Diversi gli appuntamenti per i più piccoli che hanno fatto il tutto esaurito nella prima giornata del Festival.

Jewish and The City / Il Festival dei bambini

Di: Carlotta Jarach e Ilaria Myr
14/09/2014

besana JewishDurante il primo giorno del Festival non sono mancati gli appuntamenti pensati per i più piccoli. In mattinata hanno coinvolto molti giovani due laboratori: il primo, di carattere narrativo, “il mercato delle storie”, realizzato con MuBa – Museo per i bambini, era incentrato sul tema del racconto, fulcro della festa di Pesach. Mentre nel secondo i bambini hanno potuto scoprire chi è davvero il lievito, il grande “escluso” di Pesach, e quali sono le sue proprietà.

“Il mercato delle storie”
L’immagine più bella: un bimbo che prende l’Haggadah e tenta di leggerla al rovescio: “Ma è scritto tutto stranissimo!” Siamo ancora alla Besana, al Museo dei Bambini, e mentre in Guastalla i grandi partecipano all’apertura istituzionale, i piccoli sono in cerchio, su dei cuscini colorati, ad ascoltare quella storia per loro un po’ particolare. È il Mercato delle Storie, dove i bimbi, proprio come in un vero mercato, prendono tutti i vari ingredienti per la loro ricetta: scelgono da varie bancarelle i costumi, i colori, i vari sfondi delle loro fantasie. Protagonisti indiscussi dei sedarim di Pesach, hanno iniziato la loro avventura sfogliando quel libro ricco di figure e di colori: “Anche noi mangiamo l’uovo, ma di cioccolato”, “Ma davvero capite questi simboli?”, “Ma é francese?”, “L’erba amara è come gli spinaci!”

A testimonianza di quanto sia importante l’ascolto, il breve incontro si è concluso con un canto: quel cerchio è divenuto così luogo di scambio e confronto, del raccontare e del conoscere. E, alzandosi, prima di andare a giocare, l’ultimo commento: “Ho capito che la libertà è quando sei felice”.

lievito“Lievito, microscopico amico”
Tutti sappiamo che esiste – nel pane, nelle torte, ecc…- ma pochi sanno davvero cos’è, e soprattutto, quali sono le sue infinite proprietà. Il laboratorio sul lievito partiva proprio da questa considerazione, con l’obiettivo di far capire ai bambini che partecipavano – in tutto 30, previa registrazione – di chi parliamo quando nominiamo il lievito, l’elemento che a Pesach non si può mangiare. “Il lievito gonfia il pane, e per ricordare gli ebrei che non fecero a tempo a far lievitare il pane a Pesach non si mangia – ha spiegato ai bambini – per la maggior parte esterni al mondo ebraico – Daniela Ovadia, giornalista scientifica e  membro del comitato promotore del Festival -. Ma è anche un modo per ricordarsi che una volta ogni tanto l’uomo deve ricordarsi di non “gonfiare”, come il lievito. Non si dice, per esempio, darsi delle arie? “.

Ecco quindi i bimbi, trasformati in piccoli biologi, seduti a dei tavoli con sopra ingredienti molto diversi fra loro: tre bottiglie di plastica con dentro dell’acqua, del lievito, dello zucchero, della farina, del sale e dei palloncini vuoti. Seguendo le indicazioni della professionista Chiara Segrè, biologa e divulgatrice scientifica, si sono quindi divertiti a mettere del lievito in acqua e farina, acqua e sale, acqua e zucchero. Sopra ognuna delle tre bottiglie dal diverso contenuto, un palloncino sgonfio. Che sorpresa vedere come dopo circa una mezz’ora il palloncino della bottiglia con acqua, zucchero e lievito, si riempiva di aria!

Un modo dunque simpatico e pratico per fare capire che il lievito a contatto con gli zuccheri produce aria. E per far vivere ai bimbi un po’ di sana “magia” che la natura ci può offrire…

“L’Haggadah dei bambini. Parole, disegni, canzoni”
Molto divertente anche l’appuntamento organizzato da Shorashim sul tema di Pesach, che ha coinvolto i bimbi in attività creative sul tema del racconto e del tramandare la storia di generazione in generazione. E per finire, canti di Pesach insieme al grande chitarrista Manuel Buda, una delle anime del Nefesh Trio.

 

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