L’Ugei impegnata per la libertà religiosa

Giovani

“Non chiediamo l’indipendenza, ma l’autonomia”. “La natura della mia visita non è politica, non voglio creare problemi allo Stato e alle autorità dei paesi che visito'”. Eppure non sono state sufficienti queste concilianti dichiarazioni a far sì che il Dalai Lama, autorità spirituale del Tibet occupato dalla Cina, fosse ricevuto con i dovuti onori nel parlamento italiano, dai politici italiani e anche dal Papa. La Lombardia si è distinta con il presidente Formigoni e il sindaco di Milano Letizia Moratti, che hanno accolto con calore Tenzin Gyatso, massima autorità spirituale del Buddismo Tibetano.
E si sono distinti i giovani ebrei italiani, che al diktat all’ostracismo decretato dagli ambasciatori cinesi hanno risposto con un incontro di preghiera sulla “Libertà religiosa nel mondo”.

“In questo momento molti regimi dispotici impediscono ai Fedeli dei propri paesi di professare liberamente il proprio culto, perseguitandoli duramente. L’Unione Giovani Ebrei d’Italia vuole dare un segnale forte di solidarietà ed accogliere con gli onori tradizionalmente riservati ad un premio Nobel per la Pace che tanto ha fatto in questi anni per la libertà di religione e per la causa della democrazia, della tolleranza, del rispetto e della pace nel mondo”, ha dichiarato Daniele Nahum, presidente dell’Ugei. “Nostro intento è che credenti e non credenti si uniscano in una preghiera comune, affinchè tutti i cittadini del mondo siano liberi di professare la propria religione o le proprie posizioni etiche senza essere perseguitati”.

Un altro tema sul quale l’Ugei è da mesi in prima linea è la tragedia del Darfur. “Ogni anno durante il Giorno della memoria ricordiamo l’orrore del genocidio del popolo ebraico. Noi, nipoti dei sopravvissuti e custodi della memoria, abbiamo il compito di smuovere l’opinione pubblica affinché un altro genocidio non passi nell’indifferenza collettiva come è successo sessanta anni fa. Dal 2003 in Darfur, come riconosciuto formalmente dalla comunità internazionale, è in atto uno sterminio di massa. Come Ugei vogliamo testimoniare un impegno che non sia solo formale. Abbiamo deciso di raccogliere la sfida già iniziata dall’Italian Blogs for Darfur e caratterizzare in questo modo, per un anno, tutte le attività della nostra associazione”.