Sempre meno palestinesi sostengono il terrore contro i civili israeliani

Israele

di Davide Foa

Il ristorante nel merrcato sarona a Tel Aviv in cui è avvenuto l'attentato terroristico l'8 giugno scorso
Il ristorante nel merrcato sarona a Tel Aviv in cui è avvenuto l’attentato terroristico l’8 giugno scorso

Secondo i risultati di un recente sondaggio, è diminuito il numero di palestinesi che sostiene e supporta gli attacchi terroristici contro Israele.

L’inchiesta, promossa dal PCPSR (Palestinian Centre for Policy and Survey Research), mostra che il 51% dei palestinesi supporta i continui attacchi con i coltelli, a differenza del 58% di appena tre mesi fa. In particolare, quel 51% è la media del 75% registrato a Gaza e il 36% della West Bank. Il sondaggio precedente, condotto a marzo, mostrava favorevoli agli attacchi l’82% dei palestinesi di Gaza e 44% di quelli in West Bank.

Ad oggi, il 58% dei palestinesi ritiene che un’intifada armata sia più utile alla loro causa rispetto alle vie diplomatiche. Tre mesi fa, la percentuale era del 65%.

Solo il 25% dei palestinesi ritiene però che la violenza degli ultimi tempi possa evolvere in una intifada.

Secondo Khalil Shikaki, direttore del PCPSR intervistato da Ynet, questo calo del sostegno palestinese agli attacchi terroristici ha una spiegazione ben precisa: “la percezione è che questi attacchi non hanno effetto e non permettono il raggiungimento del risultato sperato”.

Rimane ad ogni modo evidente che la maggioranza dei palestinesi continua a supportare gli attacchi e la lotta armata. Tant’è vero che la percentuale, seppur in calando rispetto a tre mesi fa, è superiore a quella registrata l’anno scorso. E le esultanze che seguono ogni attacco terroristico contro inermi civili israeliani non smettono di lasciare basito chiunque abbia un minimo di senso civile.