Serata su Gerusalemme: successo al Beth Shlomo e visita guidata al Museo della Brigata Ebraica

di Redazione

Prima la visita guidata al Museo della Brigata Ebraica, poi l’importante serata “Dalla Bibbia a Trump. Capire la Gerusalemme di oggi attraverso la sua storia”. Storia, attualità, ebraismo e cultura sono stati quindi i temi dominanti dell’incontro, lo scorso 13 giugno, alla sinagoga Beth Shlomo. Il Direttore del Museo Davide Romano  assieme a uno dei tre curatori, lo storico Stefano Scaletta, ricercatore all’Università del Piemonte Orientale a Vercelli, hanno accompagnato i tanti visitatori accorsi ad esaminare pannelli e fotografie d’epoca della Brigata, in attesa dell’inaugurazione ufficiale dell’esposizione che avverrà prossimamente. Dopo la mostra, curata  anche dagli esperti  Cristina Bettin, ricercatore della Ben Gurion University of the Negev, e Samuele Rocca dell’Università di Ariel, è stata la volta della visita guidata alla Sinagoga, tenuta da Eugenio Schek responsabile del tempio Beth Shlomo.

A seguire, il dibattito “Dalla Bibbia a Trump. Capire la Gerusalemme di oggi attraverso la sua storia” moderato da Renato Coen, Responsabile Esteri Sky Tg 24 e organizzata da ADI Associazione Amici di Israele.
Gerusalemme è un luogo di eccezionale rilevanza, non solo religiosa o politica ma anche culturale e artistica. Su questi temi si sono soffermati tre relatori: Avital Kotzer Adari, Direttore dell’Ente del Turismo Israeliano a Milano, il giornalista blogger Roberto Zadik  e Oscar Marcheggiani, saggista e storico. A cominciare l’approfondimento l’esaustiva introduzione di Coen che ha raccontato la sua esperienza. “A Gerusalemme sono tornato due volte, una da ragazzo a 19 anni scoprendo cose belle e lati negativi, che non immaginavo esistessero, e l’altra professionalmente da giornalista”. Come ha sottolineato più volte, la capitale israeliana è affascinante e suscita sentimenti estremi: “È la più amata e la più odiata dagli israeliani; ho incontrato un ragazzo di Tel Aviv che volutamente non ci metteva piede da 17 anni”. Un luogo che mescola etnie, religioni e culture, anime parallele che nemmeno si parlano o si incontrano in “un detonatore atomico perennemente sul punto di esplodere, come disse il grande scrittore israeliano Meir Shalev”, ha ricordato Coen. Descrivendo la città, il giornalista ha sottolineato che “esistono zone sconosciute anche a chi ci abita, arabi e ebrei vivono divisi e non si parlano e non si toccano”.

Subito dopo si è passati ai tre interventi. Avital Kotzer Adari che “israeliana da sei generazioni” ha espresso la sua emozione, “visto che la Brigata Ebraica mi coinvolge anche a livello famigliare”. Nel suo discorso “L’altra Gerusalemme” la Direttrice dell’Ente del Turismo israeliano a Milano ha messo in luce la complessità e il fascino di Gerusalemme. Fornendo dati e informazioni, avvalendosi di diapositive e slide molto complete, la Adari ha spiegato che “a Gerusalemme vivono persone da tutto il mondo, che provengono da più di 103 Paesi diversi e tutte le religioni convivono in armonia, nonostante quello che tante volte dicono i media, la realtà è molto diversa”. Nella sua appassionante relazione, la Direttrice ha spiegato la particolarità di Gerusalemme e i suoi luoghi più caratteristici, dal Museo dello Yad Vashem, al Muro del Pianto, in una città che “non è solo storia o religione ma moltissimi altri elementi assieme. Interessanti quartieri, mercati vivaci in un luogo aperto a tutti e dove c’è posto per tutti”. Importanti iniziative e festival si sono tenuti nella capitale israeliana e sono in programma per i prossimi mesi, come la Maratona di Gerusalemme o le prime tre tappe del Giro d’Italia e, in tema di musica e spiritualità, da agosto il Festival “Mekudeshet” (Santificata) coi suoi eventi e serate dal vivo (info en.mekudeshet.com).

Molto efficaci anche gli altri due interventi. Il giornalista e conduttore Roberto Zadik  ha brillantemente esposto gli aspetti religiosi e culturali di Gerusalemme, partendo dalle fonti bibliche e talmudiche. “Anche se nella tradizione biblica Gerusalemme viene nominata 669 volte – ha detto – nella Torah se ne parla spesso in modo indiretto e ambiguo, mentre dai Salmi al Talmud i riferimenti sono molto più espliciti”. Citando vari brani e versi dei Testi, ha sottolineato, fra battute e note letterarie, la centralità di Gerusalemme nella Torah. Fra gli esempi, si parla di Gerusalemme quando si menziona  il Monte Moriah dove venne “legato” Isacco e, nello stesso luogo, sorgeva la scuola di Malki Tzedek, fondata dal figlio di Noè, Sem “da cui deriviamo noi semiti e dove venne a studiare anche Abramo, come si narra”. È anche, secondo la tradizione, il luogo dove Adamo, il primo uomo, fu forgiato da Dio che “soffiò nelle sue narici”. Zadik ha ricordato poi vari Salmi, momenti di preghiera e Benedizioni dove si parla di Gerusalemme, dalla Amidà alla Birchat Ha Mazon, al Digiuno di Tisha’beAv, quando si ricorda la distruzione della città e il calvario subito dai suoi abitanti. Nel suo intenso intervento, ha ricordato non solo la parte religiosa ma anche quella culturale, passando dalla letteratura, al cinema alla musica. Citando vari autori e fonti, Roberto Zadik  ha messo in luce quante poesie, da Tasso ad Amichai, quante canzoni – come Gerusalemme d’oro di Naomi Shemer (la cui storia è raccontata nel suo recente libro Isramix, Proedi, dedicato alla musica israeliana di oggi) o Muoio per te di Sting e Zucchero –  o quanti film, da Qualcuno con cui correre ispirato al romanzo di Grossman fino al controverso Kadosh di Amos Gitai, abbiano avuto questa città come protagonista.

Ultimo intervento,  molto efficace, quello dello storico e saggista Oscar Marcheggiani, dedicato alla storia e ai mutamenti urbanistici della capitale dello Stato ebraico. A partire dai tempi di Re David e Salomone, lo storico ha descritto, avvalendosi di slide, i mutamenti della Città, sia nei suoi momenti di splendore, quando Salomone decise di ampliarla, sia nei periodi di crisi e tensione, quando venne attaccata dagli Assiri o nelle distruzioni ordinate dallo spietato imperatore Tito, fino alla conquista dei musulmani durante il periodo degli Abbasidi. Citando date, episodi storici fondamentali o libri, fra cui ha ricordato “il bellissimo saggio di Maristella Botticini I pochi eletti, Il ruolo dell’istruzione nella Storia degli ebrei, lo studioso ha fornito alcuni dati demografici sulla presenza ebraica nei secoli. Nei suoi studi ha rilevato come gli ebrei “rispetto alle masse erano spesso alfabetizzati grazie allo studio della Torah”. In tema di migrazioni verso la Terra Promessa e Gerusalemme, Marcheggiani ha ricordato che le aliyot avvennero ben prima del 1948 e ci fu chi, specialmente dall’Est Europa, decise insediarsi nella zona di Mea Shearim nel 1860, nel 1869 e nel  1872″.

Una serata molto appassionante prima della pausa estiva seguita da domande e da un’atmosfera conviviale.

 

Per informazioni e prenotazioni di visite al Museo della Brigata, scrivere a info@brigataebraica.it

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