L'ambasciatore israeliano Ofer Sachs alla serata del KKL Italia per i 70 anni di Israele

Grande festa del KKL per i 70 anni di Israele, ricordando Gino Bartali

di Roberto Zadik
Una serata in grande stile, in nome dei 70 anni di Israele che organizzata dal Keren Kayemet Leisrael Italia ha coinvolto istituzioni, membri comunitari e un gran numero di ospiti importanti, di amici e sostenitori. Protagonista dell’importante evento, svoltosi presso il Museo della Scienza e della Tecnologia “Leonardo Da Vinci”, è stata la memoria del campione del ciclismo Gino Bartali che nella sua vita, oltre alle mirabili gesta sportive, ha rivelato straordinario altruismo e coraggio salvando 800 ebrei dalle stragi nazifasciste e a definito per questo motivo “Giusto fra le nazioni”. Durante l’iniziativa, organizzata dallo staff del KKL Italia e dal suo presidente Sergio Castelbolognesi e presentata da Davide Fiano, Gioia Bartali, nipote del ciclista e uno degli ospiti di punta, visibilmente emozionata ha tenuto un discorso in ricordo del nonno e ringraziando il KKL che per lei ormai “rappresenta una famiglia”.  I fondi della serata verranno devoluti alla realizzazione della “Pista ciclabile Gino Bartali”, costruita nella foresta Haruvit, una delle oasi naturali più suggestive di Israele, dove su un tracciato di 14 km, gli utenti potranno darsi allo sport o a momenti di relax in mezzo alla natura.

Tanti progetti e impegno per Israele e lo sport  e momenti di grande emozione hanno caratterizzato la serata. Presenti diverse personalità comunitarie, dai presidenti Besso e Hasbani, al Rabbino Capo Rav Alfonso Arbib al presidente KKL Italia Castelbolognesi e istituzioni e personaggi importanti, dall’ambasciatore di Israele Ofer Sachs (nella foto), al direttore del Museo Fiorenzo Galli, a Gioia Bartali, nipote del grande Gino, a Marina Coppi, figlia di un altro talento del ciclismo come Fausto Coppi del quale l’anno prossimo ricorrerà il centenario dalla nascita, a Paolo Bellino, Direttore Generale di RCS Sport che dopo aver parlato del Giro d’Italia a Gerusalemme ha consegnato la maglia rosa a Castelbolognesi, fino alla leadership internazionale del KKL come il presidente mondiale Daniel Atar. Dopo il buffet e gli inni nazionali italiano e israeliano e la canzone “Shir Ha Shalom” eseguiti dal Coro Col HaKolot, che si esibirà a Milano il prossimo 10 giugno dalle 21 alla Cascina Torrette nella rassegna “Cori a Mare”, è stata  la volta di una serie di interventi e ringraziamenti.

Sachs: “Il Giro? Una grande occasione per onorare i Giusti”

L’ambasciatore Sachs ha ricordato che “in questi 70 anni Israele nonostante i tanti problemi di sicurezza, gode di ottima salute e questo è un vero e proprio miracolo della storia”. In tema al Giro d’Italia, svoltosi a Gerusalemme all’inizio del mese, Sachs ha messo in luce come “esso sia stato una grande occasione non solo per Israele ma anche per onorare grandi giusti fra le nazioni come Gino Bartali celebrato con la pista ciclabile in suo nome in cui il KKl ha un ruolo fondamentale per il Paese”. Molto sentito anche il discorso del presidente mondiale del KKL  Daniel Atar che ha ringraziato tutti, dal Direttore del Museo Galli alla “cara amica Giuditta Matalon” specificando l’importanza degli “ottimi rapporti fra Israele e l’Italia che fra loro hanno una collaborazione fiorente e sono molto contento di essere qui in questa bellissima città e in questo Paese pieno di bellezze culturali e paesaggistiche” e mettendo in luce “la preziosa e non scontata solidarietà e partecipazione che ritrovo anche stasera. E’ sempre piacevole sapere e avere nel cuore che c’è qualcuno su cui poter contare”. Egli successivamente ha evidenziato che “per merito di questo Giro gli italiani e il mondo hanno potuto vedere il vero volto di Israele, luoghi antichi e moderni e le meraviglie del deserto e dei paesaggi ma soprattutto l’aspetto umano del Paese.” Ringraziando il KKL Italia per il suo “impressionante impegno” Atar si è rivolto ai presenti in sala dicendo “siamo felici di ospitarvi tutti in Israele perché la nostra casa è la vostra casa”.

Notevoli anche i discorsi del Direttore del Museo Galli, della nipote di Bartali, Gioia e di Giuditta Ventura Dani, membro della Comunità Ebraica di Milano e nipote di una donna appartenente alle tante famiglie salvate dal campione. Il direttore del Museo che ha espresso come la cultura sia fondamentale e permetta “alle persone di vivere meglio essendo mezzo di stimolo e di aggregazione” e ricordando come “per questo con l’amico Besso stiamo pensando a varie idee per la Giornata della Cultura ebraica che si terrà a ottobre”. Subito dopo è stata la volta di Gioia Bartali e della Ventura che ha rilasciato una importante testimonianza famigliare sottolineando quanto il ciclista sia stato fondamentale per la sopravvivenza della sua famiglia.  La Bartali ha detto “ogni volta che penso a mio nonno fatico a non commuovermi e sono molto emozionata nel vedere quanto affetto verso di lui ci sia nel mondo ebraico. Non ha mai voluto parlare in famiglia degli ebrei che aveva salvato nascondendo i loro documenti nella canna della sua bicicletta e tenendo in segreto tutto quello che faceva. Diceva sempre che il bene si fa ma non si dice ed era un uomo molto umile che non ha mai cercato onori per quello che ha fatto. Egli è un esempio per tutti noi”.

Giuditta Ventura, Gioia Bartali e Milo Hasbani alla serata del KKL

Giuditta Ventura, Gioia Bartali e Milo Hasbani alla serata del KKL

 

Vorrei ringraziare il KKL per avermi offerto l’opportunità di portare la mia breve testimonianza come unica persona qui in sala la cui esistenza è dovuta alla persona del grande Gino Bartali – ha dichiarato Giuditta Ventura -che ha contribuito nella mia Firenze a salvare la vita di mia nonna paterna e della sua famiglia. Fortunatamente la storia di mia nonna ha lieto fine” anche se, ha fatto sapere “vivere in cantine, al buio fra topi e scarafaggi e in due o più su un materasso non è cosa da poco per un essere umano”. Oltre a questo ha evidenziato la sopravvivenza dei suoi parenti “grazie a un documento falso che fu l’unica salvezza non è essendo riusciti a scappare in Svizzera perché la persona che avrebbe dovuto aiutarli restò bloccata a causa della distruzione della rete ferroviaria”. Passaporti falsificati ma anche tanti nascondigli dove “i miei famigliari venivano ospitati nelle case non come ebrei ma come sfollati”. ”Mia nonna” ha aggiunto “ teneva un diario durante le persecuzioni in cui non si cita Gino Bartali. Però lei ha sempre raccontato a mio padre che era Bartali che veniva in bici da Assisi a portare i documenti falsi nascosti nella canna del suo mezzo. Questa testimonianza è stata riportata anche da mio padre allo Yad Vashem”. La Ventura ha voluto ricordare che in quei tempi ci furono due figure fondamentali per gli ebrei, oltre a Bartali, come il Cardinale Elia Dalla Costa che “mise a repentaglio la sua vita per salvarli” e il Rabbino Capo di Firenze Nathan Cassuto “che non volle mai lasciare la sua comunità e per questo venne deportato”. Rivolgendosi alla nipote di Bartali ha detto: “Infine vorrei citare un passo del Talmud che dice: “Chi salva un essere umano salva il mondo intero”. Cara Gioia se io sono qui viva in mezzo a voi è certamente merito del tuo grande nonno, che ha messo in pericolo la sua vita per aiutare famiglie come la mia: di esseri umani ne ha salvati tantissimi e le loro discendenze, i loro mondi  e quindi i suoi meriti sono infiniti”.

Ultimo intervento quello di Paolo Bellino, Direttore Generale di Rcs Sport che ha rievocato le emozioni del Giro d’Italia a Gerusalemme, consegnando la maglia rosa al presidente KKL Italia Sergio Castelbolognesi. “E’ stato qualcosa di completamente nuovo e un incredibile sforzo logistico anche se è stata un’esperienza straordinaria anche per la disponibilità del KKL. Era la prima volta che il Giro di teneva fuori dall’Europa e grazie a questo ho potuto conoscere un Paese come Israele. La partecipazione, il calore della gente, le due città, completamente diverse come Gerusalemme e Tel Aviv in un Giro unico e seguito da milioni di telespettatori.” A completare la serata anche alcuni video, sulla pista ciclabile “Bartali” e l’impegno del KKL:

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