La casa degli ebrei piemontesi

Di: 

Ester Moscati

20/04/2017

Dalla biblioteca del mitico Barbamadiu a quella dedicata a Davide Cavaglion. A Cuneo, rivive il mondo dei racconti di Primo Levi

Biblioteca Cavaglion a Cuneo

Biblioteca Cavaglion a Cuneo

«La sinagoga, con orgogliosa modestia veniva detta semplicemente scola, il luogo dove si impara e si è educati». Così Primo Levi raccontava la particolare ebraicità piemontese, schiva, parca di parole e retta da una etica – del lavoro, del pensiero, dell’azione – salda e pienamente consapevole del proprio valore. La frase è tratta da “Argon”, il racconto de Il sistema periodico dove Levi parla dei suoi avi, dell’ascendenza avignonese, provenzale, che ha dato origine al particolare rito Appam delle comunità di Asti, Fossano e Moncalvo, e a quell’aura “nobile, inerte, astratta” tipica del gas (argon, appunto) e dei suoi antenati “aristocratici, vaghi, un po’ bizzarri” che vivono a volte come in un sogno, Bachalòm.
La stessa “orgogliosa modestia” è quella scelta da Alberto Cavaglion, storico dell’ebraismo e piemontese di Cuneo, per improntare l’attività della “scola” Biblioteca e centro studi sugli Ebrei in Piemonte, che ha fondato due anni fa in memoria dell’amato fratello Davide, scomparso prematuramente nel 2014, e che oggi è sede e “motore mobile” di importanti iniziative. Le più recenti, la visita al Centro Studi del Vescovo della città, la prima nella storia, nel segno di un dialogo condotto come un incontro familiare, sobrio e per nulla retorico; e poi le riprese di un documentario su vita e opere di Primo Levi, dedicato in gran parte ad Argon e girato tra gli scaffali della “Biblioteca Davide Cavaglion”. (Sarà trasmesso il 9 aprile alle ore 20.45 su Rai5, replica in seconda serata l’11 aprile, trentesimo anniversario della morte di Primo Levi).
«In questi anni, con poche forze e molto spirito di volontariato di amici fedeli, legati alla memoria di Davide, abbiamo fatto molta strada. Molto ci resta da fare».
La Biblioteca ebraica di Cuneo ha un precedente importante e quasi leggendario, legato alla figura di Amadio Momigliano (1844-1924), mercante di granaglie, che trasformò la sua casa in una yeshivà.
«Non ebbe figli, ma amministrò da patriarca una famiglia allargata di fratelli, nipoti, tra cui Riccardo e Ilda, genitori di Arnaldo Momigliano, deportati da Nizza nel 1943. – racconta Alberto Cavaglion – Buone ragioni per meritarsi, secondo le consuetudini del luogo, la incisione, sul suo nome, del titolo onorifico di “zio”: Barbamadiu». Egli, grande collezionista di testi ebraici, raccolse una immensa biblioteca, andata dispersa durante la Seconda guerra mondiale, con libri rari e preziosi.
«Poche settimane prima di ammalarsi, mio fratello Davide mi chiese di accompagnarlo in visita dal Sindaco, che raccoglieva idee per rivitalizzare la cultura cittadina. Proposi di far rinascere nei locali adiacenti alla Sinagoga, da poco restaurati, la Biblioteca di Barbamadiu». Dopo la morte del fratello, Cavaglion ha onorato l’impegno donando, in sua memoria, la parte della propria biblioteca dedicata alla Storia degli ebrei in Piemonte, «opere riguardanti la civiltà di “Argon”, del rito Appam; intendo allineare negli stessi scaffali le opere di Arnaldo e Attilio Momigliano, Piero Treves, Arturo C. Jemolo, Rinaldo De Benedetti, Rita Levi Montalcini, Benvenuto Terracini, Vittorio Dan Segre, Vittorio Foa e di tanti altri personaggi della scienza e delle arti. I libri, soleva ripetere l’editore Angelo Fortunato Formiggini, sono come le sementi in una piramide egizia. Possono fruttificare millenni dopo.
La furia della guerra ha distrutto quella prestigiosa biblioteca, l’amore per la propria terra che mio fratello ha dimostrato nella sua breve vita contribuirà a farli circolare di nuovo. La civiltà di Argon, immortalata nel racconto di Primo Levi, ha ammiratori in tutto il mondo. Troverò facilmente chi vorrà darmi una mano».
La Biblioteca e centro studi sugli Ebrei in Piemonte Davide Cavaglion vuole accogliere in Contrada Mondovì, l’area dell’antico ghetto cuneese, «libri, documenti e materiali intorno alla civiltà ebraico-piemontese nelle sue diverse forme, artistiche, letterarie, musicali, etico-filosofiche», dice ancora il suo fondatore. In accordo con la Biblioteca Civica di Cuneo il catalogo è in corso di digitalizzazione, all’interno del Servizio Bibliotecario Nazionale.

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