Ebrei in cammino: essere se stessi, con valori universali

Di: 

Ester Moscati

06/09/2017

Domenica 10 settembre si celebra la Giornata europea della Cultura ebraica, tra letteratura, arte, dibattiti e lezioni. Tema: la Diaspora identità e dialogo

 

Il logo della Giornata europea della Cultura ebraica 2017

Il logo della Giornata europea della Cultura ebraica 2017

«L’ebraismo è stato per millenni diasporico. Oggi abbiamo per fortuna il dono della rinascita di Israele che è fondamentale per preservare e forgiare l’identità ebraica. Un dono che il popolo ebraico si è meritato, visto che per quasi due millenni non ha dimenticato chi era: riuscendo non solo a mantenere miracolosamente le proprie peculiarità, ma facendo dono all’umanità di principi oggi universali come l’uguaglianza, la giustizia, la libertà dalla schiavitù e il monoteismo». Così spiega Davide Romano, assessore alla Cultura della Comunità che ha organizzato, con Keren Goldberg e la collaborazione di Alberto Jona Falco e Daniela Di Veroli, l’evento a Milano.
Il tema della Giornata Europea della Cultura 2017 è “La diaspora ebraica. Identità e dialogo”. Come sarà declinato a Milano?
Cercheremo di spiegare in cosa consiste questa formula “magica” che permette di fare della propria memoria una ricchezza e non un motivo di rancore. Della fede una spinta a crescere, invece che a distruggere. E dell’incontro con l’altro un’occasione di arricchimento culturale reciproco, invece che di scontro. Una formula che crediamo possa essere molto utile anche in questi tempi di migrazioni.
Oltre all’intervento introduttivo di Rav Alfonso Arbib, parlerà Cyril Aslanov, docente universitario e membro dell’Accademia della lingua ebraica di Gerusalemme.
Sono intellettualmente commosso dalla presenza di un intellettuale come il professor Aslanov, che ha accettato volentieri di elaborare una risposta ai temi della Giornata Europea. Ci farà infatti dono di una lezione imperdibile dal titolo “Diaspore in cammino, lingue e identità alla deriva”, dove ci illustrerà come nel secolo scorso le cose sono molto cambiate con l’avvento delle migrazioni intercontinentali (a partire da quella ebraica). Spostarsi in un altro continente ha significato infatti un cambio radicale: non solo di lingua e di cultura, ma anche dell’identità personale e famigliare. Succede, quando sempre più spesso capita che il nonno non parli la lingua del nipote. Tali eventi incidono nel vivo degli equilibri famigliari e sono causa per taluni di spaesamento, perdita di identità. Tutto questo ha innestato delle dinamiche che il professore ci illustrerà, con la sua ammirevole chiarezza.
Interverrà anche Marco Minniti, Ministro degli Interni, che sta affrontando in questi mesi la difficile situazione dell’arrivo dei migranti sulle nostre coste. Come ebrei diasporici, abbiamo vissuto l’espulsione dalla nostra patria duemila anni fa e abbiamo il “viaggio” nel DNA, siamo molto coinvolti in questa tragedia epocale.
Ascolteremo con grande piacere la relazione del ministro Minniti, che peraltro è laureato in filosofia e non è “solo” un politico. Queste migrazioni stanno cambiando il volto e il voto del nostro continente. I cambiamenti etnico-religiosi si affiancano a quelli politici che ci indicano un’insofferenza nei cittadini europei. La sfida a mio parere sta nel sapere ascoltare e rispondere a tutti, rispettando i diritti dei migranti, ma anche quelli degli autoctoni. Raccogliendo il suo paragone con le migrazioni ebraiche iniziate duemila anni fa, devo sottolineare quanto ebraicamente parlando sia importante garantire prima di tutto i profughi in fuga per motivi politici e religiosi, in pericolo di vita.
Anche Haim Baharier affronterà nel corso della giornata il tema della Diaspora. Che cosa ti aspetti dalla sua Lezione?
Il bello del maestro Baharier è proprio la sua capacità di spiazzare, che lo si condivida o meno. So per certo che si soffermerà – come è nel suo stile – sui significati delle parole, parlando dunque dell’origine greca della parola “diaspora”. Ben diverso dal concetto ebraico che noi esprimiamo con la parola golah. Lasciamoci dunque sorprendere e provocare dalle sue visioni originali, che ci aiutano comunque a allenare il nostro cervello a cogliere pensieri diversi. E il cervello, si sa, è come un muscolo: più lo si esercita e più si sviluppa….
Ci sarà un panel sul tema: “Diaspora. In cammino per il mondo” con Antonia Arslan, Maryan Ismail, Andrée Ruth Shammah. Tre donne che hanno molto da dire….
Per loro divideremo il titolo in tre segmenti, chiedendo di rispondere a ciascuno di essi. Cosa vuole dire essere diaspora? Cos’è il concetto di cammino? Cosa vuol dire e come si fa a essere parte del mondo? Sentire le risposte a queste domande da parte di esponenti del meglio della cultura armena, ebraica e musulmana, ci aiuterà anche a capire quali sono le chiavi del successo dell’integrazione che loro stesse incarnano con la loro storia personale e famigliare. Il fatto poi di trovarci di fronte a una scrittrice, una regista teatrale e una sociologa sarà certo un valore aggiunto dal punto di vista delle diverse sensibilità che le caratterizzano.

Guarda gli altri articoli di Comunità

I commenti sono chiusi.