero ebraico e il suo approccio alla vita possano dare una inedita chiave di lettura del mondo e delle sue complessità. Una fonte di ispirazione, uno spunto per rimanere vigili, continuare a sviluppare il nostro spirito critico e guardare alla realtà con curiosità, umiltà e ottimismo.

«Questo ciclo di incontri nasce da tre esigenze principali – spiega a Bet Magazine-Bollettino Rav Roberto Della Rocca -. La prima è soddisfare la curiosità diffusa nella società civile circa i fondamenti del pensiero ebraico. Fare conoscere la nostra cultura e la sua ricchezza, poi, consente di demolire i pregiudizi purtroppo ancora oggi presenti anche qui in Italia. Ma soprattutto, in una cultura mediatica di semplificazione , l’ebraismo può fornire uno strumento in più: un pensiero interrogativo e complesso, un modo di porsi rispetto alle problematiche della vita, che possono essere utili a tutti per vivere con maggiore consapevolezza la contemporaneità».

IL PROGRAMMA

Il percorso, articolato in dieci incontri di un’ora ciascuno, affronterà i temi cardine del pensiero ebraico con diversi esperti, sotto la supervisione di Rav Roberto Della Rocca.

Il primo appuntamento, il 18 novembre 2018, è intitolato La tradizione orale: un antidoto all’idolatria: Rav Roberto Della Rocca parlerà dell’importanza per l’ebraismo della trasmissione orale che, anziché essere isolata e decontestualizzata in un monumento, è inserita nella continuità di un sistema culturale caratterizzato da quel dialogo orizzontale che è la dialettica.

Il 25 novembre la regista Miriam Camerini affronterà Il Ciclo della Vita Ebraica, che non è né lineare né circolare, bensì spiraloide e orientato verso l’alto, in continua potenziale salita, come lo shofar, il corno d’ariete suonato in occasione del Capodanno ebraico. Cultura ed Educazione tra Identità e Redenzione del Mondo sarà il tema dell’incontro tenuto da Mino Chamla il 9 dicembre 2018, in cui si parlerà del concetto di cultura per il popolo ebraico, che è naturalmente sempre trasmissione e pedagogia dell’identità, ma di un’identità che non è mai ripiegata su sé stessa.

L’ermeneuta e studioso Haim Baharier affronterà invece il 20 gennaio il tema Il particolare e l’universale, più notte per più luce?: partendo dalle criticità del mondo attuale, rifletterà su quale potrebbe essere il significato del percorso identitario proposto dall’ebraismo, del cammino sofferto dei discendenti del patriarca biblico Giacobbe.

Del rapporto fra anima e corpo, fra le parti istintive chiamate nefesh behemìt, per accedere alle sue doti spirituali, nefesh Elohìt, all’anima divina fatta a “Sua immagine e somiglianza”, parlerà invece la scrittrice e studiosa di mistica ebraica Yarona Pinchas il 10 febbraio 2019, nell’evento L’Uomo tra Anima e Corpo, Spirito e Materia, mentre il 24 febbraio il Rabbino Capo di Milano Rav Alfonso Arbib affronterà l’argomento dell’interdipendenza fra l’atto creativo della divinità e l’azione umana che caratterizza le feste ebraiche e lo Shabbat; come infatti dice il Talmùd, le festività devono essere per metà dell’uomo e per metà di Dio.

Il ruolo dell’etica ebraica sarà al centro dell’incontro tenuto da Paolo Sciunnach il 17 marzo dal titolo Contro l’indifferenza, il ruolo dell’etica, che analizzerà il principio di giustizia e di non indifferenza verso il prossimo che caratterizza l’ebraismo. Mentre il 24 marzo Vittorio Bendaud parlerà di Dialogo e i Non Detti tra i Tre Monoteismi, cercando di capire cosa pensa l’ebraismo dei due successivi monoteismi e che tipo di attitudini ha sviluppato verso questi, in quanto minoranza in mezzo a due maggioranze.

La lingua ebraica tra Nomadismo e Sedentarismo sarà l’oggetto della conferenza di Cyril Aslanov, che analizzerà l’alternanza fra due dinamiche proprie della storia della lingua ebraica.

Infine, il 28 aprile, nell’ultimo incontro del programma dal titolo Dalla Comunità alla Nazione, la Fondazione dello Stato di Israele, lo storico Claudio Vercelli analizzerà la nascita e lo sviluppo del sionismo che, nelle sue molteplici articolazioni, raccoglie idealità e intenzioni, trasformandole in un progetto unitario. Riflettere sulla storia ebraica contemporanea è un valido modo per comprendere il rapporto tra identità, tradizione e mutamento nella modernità che stiamo vivendo.

(Per il programma completo clicca qui)

Biglietti:
Primo appuntamento gratuito con prenotazione.
Dal secondo appuntamento: sono disponibili carnet per 3 incontri a 10€
Prenotazioni:
www.teatrofrancoparenti.it o in biglietteria, t. 02 5999 5206

(Foto: The Finding of Moses di Lawrence Alma-Tadema)

 

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