Diciotto voci su Israele oggi

Di: 

Ester Moscati

14/06/2017

La buona scelta di Thelma: onorare la madre Ofra Eligon con la pubblicazione di racconti brevi, di grande qualità letteraria: tra gli altri, Eshkol Nevo, Savyon Liebrecht, Etgar Keret

Il Mare di Gerusalemme

«A casa nostra non era importante chi tu fossi, ma solo come sapevi raccontare una storia». Thelma Eligon-Roz è cresciuta in un giardino di parole e fantasie, coltivato da sua madre, Ofra Eligon, alla quale è dedicata la raccolta di racconti Il mare di Gerusalemme. Giornalista e scrittrice israeliana, nata a Varsavia e immigrata in Israele nel 1933, Ofra Eligon ha lasciato 1500 racconti brevi, che furono pubblicati su riviste e volumi collettanei o anche solo tramandati oralmente, come antica tradizione.

Per onorarne la memoria, dopo la sua morte avvenuta nel 2012, la figlia Thelma Eligon-Roz le ha intitolato un corso di scrittura, un premio letterario e pubblica raccolte di racconti brevi. Tra gli autori de Il mare di Gerusalemme, ci sono alcuni degli scrittori israeliani più conosciuti e amati anche in Italia, come Sami Michael, Eshkol Nevo, Savyon Liebrecht, Etgar Keret.
Un racconto è come un diamante, per avere valore deve essere perfetto, non può concedersi i tempi e le sbavature tollerabili in un romanzo. E tra queste pagine, di diamanti ce ne sono diversi. Vale tutto il libro il racconto Cuore affamato di Eshkol Nevo, un capolavoro di tenerezza filiale e amore per la vita, che vede un padre e un figlio inseguire la speranza di mordere l’ultimo saporito boccone dell’esistenza. Ma c’è anche la vena surreale di Yochi Brandes con Honiàh, in cui si apprende che bisogna ponderare molto bene che cosa chiedere nelle proprie preghiere, perché potrebbero essere esaudite. E poi l’irresistibile, pazzo umorismo de Il tarchiato, di Etgar Keret.

Al cuore della letteratura israeliana qui rappresentata, non c’è la politica o la guerra, ma ci si sofferma su valori e sentimenti universali filtrati dalla particolare quotidianità di Israele: la famiglia immigrata dall’Etiopia; l’ambiente di una yeshivà ortodossa; gli autobus affollati che sembrano istigare allo scontro generazionale; l’amore e la dedizione verso chi ha la mente sfilacciata dall’Alzheimer, ma insegue l’ultimo, impossibile ricordo: la neve sulla spiaggia del mare, a Gerusalemme.

 

Il mare di Gerusalemme. 18 scrittori israeliani raccontano, a cura
di Thelma Eligon-Roz,
traduzione Luca Colombo,
editore Stampa Alternativa,
pp. 293, euro 18,00

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