Alcune considerazioni sulla serata al Bene Berith con il giornalista francese, sull'assoluzione, solo qualche giorno fa, di Charles Elderlin e sulle prossime elezioni presidenziali francesi

Philippe Karsenty, il caso Al Doura e la corsa per l'Eliseo

Di: 

Francesca Olga Hasbani

02/03/2012 Milano

Dodici anni fa il giornalista francese Philippe Karsenty apriva il caso Al Doura. Alla luce di questo incredibile evento di falsa informazione, dell’ambiguo rapporto fra Francia e Israele e delle strategie politiche d’oltralpe per il Mediterraneo, Karsenty, mercoledì 23 febbraio al centro Bene Berith, ha esposto una parte delle prove che dimostrerebbero l’inconsistenza del filmato trasmesso da France 2.

Questo video girato durante un presunto scontro a fuoco fra soldati israeliani e civili palestinesi, mostrerebbe l’ormai celebre bambino Mohamed Al Dura ucciso dagli israeliani. Tutta la scena era stata girata da un cameramen palestinese, Talal Abu Rhama; Charles Elderlin fu il giornalista di France 2 che raccontò e descrisse quanto era accaduto per le strade di Gerusalemme. Questa storia, queste immagini divennero presto icone del conflitto israelo-palestinese, tanto che piazze di città nord-africane, francobolli, strade e banconote  furono dedicate al bambino; inoltre Elderlin e Abu Rhama, divennero star internazionali.

Benché l’evidenza della falsità del servizio di France 2 sia stata esposta e giustificata più volte da Karsenty, tanto da vincere in Appello nel 2008 contro Elderlin, il 28 febbraio 2012 la Corte Suprema di Francia ha assolto Elderlin da tutte le accuse, giacché, secondo la legge, France 2 non è responsabile delle immagini poiché non erano state girate dall’emittente francese. Kasernty tornerà nuovamente in Appello, in un’altra corte parigina, nella speranza che giustizia sia fatta al caso Al Dura.

Quest’ultima sentenza pone dei dubbi sulla verità delle prove di Karsenty? La scientificità della loro consistenza è difficilmente negabile, infatti la Corte Suprema, non ha dichiarato la verità del filmato, ma solo l’irresponsabilità di Elderlin. Sembra che si tratti dell’ennesima dimostrazione di tensione dei rapporti tra Francia e Israele. Domandando al giornalista quale sia attualmente la linea di politica estera francese ci risponde che “Sarkozy non ha ancora realizzato la delicatezza della situazione mediorientale, questo tacito silenzio del governo, non fa altro che alimentare il terrorismo. Il Medioriente non deve diventare la scacchiera della V Repubblica”. Difatti, secondo Karsenty, sono evidenti gli interessi che hanno spinto il Presidente francese a intervenire in Libia durante la primavera araba, mentre oggi non esiste un piano per impedire il massacro di civili in Siria. Per quanto riguarda il conflitto arabo-israeliano, secondo il giornalista “il governo francese è pienamente convinto che se gli israeliani abbassassero le armi e tendessero la mano ai palestinesi la guerra cesserebbe, perché considera questi ultimi le vere vittime”.

Per quanto riguarda il fronte interno, siamo a due mesi dalle elezioni presidenziali del 22 aprile 2012. I favoriti a raggiungere il secondo turno sono Nicolas Sarkozy e Francois Hollande; ma non ci sono certezze. La popolarità di Sarkozy, secondo Karsenty, è nettamente in calo, è possibile una svolta storica prima del 6 maggio, dopo 17 anni di potere della destra  in Francia. Non è da sottovalutare Marine Le Pen, il capo dell’estrema destra e del Fronte Nazionale in Francia dagli ideali discutibili, ma che persino Brigitte Bardot ha pensato bene di mostrarle il suo appoggio pubblicamente. Ci si chiede quale sia il clima per gli ebrei in Francia. Secondo Karsenty “quando si vive in zone agevolate, non ci sono preoccupazioni di sicurezza. E’ invece molto difficile per quelli che vivono in zone meno abbienti, dove l’immigrazione è un fenomeno diffuso. D’altronde, sempre più ebrei che vi risiedono traslocano, e qualcuno addirittura si trasferisce in Israele per vivere tranquillamente. I media francesi sono estremamente ostili a Israele, e sempre più agli ebrei. Si sente salire un antisemitismo latente, legato principalmente alla crisi economica. La peggiore cosa è che ci sono molti ebrei che lavorano nelle telecomunicazioni francesi. Ma il prezzo che pagano per conservare il loro posto di lavoro è di essere ancora più avversi ad Israele degli altri. La propaganda araba si è radicata tra i dirigenti politici francesi. Quando sostengono i movimenti minoritari di estrema sinistra come Shalom Akhshav, hanno l’impressione di stare nel vero.”

Philippe Karsenty oggi è  vicesindaco di Neuilly, la città di cui Sarkozy era il sindaco. Candidato di centro-destra alle elezioni legislative che si terranno in Francia il prossimo giugno, un mese dopo le elezioni presidenziali.

Guarda gli altri articoli di In primo piano

I commenti sono chiusi.