Post antisemita del deputato Corsaro contro Emanuele Fiano, che replica: "preoccupanti posizioni fasciste"

Di: 

Ilaria Myr

12/07/2017

Emanuele Fiano, deputato PD“Che poi, le sopracciglia le porta così per coprire i segni della circoncisione…”. Questo è il vergognoso commento postato dal deputato fittiano Massimo Corsaro – un passato nell’MSI, in An e poi in Fratelli d’Italia -, sopra una foto di Emanuele Fiano, relatore del ddl 3243 sull’apologia del fascismo, proposta dal deputato ebreo del PD, che chiede l’introduzione dell’articolo 293-bis del codice penale, puntando a punire «chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco».

Interpellato da Mosaico, Fiano ha commentato: “Per quello che si ricordi nella storia repubblicana è la prima volta che un deputato usa degli stilemi fascisti per esprimere l’avversione per un suo avversario politico. Corsaro non ha trovato di meglio che fare riferimento alla mia religione per offendermi e indebolirmi. Questa è la prova che la mia proposta di legge sul reato di apologia del fascismo stia facendo emergere qualcosa che molti non vedono, ma che sono preoccupanti rimasugli di una cultura fascista ancora esistente in Italia. La reazione di sconcerto e critica al post di Corsaro di tutte le forze politiche dimostra che bisogna proseguire uniti nel vigilare e combattere la propaganda dell’ideologia fascista, che oggi con i social media è sempre più diffusa. La Legge Scelba del 1952 non era più aggiornata, ed è esattamente questo che ho inteso portare al parlamento”

massimo-corsaro

Massimo Corsaro

Immediata la replica di Fiano su Facebook: «Sì, io sono circonciso ed ebreo. Orgogliosamente. Massimo Corsaro invece esprime oggi il peggio dell’antisemitismo di stampo fascista con questo post. Mi dispiace per mio padre e per tutti quelli che per via della circoncisione sono stati torturati, massacrati o uccisi. Mi dispiace che la mia battaglia culturale non sia stata abbastanza forte contro tutti questi. Non mi farete tacere».

E il leader del Partito democratico Matteo Renzi  ha risposto immediatamente alle parole di Fiano: “Spero che Corsaro si dimetta entro stasera se conosce ancora il significato della parola dignità. Da tutti noi un abbraccio affettuoso alla famiglia Fiano e alla comunità ebraica italiana”, ha scritto su Facebook l’ex premier. Che aggiunge: “Un deputato di destra, Corsaro ha insultato il nostro Lele Fiano, facendo riferimento alla circoncisione. Per il fatto di essere ebreo, il papà di Lele è stato per mesi in un campo di sterminio dove il resto della sua famiglia è stata uccisa nelle camere a gas. Chi insulta Lele su questo insulta tutti noi, nessuno escluso. Diciamo forte: vergogna!”. E su Twitter lancia l’hashtag #iostoconlele.

Solidarietà a Fiano arriva anche dall’ANPI di Milano. “Esprimo anche a nome dell’ANPI provinciale di Milano profonda solidarietà ad Emanuele Fiano, primo firmatario della proposta di legge contro la propaganda neofascista, per i vergognosi insulti antisemiti che gli sono stati rivolti – scrive il suo presidente Roberto Cenati -. L’ANPI provinciale di Milano chiede che vengano immediatamente presi severi provvedimenti contro il deputato Corsaro, resosi protagonista di questa ignobile azione, indegna della carica ricoperta da  un parlamentare,  che si  pone in aperto contrasto con i principi e i valori della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza”.

Dal canto suo Corsaro ha cercato di recuperare con la solita scusa “era una battuta“. “È fin troppo ovvio che nella mia battuta – certamente, e volutamente, indigesta ai sacerdoti del politicamente corretto – non vi è e non vi può essere alcuna forma né volontà di antisemitismo, o peggio ancora di coinvolgimento della comunità ebraica in un attacco esclusivo, circoscritto alla figura del deputato piddino che – lui sì – maggiore rispetto dovrebbe portare alla storia da cui proviene, evitando di immiserirla in quotidiane speculazioni a uso personale”.

La proposta di legge

La norma proposta da Emanuele Fiano estende e completa la legge Scelba del 1952 e poi la Mancino del 1993 (che allargava la Scelba all’odio e discriminazione razziale), portando la legislazione a contemplare anche gesti individuali da punire, come il saluto romano, e la diffusione di gadget («produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli» del fascismo e del nazismo).

La proposta di legge prevede «la reclusione da sei mesi a due anni», con «la pena aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici», come ad esempio Facebook.

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