Rosh Hashanà: tempo di Teshuvà, un percorso di cambiamento

20/09/2017

Una Comunità viva e vitale, che ha le risorse e le capacità per superare la recente crisi, non solo economica. Servono soluzioni creative, inventiva e gioia di fare: per trasmettere e tramandare ai giovani. E poi impegno personale, disponibilità al volontariato, solidarietà con chi vive un disagio.
Che l’anno nuovo possa portarci tutto questo!

Gli auguri di Rav Arbib e dei co-presidenti Raffaele Besso e Milo Hasbani

Rosh HaShanà

Rosh HaShanà

di Rav Alfonso Arbib

Rosh Hashanà, oltre a essere l’inizio dell’anno ebraico, è anche l’inizio dei dieci giorni di teshuvà. La teshuvà è un elemento fondamentale della tradizione ebraica e secondo un famoso midràsh è un elemento costitutivo della creazione del mondo (e anche questa è ricordata a Rosh Hashanà). Secondo il Midràsh il mondo viene creato con la lettera Hei – v- che è una specie di cornice aperta da due parti. Il Midràsh si chiede il motivo di queste due aperture e risponde che un’apertura rappresenta la libertà di scelta che si esprime nella possibilità dell’uomo di uscire dalla cornice in cui Dio lo ha messo.
Ma perché c’è una seconda apertura? Perché una volta usciti si può sempre rientrare e questa è la teshuvà. Un Maestro contemporaneo si chiede perché siano necessarie due aperture. In realtà si può uscire ed entrare dalla stessa porta. Risponde che in effetti non è così. Non si può rientrare dalla stessa porta. Per poter rientrare è necessario un percorso che metta in discussione il proprio modo di pensare, le proprie emozioni e i propri sentimenti. La teshuvà è questo percorso, è un percorso di cambiamento, di rinnovamento.
Noi viviamo spesso nella convinzione che il nostro modo di vivere, di pensare e di sentire sia immutabile. La tradizione ebraica invece insegna che niente è immutabile, che possiamo e dobbiamo cambiare.
La teshuvà riguarda tutti, ebrei vicini, ebrei lontani e tutti devono capire che richiede uno sforzo, che prevede un percorso, che il cambiamento non avviene in un minuto ma richiede riflessione e capacità di mettersi in discussione.
La nostra Comunità ha molti pregi, è una comunità viva e vitale, spesso più viva e vitale di altre comunità europee delle stesse dimensioni. Nello stesso tempo, però, è una comunità che ha vissuto e vive momenti di crisi. C’è una crisi economica e finanziaria che ci riguarda tutti e dobbiamo dare tutti il nostro contributo; ma ci sono anche altri elementi di crisi che riguardano l’ambito giovanile e l’ambito educativo.
A tutto questo siamo chiamati a dare delle risposte, nel darle però dobbiamo sforzarci di evitare di pensare e di ripetere sempre le stesse cose, dobbiamo provare a rientrare da un’altra porta, a cambiare qualche coordinata.

Essere e fare “Comunità”

di Raffaele Besso

È con grande piacere che rivolgo ai nostri iscritti i migliori auguri di Rosh hashanà, nella speranza che il suono dello Shofar vi accompagni in un anno migliore. La nostra tradizione dice che lo Shofar farà sentire risuonare le proprie note gravi e solenni anche nel giorno della completa resurrezione della nazione ebraica. Con una nota di soddisfazione voglio dire che Israele come Stato è già risorto e ci rende orgogliosi ogni giorno, con le sue meraviglie tecnologiche, culturali e spirituali. Anche politicamente ci sono passi avanti, visto che sta godendo di un sempre minore isolamento internazionale.
Ora sta anche alla nostra Comunità il compito di risorgere, e non parlo solo del lato economico. Ma anche e soprattutto di quello spirituale, convinto come sono che la bancarotta morale precede sempre quella economica. In questi anni la nostra Comunità sta faticosamente voltando pagina, e vorrei che ciascuno di voi ci aiutasse a farlo. Iniziate l’anno con lo spirito giusto, è tempo di dedicarci tutti alla nostra Keilà. Abbiamo bisogno di persone che aiutino gli anziani, chi è in difficoltà economiche e chi cerca un lavoro. Ma anche a chi vuole semplicemente sentirsi meno solo va tesa una mano gentile e misericordiosa.
Dobbiamo tornare a essere – e soprattutto a sentirci – Comunità, recuperare lo spirito di una volta. Per questo invito tutti a iniziare Rosh hashanà facendo qualcosa per gli altri: sarà il migliore modo di iniziare l’anno nuovo. Le porte  della Comunità sono aperte, sta solo a voi entrarci e rendere quest’anno migliore. Migliore per gli altri, e dunque migliore anche per tutti noi.

Guardare al futuro con spirito positivo

di Milo Hasbani

In prossimità delle feste vorrei augurare a tutti gli iscritti alla Comunità ebraica di Milano Shanà Tovà e Chatimà Tovà.
È un periodo difficile per molti di noi, sotto diversi aspetti; una situazione complessa che però non deve farci dimenticare che dobbiamo sempre guardare al futuro con uno spirito positivo. Da parte nostra, come Presidenti, Giunta e Consiglio della Comunità, ce la stiamo mettendo tutta per non far mancare ai nostri iscritti tutti i servizi comunitari, in particolare il Servizio Sociale, al quale si rivolgono sempre più persone bisognose di aiuto; la Sicurezza, che è sempre più necessaria in un momento “a rischio”; la Scuola, dove sempre più persone non riescono a mantenere i propri impegni nel pagamento delle rette, a causa della crisi economica che perdura e ha colpito molte famiglie. Faccio un appello a chi può aiutarci, in qualsiasi modo, per sostenere chi non è in condizione di farlo.
Il Consiglio è giunto a metà del proprio mandato e prosegue il lavoro che ha intrapreso; ci sono nuovi progetti per la Scuola e per tutti i servizi a disposizione di chi desidera rafforzare la base del proprio ebraismo, con tutto ciò che la comunità offre e propone, con sacrificio e profonda consapevolezza. La trasmissione dell’ebraismo è un valore fondante e imprescindibile per la Comunità. Auguro a tutti che l’anno nuovo porti positività e benessere a ciascuno di noi.

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