Sembrerebbe una ‘normale’

Un palcoscenico dal ghetto di Terezin

06/11/2006

Sembrerebbe una ‘normale’ produzione israelo-tedesca, ma quella a cui si assiste a Tel Aviv in questa stagione è una rappresentazione assolutamente inedita. Basandosi su alcuni brani di opere scritte da un gruppo di internati nel ghetto di Terezin (Theresienstadt) e ricuperati dopo la guerra, in cui si rappresentano scene del ghetto, la regista israeliana Eliana Shechter ha messo in scena uno spettacolo recitato da ragazzi tedeschi e israeliani.

In cosa consiste allora la particolarità dell’evento? Nel fatto che gli ebrei internati erano interpretati dai ragazzi tedeschi mentre i nazisti erano impersonati da ragazzi israeliani. Questo scambio di ruoli non è stato affatto facile: per entrambe le parti tuttavia si è trattato di un’esperienza densa di emozioni. Si tratta di una ‘produzione’ congiunta che vede la collaborazione del Liceo Ironi Alef di Tel Aviv e della scuola di musica Johann Wilhelm Hertel di Schwerin (poco a est di Amburgo, nel Meclemburgo).

In questo scambio di ruoli i 10 ragazzi israeliani e 10 del Conservatorio tedesco sono stati profondamente coinvolti, soprattutto grazie alla partecipazione emotiva dei genitori di entrambe le parti, più vicini come età allo spirito tragico dell’epoca in cui si sono svolti i fatti.

Occorre ricordare che nel ghetto vennero internati 144 000 ebrei (di cui solo 19 000 fecero ritorno), deportati dalla Germania, dall’Austria e dalla Cecoslovacchia: molti erano intellettuali, che nonostante le terribili condizioni di vita riuscirono a scrivere e a musicare opere teatrali.

Non è la prima volta che il Conservatorio di Schwerin, che a buon diritto si fa vanto di grande sensibilità nei confronti di Israele e dell’ebraismo, allestisce un suo spettacolo in Israele.

Alcuni anni fa, in occasione del Giorno della Memoria (27 gennaio 1997), venne portata in scena dopo essere stata rappresentata con successo in Germania e in Danimarca, l’opera “Brundibar”.

Scritta Praga nel 1938 dal compositore Krasa e dal librettista Hoffmeister, venne rappresentata nelle condizioni e situazioni terribili del campo di Terezin nel 1942. Molti dei giovanissimi interpreti di allora non sopravvissero, come d’altronde non erano più in vita gli autori.

È l’opera più importante prodotta allora, recitata da bambini, e che in forma di favola tratta dell’antico problema del bene e del male.

“Brundibar” quando venne portata in Israele ebbe lo scopo di far vedere questo paese a ragazzi tedeschi e ai sopravvissuti di mostrare che c’erano giovani tedeschi sensibili e attenti ai temi di quel terribile periodo.

La rappresentazione fu allestita in una casa di riposo per anziani a Kfar Saba: fra gli spettatori molti erano i sopravvissuti dei ghetti. L’impressione e la commozione prodotte dai ragazzi tedeschi in quelle persone anziane furono enormi e impreviste: una signora che aveva visto tutta la sua famiglia sterminata aveva giurato che dopo la tragica esperienza del lager non avrebbe mai più pronunciato una sola parola nella lingua degli assassini: dopo lo spettacolo si avvicinò alla troupe e infrangendo il giuramento si congratulò con loro in tedesco.

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