La Croazia e l’Ungheria sottovalutano la Shoah? Indignazione dei membri del Wiesenthal Center

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di Roberto Zadik

Simon_Wiesenthal_Center,_Los_AngelesA 71 anni dalla fine degli orrori della Shoah ci sono Paesi come l’Ungheria e la Croazia che non hanno ancora fatto i conti col loro passato di antisemitismo, persecuzione e violenza antiebraica e che ancora oggi tendono a sminuire e a minimizzare le loro responsabilità nel genocidio degli ebrei.

A questo proposito il sito “Ynet news” ha recentemente sottolineato l’indignazione e lo sdegno dell’autorevole centro Simon Wiesenthal riguardo ai commenti del ministro della Cultura croato, Zlatko Hasanbegovic. Secondo una recente dichiarazione del ministro, i crudeli corpi militari degli Ustasha non avrebbero nessuna responsabilità nell’eccidio degli ebrei croati che sarebbe interamente colpa dei nazisti. Subito queste frasi provocatorie sono scoppiate le polemiche tanto da spingere i membri del “Wiesenthal Centre”, da tempo impegnato nella caccia ai criminali nazisti e contro l’antisemitismo, a chiedere le dimissioni di Hasanbegovic. Motivo? Le sue prese di posizioni decisamente discutibili riguardo agli Ustacha e alla Resistenza Croata durante il fascismo e la resistenza croata.

Il politico non è nuovo a questi scandali e ha reagito alle proteste definendole “infondate”. La Croazia durante la Seconda Guerra Mondiale era sotto l’occupazione nazista che avevano zelanti e spietati collaboratori locali chiamati Ustascha. Il Paese attualmente membro dell’Unione Europea meriterebbe un ministro migliore come rappresentanza internazionale e per questo Efraim Zuroff, direttore del “Wiesenthal Center” ha pubblicato uno scritto dove lo invita il ministro a abbandonare il proprio incarico. Critiche e proteste contro Hasanbegovic sono arrivate anche dal partito di centro sinistra e da diversi gruppi umanitari.

Anche l’Ungheria si sta comportando molto male riguardo alla Shoah e da diversi anni è una delle nazioni più apertamente antisemite. Sempre il Centro Wiesenthal ha condannato una commemorazione di destra in cui veniva elogiato un leader ungherese filonazista. Grazie agli sforzi di questa organizzazione e del suo direttore Zuroff  sono stati denunciati internazionalmente questo tipo di fenomeni che le autorità ungheresi, secondo il portavoce del Wiesenthal Centre  Mark Weitzman “non hanno condannato nella dovuta maniera”.

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