Torna il terrore a Tel Aviv. Quattro morti in un ristorante a Sarona

Israele

attentato-telavivSi chiamano Ido Ben Ari (42 anni), di Ramat Gan, Ilana Naveh (39 anni), di Tel Aviv, Michael Feige (58 anni) di Midreshet Beersheva, e Mila Misheiv (32 anni) di Rishon Lezion le quattro vittime dell’attentato che ha colpito mercoledì 8 giugno un ristorante nel mercato di Sarona a Tel Aviv. Altre 16 persone sono rimaste ferite, 3 delle quali rimangono in terapia intensiva. (Clicca qui per il video dell’attentato). Dall’ottobre 2015 33 israeliani e altri quattro sono rimasti uccisi e centinaia sono rimasti feriti. Anche 200 palestinesi sono rimasti uccisi, due terzi dei quali erano i responsabili degli attacchi.

La dinamica dell’attentato
Come riporta l’Ansa, poco prima delle 21 (ora locale), i due palestinesi, dopo essere stati seduti ai tavolini del ristorante-bar Max Brenner, sono entrati in azione aprendo il fuoco sui passanti. Erano, secondo alcuni testimoni, ben vestiti come se fossero stati ad un ricevimento, mentre non ha trovato conferma una prima ricostruzione che fossero travestiti da ‘haredim’, ebrei pii. Dopo i primi spari, uno di loro due ha lasciato l’arma ed è scappato insieme all’altro. Nei pressi della Cinemateque uno dei due è stato colpito da un poliziotto e l’altro è stato arrestato. Sul terreno sono rimasti almeno cinque feriti, ha riferito la polizia. Nell’ospedale Ichilov dove sono stati portati i feriti, è stato ricoverato anche uno dei due attentatori.

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I due attentatori al ristorante Max Brenner a Tel Aviv

Le forze dell’ordine hanno a lungo presidiato tutta la zona – situata a un passo dal complesso del ministero della difesa, l’unico situato a Tel Aviv e non a Gerusalemme – nel timore che ci fosse ancora libero un terzo attentatore, ipotesi poi smentita dal portavoce della polizia. La gente, mentre sull’area volavano gli elicotteri, è rimasta chiusa tutta il tempo nei ristoranti e nei negozi fin quando le autorità hanno dato il cessato allarme, dopo aver messo in sicurezza l’intera area. Il premier Benyamin Netanyahu – appena atterrato da Mosca dopo aver visto il presidente russo Vladimir Putin – si è subito diretto in città per presiedere una riunione di emergenza con lo Shin Bet (il servizio di sicurezza interno), la polizia, l’esercito, e i ministri Gilad Erdan e Avigdor Lieberman.

“E’ stata una notte dura a Tel Aviv, diventata obiettivo del terrorismo. Ma – ha detto il sindaco della città Ron Huldai – non cederemo al loro tentativo di rovinare le nostre vite”.

Le reazioni palestinesi
I media hanno segnalato scene di giubilo svoltesi a Hebron da dove i due palestinesi provenivano e Hamas da Gaza ha definito la città palestinese “capitale dell’Intifada di Gerusalemme”, come la fazione islamica al potere nella Striscia ha chiamato gli attentati di questi ultimi mesi in Israele e in Cisgiordania. In un tweet, anche questo riportato dai media israeliani, Ismail Haniyeh leader di Hamas ha scritto: “Gloria e saluti agli autori della sparatoria al Mercato di Sarona”.

Come riporta il sito Ynetnews, il presidente dell’Anp Abu Mazen in un comunicato ha condannato qualsiasi atto di violenza, senza però fare alcun riferimento all’attentato a Tel Aviv che ha ucciso 4 persone. “L’Autorità palestinese conferma il proprio rifiuto di ogni operazione che colpisce civili, al di là di ogni ragione e giustificazione. Raggiungere la pace e creare un clima positivo è ciò che contribuirà a eliminare le cause della tensione e delle violenze nella regione. Raggiungere la pace richiede che tutti smettano di compiere aizoni che accrescano le tensioni e suscitino violenze”.

 

Il commento dell’Anpi
“Esprimo la mia profonda e commossa solidarietà per la sanguinosa strage terroristica compiuta a Tel Aviv  che ha causato la morte di quattro pacifici cittadini” Inizia così il messaggio di solidarietà inviato dal presidente dell’Anpi Provinciale Milano Roberto Cenati alla Comunità Ebraica. “La fase che stiamo attraversando a livello internazionale – continua il messaggio – è delicatissima e va sempre tenuta alta la guardia contro il pericoloso ripetersi di attacchi terroristici che più volte hanno colpito Israele e si sono ripetuti nel cuore del nostro continente“.