I mestieri della Comunità: i Veterinari per la salute degli animali

Di: 

Marina Gersony

28/08/2017

Animali ed ebraismoUna cosa è certa: secondo la tradizione ebraica gli animali hanno il diritto di essere trattati bene, anche quelli che potrebbero appartenere al nemico. Non bisogna causare loro sofferenze, né sedersi a tavola prima che siano stati alimentati e, come noto, quelli permessi dalla Halakhah possono essere mangiati a condizione che vengano uccisi nel modo più indolore possibile attraverso la shechitah, ossia «con rispetto e compassione» da uno shochèt. Di questo e altro si è parlato durante la recente conferenza Qual è il legame fra ebraismo e mondo animale?, con interventi di Rav Della Rocca, Mino Chamla e Paolo Pozzi, veterinario dell’ambulatorio «Cure umane per animali» (vedi video della conferenza su mosaico-cem.it). Nel corso di duemila anni di scritture ebraiche, molti saggi e pensatori si sono confrontati con i valori etici relativi al consumo della carne e sono giunti alle più svariate conclusioni. Nel frattempo il vegetarianismo ha conquistato rapidamente nuovi adepti in tutto il mondo con Israele in pole position: è la prima Vegetarian Nation guidata da una leadership politica che da tempo ha abbandonato uno stile di vita carnivoro…

La voce degli esperti
Pari passi con l’aspirazione a un mondo sempre più meat-free, cresce anche l’amore e l’attenzione per i pet. Le persone che decidono di condividere il proprio spazio con un cane, un gatto, ma anche uccelli, pesci, roditori, rettili, conigli, furetti e tartarughe sono in aumento. Gli animali domestici piacciono, i social media sono letteralmente inondati da fotografie e filmati dei nostri beniamini ed è proprio grazie a questa moda dilagante che abbiamo imparato a conoscere l’intelligenza e i talenti nascosti e sorprendenti di molte specie animali. Bepuppy è il primo “pet social network” realizzato da un giovane italiano interamente dedicato a loro, con servizi e funzioni per il loro benessere. E sono sempre più numerosi i veterinari che si sono formati professionalmente per garantire loro una vita più lunga e sana attraverso cure innovative e prevenzione. Ne abbiamo sentiti alcuni.

Diana Levi, veterinario, ex direttore del Servizio di Sanità Animale della ASL Città di Milano nonché professionista nota per la lunga attività dedicata al benessere del mondo animale, alla lotta al randagismo e alla tutela degli animali da affezione. Oggi, dopo aver ricoperto importanti incarichi istituzionali, è impegnata nel No Profit presso la Fondazione Baratieri Onlus che opera nel campo della tutela dei cani abbandonati o in difficoltà. «Dal 1981 al 1984 ho lavorato presso il Servizio Veterinario della Regione Lombardia con funzioni prevalentemente burocratico-amministrative – racconta -. Avevo anche il compito di fare dei sopraluoghi nei canili pubblici. A quei tempi la situazione era drammatica. Se i proprietari non li riscattavano e se nessuno li adottava, i cani vaganti venivano soppressi dopo tre giorni. Accadeva nell’ottanta per cento dei casi. In seguito ho iniziato a lavorare per l’Asl e insieme ad alcuni colleghi abbiamo incominciato a batterci perché i fatidici tre giorni diventassero almeno dieci. Con un’ordinanza del Sindaco, supportata da motivazioni giuridiche e scientifiche valide, abbiamo ottenuto una prima vittoria». Nel 1991, racconta la dottoressa, con una legge nazionale del 14 agosto, sono stati drasticamente variati i termini per la soppressione, consentita esclusivamente per i cani gravemente malati, incurabili e di comprovata pericolosità. Ma la strada da percorrere sarebbe stata ancora lunga e irta di ostacoli. Di fatto il rapporto uomo-animale dal dopoguerra a oggi è cambiato: «È innegabile che dagli anni Cinquanta a oggi ci sia stata una grande evoluzione nel rapporto uomo-animale – osserva la veterinaria -, in particolare con i pet, cani e gatti; questa evoluzione l’ho spesso definita durante lezioni o convegni con la frase emblematica “Dalla camera a gas alla copertina di pile”. Oggi abbiamo a disposizione cure efficaci e d’avanguardia. Certo, non tutti possono sostenere le spese e per questo dico sempre che bisogna pensarci mille volte prima di prendere un cane o un gatto. Un’ultima osservazione, che mi preme: amare gli animali è un bene, ma umanizzarli troppo e trattarli come se fossero dei peluche non è etologicamente corretto; così come spesso non sono ammissibili le modalità di allevamento intensive coraggiosamente descritte da Jonathan Safran Foer nel libro Se niente importa. È importante che in ogni ambito siano assicurate corrette modalità di “convivenza” raggiungendo ragionevoli compromessi».

Michael Firer, detto Misha, una laurea in Medicina Veterinaria a Milano nel 1990, da oltre vent’anni ha maturato una grande esperienza in omeopatia, omotossicologia, fitoterapia e Medicina energetica. La sua storia parte da lontano, dall’ex Urss che ha lasciato insieme alla famiglia per fare aliyah nel 1977 e poi trasferirsi in Italia nel 1984. Torna un paio di volte all’anno in Israele, dove vive parte della sua famiglia e, pur non essendo praticante, tiene molto alle radici e alla propria identità ebraica. Nei suoi ambulatori di Milano (Via Felice Casati, 5) e di San Benedetto del Tronto dove divide la sua attività, Misha ha scelto di lavorare unendo i saperi della Medicina tradizionale e di quella alternativa, perché, dice, «credo fermamente che una sinergia tra diverse discipline possa essere utile ed efficace in determinate situazioni». Sostenitore della necessità di uno studio che abbracci argomenti nuovi e metodi antichi collaudati, il Dottor Firer è convinto che queste terapie abbinate possano contribuire a migliorare la qualità di vita dell’animale e favorirne la guarigione. In cosa consistono le sue cure? «Oltre alla fitoterapia, omeopatia e Fiori di Bach, mi avvalgo della terapia Di Bella, rifiutata dal mondo accademico (perché non ha superato il vaglio della sperimentazione scientifica, ndr) ma che si è rivelata nella mia personale esperienza spesso utile nella cura dei tumori umani e animali. Integrandola in un protocollo più complesso che prevede l’utilizzo di vischio, aloe vera, fiori di Bach, vitamine, terapia dietetica e così via, personalmente ho ottenuto risultati ottimi e talvolta inaspettati e clamorosi». Per la cura dei suoi pazienti animali, il dottore si avvale tra l’altro dello SCENAR (Self Controlled Energo Neuroadaptive Regulation), un apparecchio di elettro-stimolazione a bio-feedback che attiva reazioni sia neurovegetative sia immunitarie per ripristinare lo stato naturale fisiologico del corpo dei suoi pazienti animali. I più curiosi possono dare un’occhiata al suo sito: www.mishafirer.org

Aya Ravid, classe 1975, iscritta all’Ordine dei Medici Veterinari di Milano, tre figli, sposata con Zvi Ravid, 42 anni, a sua volta veterinario. Nati in Israele, studi a Milano, condividono la passione e l’amore per gli animali di affezione: lei specializzata in Medicina interna e d’urgenza di cani, gatti e roditori; lui in Medicina interna, chirurgia, ortopedia, oftalmologia ed ecografia con maturata esperienza all’estero e in Italia. Hanno un ambulatorio a Trezzano sul Naviglio e all’occasione visitano anche a domicilio. Non solo: si aggiornano costantemente e per garantire un servizio ottimale collaborano con specialisti di fama nazionale e internazionale quando i casi lo richiedono. Cos’è cambiato nella cura degli animali rispetto al passato? «Sicuramente sono stati fatti grandi passi avanti – sostiene la dottoressa -. In base alla mia esperienza posso dire che oggi la maggior parte dei nostri clienti dimostra un grande interesse per la salute dei propri animali ed è disposta a fare il possibile per il loro benessere generale. Ci sono poi anche persone con scarsi mezzi economici che non possono permettersi di affrontare nemmeno le cure basilari, come le vaccinazioni, la pulizia dei denti o le visite di controllo annuali. In questo caso cerchiamo di venire loro incontro quando è possibile. Un altro lavoro che facciamo è sensibilizzare i nostri clienti sull’importanza della prevenzione. Non c’è molta consapevolezza in merito. La sterilizzazione, per esempio, è fondamentale per le femmine che in percentuale molto alta tendono a sviluppare dei tumori con l’avanzare dell’età. Una prevenzione precoce è dunque indispensabile».

Al dottor Zvi Ravid chiediamo cosa ne pensa della Medicina alternativa o integrata sempre più usata anche per gli animali. «In veterinaria esistono molte branche specialistiche che si affiancano all’attività propriamente sanitaria – spiega il dottore -. Ci sono colleghi che si occupano di animali esotici, altri sono specializzati in ovini, altri ancora in cavalli e così via. Se c’è una necessità particolare ci rivolgiamo agli specialisti. Riguardo alla Medicina alternativa (agopuntura, fitoterapia eccetera) in alcuni casi può funzionare molto bene. Per esempio, a un animale stressato è possibile dare dei Fiori di Bach al posto di famaci veri e propri che possono dare effetti collaterali. Ci sono casi che rispondono molto bene a questo tipo di cure semplici là dove la Medicina tradizionale non risolve. Ad ogni modo si valuta ogni volta caso per caso. Ritengo molto importante per chi fa il nostro mestiere avere una specializzazione e rimanere sempre aggiornati per garantire delle cure ottimali. Infine, mi preme dire una cosa: vogliate sempre bene agli animali e non abbandonateli mai. L’abbandono è una realtà davvero drammatica, soprattutto nell’Italia del Sud. Al Nord, a Milano in particolare, la situazione è sicuramente migliore».

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