«Una scuola competitiva, in linea con gli standard di formazione europei»

Scuola

di Ilaria Myr

Lo studio di alcune materie in lingua straniera, l’introduzione del coding e della robotica: questi e altri i progetti avviati quest’anno, a cui se ne aggiungeranno molti altri nel futuro. Parla il dirigente scolastico Agostino Miele 

«Ero convinto che dopo 46 anni nel mondo statale questa esperienza alla scuola ebraica sarebbe stata una passeggiata, ma mi sbagliavo. Ho affrontato problematiche diverse, nuove e stimolanti, per le quali posso dire: ho imparato molto». Parla con sincerità mista a soddisfazione Agostino Miele del primo anno da dirigente scolastico alla Scuola della Comunità ebraica di Milano, che lo ha visto impegnato, insieme a tutto il corpo docente dei diversi ordini, a “correggere” alcuni aspetti e a implementarne altri, sempre nell’ottica di fornire un’educazione di qualità agli allievi di questa scuola.
«Quest’anno abbiamo lavorato sulle valutazioni delle secondarie di primo grado e della scuola primaria – spiega Miele a Bet Magazine-Bollettino -. Ciò significa costruire delle rubriche di valutazione il più possibile oggettive. Abbiamo elaborato due documenti, ognuno composto da oltre cento pagine, focalizzandoci su ogni disciplina e prestando attenzione alle competenze chiave previste e richieste dall’Europa».
Molto è stato fatto poi sul fronte della formazione dei docenti: oltre a quella relativa al sistema di valutazione, è stato svolto per gli insegnanti un corso di coding, da inserire poi con gli alunni del primo e del secondo ciclo. «Si tratta di un linguaggio e un argomento trasversale che porta con sé una nuova forma di didattica – continua Miele -. Inserirlo nella formazione docenti e nell’insegnamento ai ragazzi dà un valore aggiunto importante».

Si è poi lavorato anche sul nuovo esame di Stato del primo ciclo (ex scuola media), ponendo una particolare attenzione alla suddivisione della valutazione in termini di conoscenza, competenza e abilità: un’operazione, questa, che verrà svolta nell’anno 2018-2019 anche per gli insegnanti del secondo ciclo, in vista dell’uscita della nuova legge sull’esame di Stato.
Infine, è stata avviata la formazione sul Clil, l’approccio che prevede l’insegnamento di alcune discipline in lingua straniera, introdotto nella scuola italiana dalla riforma Gelmini del 2010. «Abbiamo già iniziato a lavorare quest’anno nelle classi terze superiori su arte e filosofia – continua Miele -, in modo che possano arrivare preparati in quinta a sostenere, per queste materie, l’esame di Stato in lingua».
Per quanto riguarda la matematica, è stata implementata la piattaforma Math Result, per il primo e secondo anno di liceo, e sono state poste le basi per l’insegnamento della robotica educativa in classe, utile per la trasmissione di questa materia, sia per le scuole della primaria che per quelle della secondaria. «Siamo riusciti a portare due classi quarte della primaria negli uffici della casa editrice Pearson, dove hanno potuto giocare a fare i calcoli con un robottino. Un’esperienza bellissima ed entusiasmante per i bambini». Con la costruzione di un laboratorio di robotica a scuola, viene anche data ai ragazzi del triennio delle superiori di secondo grado la possibilità di acquisire la patente di robotica, una certificazione riconosciuta a livello mondiale che ha anche valore nell’ambito dell’alternanza scuola-lavoro.
Un altro progetto importante che vede coinvolta la scuola della comunità è quello del Keren Hayesod denominato Net@, che guiderà i ragazzi in un percorso che combina formazione tecnologica, sviluppo delle skills personali e attività sociali e di volontariato. Il progetto ha la durata di quattro anni e i corsi si svolgeranno in lingua inglese.
In Israele il progetto, sostenuto anche dalla Women’s Division del KH Italia, fornisce una cultura informatica ai ragazzi disagiati delle periferie di Israele, dando loro l’opportunità di acquisire competenze tecnologiche avanzate che li renderanno in grado di occupare posizioni interessanti nel mondo high-tech.

L’ottimizzazione delle ore di sostegno, una migliore organizzazione delle ore accessorie e una più efficace distribuzione delle cattedre e degli accorpamenti, insieme alla riorganizzazione delle riunioni, più strutturate e snelle, completano il lavoro fatto nell’anno 2017-2018, all’insegna di una maggiore efficienza organizzativa.
Non meno impegnativi sono i progetti per l’anno 2018-2019: fra questi, la gestione dei nuovi indicatori nazionali per la scuola secondaria di primo grado e la presentazione di progetti previsti dal PON, il programma operativo nazionale, secondo i bandi che verranno pubblicati. «Si tratta di progetti che fino a poco tempo fa erano appannaggio delle scuole pubbliche – spiega Miele -, ma che di recente sono stati estesi da una norma europea anche a quelle paritarie. Dall’alternanza scuola-lavoro alla dispersione scolastica, fino alla valorizzazione dei musei, che potrebbe includere la sinagoga di Milano: i progetti sono vari e diversi, e vedremo quali saranno i più interessanti per i nostri studenti». Da non trascurare, infine, è il rilancio del sito web della scuola, lanciato cinque anni fa dal Gruppo Horim, che necessita ora di una rinfrescata.
«Mi piacerebbe, poi, che venissero avviati dei progetti trasversali fra le lezioni di ebraismo e quelle di altre materie – spiega Miele -. Sono infatti convinto che gli insegnamenti ebraici siano profondamente attuali e che sia importante calarli nella realtà odierna. Interessante sarebbe anche aprire di più la scuola alle interazioni con altre realtà milanesi pubbliche e private, all’insegna di uno scambio e arricchimento reciproco».
Tanta, insomma, la carne al fuoco, ma altrettanta è la voglia di iniziare l’anno con spirito battagliero, nella consapevolezza di essere riuscito a conquistarsi la fiducia dei docenti e della Comunità ebraica.
«Mi ha commosso fin da subito la collaborazione di tutta la comunità, che mi ha accolto come uno di voi – spiega -, invitandomi a tutti gli eventi e facendomi sentire parte integrante di questa “grande famiglia”. Sono convinto che questa sia stata un’avventura che ha fatto crescere entrambi. Perché, come ho già detto, non si finisce mai di imparare…».

 

Nella foto: Agostino Miele, in Aula Magna, alla premiazione della First in Math, vinta da Samuele Dani

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