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Lettere dalla Francia
22 maggio
Non prendiamoci in giro
Marine Le Pen, leader del Front National (foto Afp)

Ho trovato uno dei miei testi pubblicati su Libération nel 1987, dove ho spiegato “l’effetto Le Pen“, o FN, cioè l’uso da parte dei media di questo oggetto diventato magico da30 anni e che funziona come un jolly negativo. Lo si evoca ad ogni occasione per dare torto a chi obbietta. Se per esempio uno dice quello che non dovrebbe dire, egli fa il “gioco del FN”; se dice che l’Islam nella cultura occidentale pone un problema, egli ancora fa il gioco del FN. Se non vota come dovrebbe, se non teme che la Le Pen vada all’Eliseo, se egli è sicuro che non passerà perché la stragrande maggioranza dei cittadini ha percepito l’odio fondante nel suo discorso? Ancora una volta fa il gioco del FN?

Diciamo che per 30 anni il dibattito culturale e politico ha sentito la pressione di questo curioso effetto di joker: quello che tocca il FN o che ne agita la minaccia, ha senz’altro ragione.

Ma il problema non è se lui ha ragione o torto, ritualmente egli ha ragione, ma il suo proposito è irrilevante e serve solo per mettere a tacere l’altro o renderlo sospetto su delle questioni cruciali senza rapporto con il FN. Mai l’enunciazione di un discorso è stata più importante del testo stesso. D’altronde, ha subito delle censure e distorsioni importanti. Peggio di un campo magnetico che devierebbe il tragitto delle parole e provocherebbe una cacofonia inaudibile.

Ma questa volta, il voto non solo conferma che non c’era d’aver paura del FN, ma che l’elettorato, pur ridotto a un linguaggio più che elementare, è stato in grado di qualificarsi : una parte ha votato Macron per riluttanza o per default, consentendo all’altra parte di avvicinarsi ai 14 milioni di cittadini, astenendosi o votando scheda bianca o nulla. E’ vero che la politica si fa con la memoria corta, o con la memoria accorciata: si dimenticherà questi dati di base. La corsa ai posti è aperta, e questo è normale, visto che il fatto più importante delle nostre società è la precarietà dei posti di lavoro, da dove risulta che ognuno è pronto, per confortare il suo, a strangolare la verità se venisse fuori.

Bisogna essere indulgenti con quelli che hanno gridato al “pericolo Le Pen” per spaventare fino in fondo. La punizione di coloro che vogliono rendere le persone idiote e che essi finiscono per credere ai loro stessi discorsi, e perdono le loro facoltà critiche. Così, noi amiamo le nostre convinzioni, piuttosto che verificarle.

Bisogna prendere i problemi falsati dal “dibattito”, prenderli uno per uno e alimentarli con un’altra visione. Tra questi, il problema culturale e sociale che pone all’Europa l’ideologia coranica. Di questo il nuovo presidente non è semplicemente ‘non a conoscenza’; egli non “lo conosce”. Possiamo fargli cadere la convinzione che l’unica visione critica dell’Islam in Europa “fa il gioco del FN”? Se una buon’anima vuole illuminare la sua visione, gli segnalo che il mio ultimo libro Corano e Bibbia nelle domande e risposte. Si troveranno gli elementi indispensabili.

(traduzione di Vittorio Myr)