Liliana Segre

Insulti sui social a Liliana Segre. E Salvini: “Basta che gli zingari rispettino le leggi normali”

Italia

di Redazione
Il discorso pronunciato dalla neosenatrice a vita Liliana Segre durante la discussione precedente al voto di fiducia al governo Conte – in cui diceva di rifiutarsi “di pensare che la nostra civiltà democratica sia sporcata da leggi speciali” nei confronti di Rom e Sinti. Se accadrà mi opporrò con tutte le forze” – ha suscitato molta emozione e persino una standing ovation da tutte le forze politiche. Ma purtroppo anche qualche commento critico. Il primo è stato quello di Matteo Salvini, leader della Lega – e principale destinatario del discorso della Segre – che in conferenza stampa ha chiesto ironicamente: “La senatrice teme leggi speciali contro Rom e Sinti? Paura infondata, mi basterebbe che rispettassero le leggi normali”. Anzi “faremo di tutto perché rom e sinti rispettino le leggi nazionali, specie per quanto riguarda i minori sfruttati“.

Insulti sui social

Ma sono soprattutto gli ignobili insulti a Liliana Segre, sopravvissuta alla Shoah quando aveva solo 13 anni, pubblicati sui social a colpire l’attenzione.  “Quando ti ritroverai una porta sfondata, cassetti ribaltati per terra e derubata di tutto, soprattutto dei ricordi, cambierai idea” scrive un utente su Twitter. Mentre un altro dice “L’unica persecuzione etnica in atto, cara Liliana Segre, è quella degli italiani”. “Venire rapinati quello sì che ti cambia la vita, mica come finire in un cmapo di concentramento”.

Alcuni commenti e insulti a Liliana Segre sui social

Tantissimi gli utenti che hanno replicato alla valanga di insulti, esprimendo solidarietà nei confronti della senatrice. “Ho letto tante di quelle schifezze sul discorso stupendo della senatrice Liliana Segre che mi vergogno di condividere la stessa cittadinanza di quei soggetti” fa notare qualcuno. “Liliana Segre – cinguetta un altro utente – vetta morale di questo Senato Dio benedica sempre Liliana Segre e ce la conservi ancora a lunga vita”.

Molte anche le istituzioni. Il presidente dell’Anpi provinciale di Milano, Roberto Cenati, in una nota ha espresso “profonda esecrazione per gli odiosi e vergognosi insulti, comparsi sui social, alla Senatrice Liliana Segre, dopo il suo fermo e appassionato intervento pronunciato in Senato nel corso del dibattito sul voto di fiducia al nuovo governo. Forte è stato il suo richiamo a reagire contro l’oblio, l’indifferenza, l’anestetizzazione delle coscienze e contro inaccettabili leggi speciali contro rom e sinti che provocherebbero una ferita indelebile alla nostra civiltà democratica. A Liliana Segre manifestiamo tutta la nostra affettuosa solidarietà e vicinanza”.

Liliana Segre: “Rivedo l’osceno sospetto di chi finora non ha osato e adesso osa

Agli insulti sui social la senatrice non ha giustamente risposto, mentre sui media ha ampliato il discorso. Ospite di Massimo Giannini e Jean Paul Bellotto su Radio Capital (clicca qui per il podcast), la senatrice a vita, ha raccontato l’emozione del suo discorso al Senato, ha dato la sua prima impressione del premier Conte e ha espresso la sua preoccupazione per il clima in Italia: “Rivedo l’osceno sospetto di chi finora non ha osato e adesso osa“. E in un’intervista a Repubblica ha annunciato di aver preparato una “proposta di legge contro questo parlar d’odio gli uni contro gli altri e per i diritti umani”, ribadendo il messaggio del suo discorso al Senato: “Io non sono indifferente. La combatto, l’indifferenza, e continuerà a farlo finché vivo”.

 

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