L'Ame: un'associazione di medici e operatori della sanità a disposizione di tutti

Di: 

Rosanna Supino

14/03/2017

20160508_101146Nel lontano 1985, sotto l’egida di Marcello Cantoni – il nostro pediatra che ha assistito i bambini dal dopoguerra fino al 2000, ha organizzato il servizio medico nella nostra scuola ed è stato fondatore della scuola di Medicina Scolastica – è nata la Associazione Medici Ebrei Nord Italia. Successivamente ne è stata presidente Erica Leherer Grego, la cardiologa consigliera della Comunità. Obiettivo era formare una rete di medici ebrei che si conoscessero e potessero occuparsi dei nostri malati attraverso la stima e fiducia reciproca.
Nel 2004, sotto l’egida di Giorgio Mortara, l’associazione si è trasformata in Associazione Medica Ebraica per coinvolgere medici, operatori della sanità non-medici, ebrei e non ebrei, interessati a tradizione, cultura ed etica ebraica in campo sanitario. Sono confluite in essa le associazioni dei medici del Nord Italia, di Roma e del Gruppo Maimonide (Emilia-Romagna e Toscana). È Chapter dell’Israel Medical Association. Ma gli eventi AME sono rivolti a tutti. Non sono convegni di pratica medica. L’obiettivo è sempre diffondere informazioni e dibattiti tra un ampio pubblico.
Tra gli scopi dell’associazione cito: promuovere incontri per diffondere informazioni di carattere medico-scientifico o di etica medica ebraica; agevolare i rapporti e gli scambi con associazioni e istituzioni sanitarie in Israele e nel resto del mondo; dare sviluppo a una “medicina di comunità” secondo le direttive dell’O.M.S., in particolar modo medicina preventiva ed educazione alla salute.
Molti i successi ottenuti. Basti ricordare l’invito da parte di FnomCeo (la federazione nazionale ordini medici chirurghi e odontoiatri) a una giornata su “Etica e deontologia di inizio vita”; la continua collaborazione con l’Ordine dei Medici, ma anche le molte attività svolte nell’ambito della Città come, ad esempio, “Test e consigli per la prevenzione delle malattie cardio-vascolari” offerti gratuitamente al pubblico in piazza Bande Nere a Milano e “Sport per tutti, per una migliore qualità della vita” presso l’Acquario di Milano. E ancora, incontri su adolescenza, vecchiaia … Le conferenze di etica medica hanno riscosso molto interesse. Infatti l’etica medica ebraica è considerata e apprezzata anche tra i non ebrei.
Grazie ai contatti di AME con istituzioni mediche, universitarie e religiose che operano nella sanità, facciamo parte di vari progetti.
Per iniziativa di Mons. Fumagalli e del nostro Giorgio Mortara è nato il gruppo di “Insieme per prenderci cura” insieme al Coreis e a istituzioni di varie religioni, con l’obiettivo di sensibilizzare dirigenti e personale sanitario sia alle richieste pratiche dei pazienti (kashrut, preghiera, trattamento del cadavere e altro) sia all’approccio religioso ad alcune problematiche quali malattia, vita, morte…  Visto il successo dell’iniziativa (più di 600 presenze e 79 relatori) stiamo preparando un testo per ospedali, case di cura e RSA sponsorizzato dalla regione Lombardia.
Studiosi e storici di tutta Italia hanno partecipato al convegno a Trieste su “L’apporto degli ebrei alla assistenza sanitaria sul fronte della grande guerra”. I testi, gli elenchi dei partecipanti alla grande guerra con relative documentazioni ottenute dagli archivi di ospedali, esercito, Croce Rossa Italiana e case private sono pronti per la pubblicazione. È un patrimonio di dati che non vogliamo vada perso né disperso. E deve essere consultabile da tutti. Chiediamo a coloro che avessero dei documenti, di contattarci.
Assegnazione di borse di studio e collaborazione con una sezione della protezione civile dei vigili del fuoco di Roma sono state tra le nostre attività.
Il nostro libro La dieta kasher ha riscosso successo ed è stato presentato anche all’Expo di Milano. Non è un libro di ricette, ma un testo per capire e valutare vari aspetti delle normative religiose anche alla luce delle conoscenze attuali e della legislazione europea.
Poi il progetto “la salute psicomotoria” (Università di Beersheva Hadassa, Villa Santa Maria e AME) che ha come scopo la sensibilizzazione delle educatrici e la diagnosi precoce dei disturbi del neurosviluppo. Il metodo e i risultati ottenuti negli asili nidi e materne delle scuole ebraiche italiane con il contributo dell’UCEI, presentati a Milano in un convegno patrocinato dalla regione Lombardia in febbraio, sotto la cui egida era nata la collaborazione tra enti israeliani e italiani, saranno pubblicati.
Nel convegno “GeneticaMente” tenutosi a Milano, docenti altamente specializzati hanno informato su alcune malattie geneticamente trasmissibili che hanno una frequenza significativa tra gli ebrei e per le quali è possibile una diagnosi precoce tale da migliorare la qualità della vita dei portatori. Saranno organizzati incontri di sensibilizzazione e approfondimento su alcune di queste patologie e proporremo una indagine nella popolazione ebraica per identificare eventuali portatori sani.
Attualmente un problema che ci sta a cuore è garantire una milà sicura ai nostri neonati. A Roma è stato fatto un accordo per eseguire milot in ospedale. Ci stiamo attivando con l’ARI, Assemblea Rabbinica d’Italia, per ottenere che i mohalim che operano in Italia siano certificati secondo la normativa europea.
Il nuovo consiglio AME intende incrementare gli scambi istituzionali e scientifici con Israele e con l’IMA, le attività di formazione e informazione rivolta a un pubblico non medico delle nostre comunità e quelle sul territorio insieme a istituzioni pubbliche e private.
Vorrei sottolineare come anche queste attività abbiano un ruolo importante per combattere il BDS. Facciamoci conoscere! Facciamo sapere che cosa possiamo fare e facciamo non solo per noi ma per tutti. Facciamo sapere quanto Israele è civile, avanzato e quanto ha dato e vuole dare a tutti.

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